Fiumi di droga a Catania, città crocevia dello spaccio nella Sicilia orientale

Catania, fiumi di droga nella città crocevia dello spaccio nella Sicilia orientale

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Catania, fiumi di droga nella città crocevia dello spaccio nella Sicilia orientale

Melania Tanteri  |
martedì 19 Aprile 2022 - 06:00

Affari milionari che consentono alla criminalità organizzata il controllo del territorio. Ma anche quelli dei pusher improvvisati nell’era 4.0.

Fiumi di droga a Catania. Lo spaccio e il consumo di stupefacenti nella città etnea non conosce crisi. Neanche il lock down ha fermato uno dei business più proficui per la criminalità organizzata, fonte di denaro liquido e in abbondanza. Che oggi, assume nuovi contorni, diventando fonte di guadagno anche per chi alla criminalità non è collegato. I nuovi strumenti comunicazione, la possibilità di approvvigionarsi facilmente nel mercato del dark web, hanno permesso la creazione di un mercato parallelo.

Il fenomeno spaccio

Che sia spacciata per strada o a domicilio, che l’ordine arrivi dal finestrino dell’auto o da una chat, lo spaccio resta il fenomeno, esteso e preoccupante, su cui si concentra larga parte dello sforzo delle forze dell’ordine. Dalle cui indagini, nel tempo, sono emerse informazioni importanti per poter dipingere un quadro dettagliato. In particolare da parte dei Lupi, squadra dei carabinieri che monitora costantemente il territorio, non solo i quartieri caldi dello spaccio cittadino.

Droga: un mercato che non conosce crisi

Dalle informazioni raccolte nel corso degli anni emerge che Catania è una città costantemente invasa da fiumi di droga. Un fenomeno che le indagini fatte nel tempo, non fanno altro che confermare, permettendo di scoprire anche nuovi sistemi di spaccio, nuovi canali di approvvigionamento.

I dati emersi dalle numerose operazioni di polizia giudiziaria effettuate da tutte le forze dell’ordine, soprattutto negli ultimi tempi, confermano dunque come uno degli affari più lucrosi, che permettono di guadagnare in maniera esponenziale rispetto a quanto investito, resta lo spaccio di droga, ancora appannaggio dei gruppi criminali. Anche se, ultimamente, riguarda anche mercati paralleli di gente non inserita nella criminalità o in gruppi organizzati ma che, avendo disponibilità di somme e di tecnologie, può approvvigionarsi della droga e smerciarla.

Soldi tanti e subito

Gli stupefacenti restano dunque il “bancomat” principale dei gruppi organizzati che, investendo dieci, riescono a ricavare anche cento. Ma a immettere droga nel territorio sono anche i pusher di nuova generazione.

Una catena difficile da spezzare

Quella della compravendita di stupefacenti è una catena difficile d spezzare perché l’utenza è vasta. Catania è una città universitaria, piena di locali, è una città commerciale. Qui, lo stupefacente arriva dai corrieri che la prendono dai gruppi legati direttamente ai cartelli sudamericani: i calabresi, notoriamente legati direttamente ai cartelli colombiani che permettono approvvigionamenti diretti e a prezzi che permettono di sviluppare, al dettaglio, grandi affari. Si parla di migliaia di chili.

La droga, strumento per affermare il potere

Lo spaccio di stupefacenti ha una duplice funzione per la criminalità organizzata: permette di ottenere liquidità in abbondanza, immediata e certa – che può essere reinvestita in partecipazioni societarie o appalti – e permette il controllo del territorio attraverso la rete di spacciatori, vedette e custodi che dipendono economicamente da questa attività.

Le piazze di spaccio

Così tante da non poterle contare. A Catania sono ovunque, dal centro alla periferia, da Nord a Sud, alcune sono storiche altre improvvisate. Si tratta di zone circoscritte nate inizialmente perché vi risiedeva qualcuno o per conformazione favorevoli, rimaste nel tempo. E dal 2010 colpite in modo sistematico. Una decina di anni fa, infatti, sono partite grosse operazioni volte a colpire l’associazione mafiosa, la struttura gerarchicamente e militarmente organizzate. Ci sono ruoli ben definiti: a un preciso ruolo corrisponde un compenso giornaliero in base alla funzione: pusher, vedetta, ecc.

Le nuove frontiere dello spaccio

Ce n’è più di una per quartiere, da est a ovest: da Picanello a Monte Po, passando per San Berillo, dove lo spaccio è roba gestito dagli stranieri. Si spaccia anche in centro e nella “Catania bene” dove però insistono maggiormente i cosiddetti “cani sciolti”, qualcuno che si improvvisa e che, magari tratta direttamente, attraverso le chat, con il cliente. Questo è il nuovo mercato parallelo che utilizza i social e le chat.

Spaccio 4.0

È un nuovo mondo che si sta sviluppando e che obbliga gli investigatori ad aggiornamenti continui ma è sfuggente e poco controllabile, proprio come la tecnologica che utilizza. Dal dark web arriva di tutto, droga, armi, soldi falsi, sostanze dopanti, e risulta certamente più difficile effettuare indagini.

Droga: fa paura il crack

Sul mercato catanese, “che serve tutta la costa orientale” comandano sempre cocaina e marijuana. Queste vanno per la maggiore. In estate, però, cominciano le serate e si inizia a trovare anche la droga sintetica, mdma, pasticche. L’eroina ancora c’è ed esistono piazze di spaccio, ci dicono, ma non è così diffusa.

Una droga sempre più diffusa e che preoccupa è il crack per esistono piazze di spaccio dedicate, in parallelo a quelle della cocaina. Durante il lock down erano proprio i consumatori di questa droga a vedersi in giro.

Il giro di affari milionario degli stupefacenti

Secondo quanto emerso dalle indagini e dalle operazioni, una piazza di spaccio tra le più forti può guadagnare quotidianamente almeno seimila euro. In media. Il guadagno può arivare fino a diecimila euro al giorno nel fine settimana o a ridosso delle feste anche di più.

Le operazioni delle forze dell’ordine: i numeri del 2021

Solo nel 2021 circa 800 gli arresti a Catania e provincia, 142 contestazioni di associazione per traffico, dettaglio importante perché permette di contestare un reato più grave dello spaccio. Art. 74 vuol dire che il gruppo è stabilmente organizzato e le pene sono molto più alte. Le piazze di spaccio negli anni sono state colpite in questo senso: non solo arrestando lo spacciatore – che viene oltre tutto immediatamente sostituito – ma attraverso un monitoraggio a livello più alto, per colpire e contestualizzare di fronte a evidenze, l’associazione. L’ultima in ordine cronologico è stata l’indagine, denominata “SKANDERBEG”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Catania Fontanarossa. L’operazione ha consentito di disarticolare i diversi sodalizi criminali che gestivano 12 imponenti piazze di spaccio radicate nel quartiere di San Giovanni Galermo, roccaforte storica del traffico e della vendita di stupefacenti nel capoluogo etneo.

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