Calcio violento a Catania, sputi e calci agli incontri: 5 D.A.Spo - QdS

Calcio violento a Catania, sputi e calci agli incontri: 5 D.A.Spo

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Calcio violento a Catania, sputi e calci agli incontri: 5 D.A.Spo

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mercoledì 18 Maggio 2022 - 16:00

Aggressioni brutali sui campi da calcio catanesi hanno portato a 5 provvedimenti nei confronti di altrettanti soggetti a Catania.

Ancora episodi di calcio violento a Catania. La Questura etnea, dopo l’istruttoria curata dalla Divisione Anticrimine, ha emesso 5 misure di prevenzione del D.A.Spo in seguito a 2 episodi di violente aggressioni relative ai danni degli arbitri durante incontri di calcio dilettante.

Calcio violento: i due casi a Catania

Il primo episodio di violenza si è verificato al campo sportivo Velletri di Catania lo scorso 7 marzo durante l’incontro “Atletico Picanello – Real Trinacria”, nell’ambito del campionato provinciale F.I.G.C. Lega Nazionale Dilettanti “Giovanissimi Under 15″.

La seconda aggressione è avvenuta nel pomeriggio dello scorso 8 maggio durante il match “San Giorgio Catania – Ragazzini Red”, valevole per il Campionato F.I.G.C. “Terza Categoria”, al campo sportivo La Valle di San Giovanni Galermo.

I provvedimenti

I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di:

  • A.P. e S.S., rispettivamente 36 e 31 anni, dirigenti sportivi della Società Atletico Picanello. I due hanno tenuto una condotta minacciosa, aggressiva e intimidatoria nei confronti del direttore di gara e del tutor per tutta la durata dell’incontro di calcio “Atletico Picanello – Real Trinacria”. Con questo atteggiamento hanno contribuito a esasperare gli animi dei giocatori della propria squadra fino a quando uno di loro, un ragazzo di appena 13 anni, ha colpito l’arbitro con un pugno all’addome dopo la decisione di sospendere l’incontro. La vittima dell’aggressione è riuscita, con non poche difficoltà, a rifugiarsi negli spogliatoi. Subito dopo, mentre cercava di lasciare il campo sportivo a bordo della propria auto per recarsi al Pronto Soccorso, il malcapitato è stato inseguito da diversi scooter con a bordo dei giovani, verosimilmente sostenitori della squadra dell’Atletico Picanello, che lo hanno insultato e minacciato, costringendolo alla fuga dal quariere. Per il 36enne e il 31enne, il provvedimento D.A.Spo durerà rispettivamente per 2 anni e un anno.
  • P.F., 45 anni, giocatore del San Giorgio Catania. L’uomo è accusato di aver colpito con un violento calcio, sferrato tra il petto e le costole, il direttore di gara dopo l’espulsione di un compagno. La vittima dell’aggressione avrebbe dovuto tollerare perfino diversi sputi in faccia dopo essere finita a terra. L’uomo è riuscito a raggiungere gli spogliatoi, dove però ha ricevuto ulteriori intimidazioni dall’assistente di parte della squadra del San Giorgio Catania e perfino minacce di morte da un altro giocatore. Presi gli effetti personali, il direttore di gara è riuscito ad allontanarsi e a recarsi al Pronto Soccorso. La durata del D.A.Spo. emesso è di 4 anni.
  • P.S., 47 anni, giocatore del San Giorgio Catania. “Non ti preoccupare, che oggi l’unico ca pigghia coppa ca si tu, nun ti ni va di ca sanu”: queste sarebbero le minacce rivolte al direttore di gara dopo aver ricevuto il cartellino rosso nel corso dell’incontro. “Pezzo di merda, oggi si mottu”, è la frase seguita all’intervento arbitrale. Mentre il direttore di gara si trovava a terra dolorante, inoltre, il 47enne e il 45enne P.F , sopra citato, gli avrebbero sputato addosso diverse volte. P.S. avrebbe perfino afferrato il collo e il braccio della vittima per impedirgli di raggiungere gli spogliatoi. La durata del D.A.Spo. emesso è di 4 anni.
  • R.G., 41 anni, assistente di parte del San Giorgio Catania. Questi, durante il primo tempo dell’incontro, all’interno degli spogliatoi e con toni minacciosi e intimidatori, ha “invitato” il direttore di gara, aggredito poco prima, a non fare menzione nel referto arbitrale dei fatti accaduti. In più, avrebbe suggerito all’uomo cosa scrivere: “Dagli la vittoria a tavolino dicendo che la squadra a seguito di infortuni sarebbe rimasta in sei”. La durata del D.A.Spo. emesso è di un anno.

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