Cantieri di servizi pronti a ripartire a Messina ma non tutti i dubbi sono stati fugati - QdS

Cantieri di servizi pronti a ripartire a Messina ma non tutti i dubbi sono stati fugati

Lina Bruno

Cantieri di servizi pronti a ripartire a Messina ma non tutti i dubbi sono stati fugati

sabato 19 Ottobre 2019 - 00:01
Cantieri di servizi pronti a ripartire a Messina ma non tutti i dubbi sono stati fugati

Dopo l’incidente verificatosi lo scorso 10 ottobre, resta ancora aperta la questione sicurezza. Nella Città dello Stretto sono attualmente impegnati 464 tra inoccupati e disoccupati

MESSINA – Dopo le verifiche, da Palazzo Zanca è arrivata la decisione di fare ripartire i cantieri di servizi che nella Città dello Stretto impegnano 464 inoccupati e disoccupati. Le attività sono state bloccate dopo il grave incidente verificatosi il 10 ottobre all’Istituto comprensivo Cannizzaro-Galatti, dove un operaio di 56 anni è caduto da un ponteggio mobile mentre tinteggiava le pareti. L’uomo è ancora ricoverato in condizioni critiche.

Il sindaco Cateno De Luca ha affermato che non gli risultano che siano state riscontrate “specifiche gravi irregolarità” – da qui la decisione di riavviare le attività sospese per una settimana – ma ha chiesto ai Rup di essere più vigili e presenti. Gli ispettori dell’Ufficio territoriale, però, si stanno ancora occupando del caso del Cannizzaro-Galati, approfondendo alcuni aspetti della vicenda per individuare le responsabilità che sarebbero proprio in capo al responsabile unico del procedimento. L’incidente ha aperto tutta una serie di interrogativi sulle procedure preparatorie all’apertura dei cantieri, che per tre mesi si occuperanno dell’integrazione e ampliamento dei servizi comunali sia per gli ordinari compiti di istituto che per fronteggiare situazioni straordinarie. Le persone coinvolte nei progetti avrebbero fatto solo poche ore di formazione propedeutica all’avvio al lavoro, insufficienti e tra l’altro poco attinenti ad alcune mansioni a cui sono stati assegnati, alcune delle quali proprie del settore edile dove le normative prevedono uno specifico percorso formativo.

Nel frattempo alcuni progetti sono stati destinati, su specifica richiesta di MessinaServizi, allo spazzamento delle strade cittadine in attesa dei nuovi operatori, altri alle manutenzioni di scuole e strade. Il consigliere Pd Libero Gioveni, in una nota rivolta all’Amministrazione comunale, ha chiesto come mai le verifiche scattate dopo l’incidente non siano state fatte prima di avviare le attività, ipotizzando deficit amministrativi e superficialità da parte di chi ha gestito la fase propedeutica all’avvio.

Antonio Amato, dirigente del dipartimento Lavori pubblici, e Salvatore De Francesco, che guida le Politiche sociali, hanno infatti in questi giorni effettuato rilievi congiunti di carattere procedurale. La settimana persa sarà comunque recuperata, ha assicurato Amato ma resta il problema di come fare proseguire adesso le attività e se si stanno pensando delle modifiche per escludere alcune mansioni.

Urgenti accertamenti sono stati chiesti dal segretario provinciale Uil Ivan Tripodi e Pasquale De Vardo, segretario generale Feneal Uil Messina-Palermo. I rappresentanti sindacali hanno parlato di utilizzo improprio dei lavoratori dei cantieri di servizi. “Le certificazioni – hanno detto – e le specifiche mansioni, fra l’altro errate, non si possono inventare nottetempo. Queste persone non possono essere utilizzate se non per quanto previsto dal bando”.

“Per effettuare lavori di edilizia – ha affermato Tripodi – ma anche per salire su un ponteggio ci sono norme sulla sicurezza da osservare. Quel ponteggio mobile su cui era salito il lavoratore può essere utilizzato solo dopo certificazione di qualifica specifica. C’è l’ingenuità del Rup senza dubbio, ma il problema è dell’Amministrazione comunale che voleva pitturare le scuole, fare manutenzioni che vanno oltre ciò che consentito con i cantieri di servizi. Si è anche detto che l’uomo sia caduto per un malore, ma questo non alleggerisce, anzi rende più grave quanto è accaduto. È palese secondo noi una elusione contrattuale ed è ancora più grave perché viene da un Ente pubblico”.

Enzo Cocivera segretario Fillea Cgil ha detto di condividere la posizione espresse da Tripodi: “La prima formazione che hanno avuto non era attinente ai lavori edili. I Rup si interrogano adesso su come continuare, se fare formazione o chiudere alcune tipologie di lavori non previste dal bando. Sono coinvolti soggetti vulnerabili, senza un bagaglio formativo che gli deve dare il Comune. Il sindacato non può ignorarli”.

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