Celiachia, diagnosi in diminuzione a causa dei “pazienti camaleonte” - QdS

Celiachia, diagnosi in diminuzione a causa dei “pazienti camaleonte”

redazione

Celiachia, diagnosi in diminuzione a causa dei “pazienti camaleonte”

mercoledì 08 Maggio 2019 - 00:00
Celiachia, diagnosi in diminuzione a causa dei “pazienti camaleonte”

Una malattia difficile da diagnosticare, anche per colpa di sintomi spesso insoliti

in collaborazione con ITALPRESS

ROMA – Le diagnosi di celiachia segnano il passo: nel 2017 il tasso di crescita dei nuovi casi riconosciuti si è dimezzato rispetto all’anno precedente. Nel 2016, infatti, si erano avute ben 15.500 diagnosi in più rispetto al 2015, nel 2017 sono scese a 8.000: una battuta d’arresto che contribuisce a spiegare perché ancora oggi mancano all’appello ben 400.000 dei 600.000 celiaci stimati in Italia.

Il motivo? Tanti celiaci sono “pazienti camaleonte”, che si nascondono alla diagnosi perché hanno sintomi insoliti: dalle afte ricorrenti in bocca a un’orticaria fastidiosa, dall’anemia all’infertilità, sono tanti i disturbi meno noti associati alla celiachia, che pochi conoscono e quindi pochi collegano a una possibile intolleranza al glutine. Riconoscere anche questi casi meno standard è l’obiettivo dell’Associazione nazionale celiachia, che in occasione della Settimana nazionale della Celiachia, dall’11 al 19 maggio, vuole accendere i riflettori sulle manifestazioni meno consuete dell’intolleranza al glutine per favorire la diagnosi tempestiva, facendo un appello a specialisti come ginecologi, ortopedici, dentisti ed ematologi di rado coinvolti nella diagnosi di celiachia, perché diventino anche loro “medici-sentinella” della malattia.

“Le diagnosi stanno rallentando – ha spiegato Giuseppe Di Fabio, Presidente Aic – e lo sappiamo per certo grazie ai numeri molto precisi emersi dalla Relazione annuale sulla celiachia, il documento che ogni anno il Ministero della Salute presenta in Parlamento e rende disponibile in rete. Nel nostro Paese conosciamo perfettamente i numeri della malattia grazie alla raccolta dei dati da parte di ciascuna Asl che eroga l’assistenza per i prodotti gluten free: un monitoraggio preciso che è tuttora unico in Europa e nel mondo. Da questi dati sappiamo che le diagnosi attuali sono poco più del 30% di quelle attese sulla base dell’epidemiologia della celiachia, che colpisce l’1% della popolazione e quindi riguarda circa 600.000 italiani. Oggi, nonostante la crescita del numero dei pazienti, non più considerati ‘rari’, restiamo ancorati al 30% delle diagnosi attese”.

“La Settimana della celiachia – ha affermato il presidente Aic – richiama per questo il camaleonte, simbolo spesso utilizzato dai medici per evidenziare la difficile identità della malattia, per diffondere consapevolezza sui segni meno scontati della stessa, fra i pazienti e anche fra i medici che potranno diventare medici-sentinella per riconoscere i pazienti camaleonte”.

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