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Coronavirus, in Sicilia crescono contagi e zone rosse

redazione web

Coronavirus, in Sicilia crescono contagi e zone rosse

venerdì 20 Novembre 2020 - 00:10
Coronavirus, in Sicilia crescono contagi e zone rosse

I positivi nel bollettino di ieri erano 1.871, quaranta i morti. La Presidenza della Regione porta a dieci i territori sottoposti a restrizioni anche dopo le richieste di alcuni sindaci. La situazione nel Siracusano, tra allarmi e test negativi

Continua mantenersi alto il numero dei contagi in Sicilia, segnando un ulteriore record del numero dei positivi emersi nell’ultimo bollettino: 1.871 su 11.470 tamponi e quaranta morti.

Stabile il numero dei ricoverati in terapia intensiva, mentre aumentano i guariti che sono 352.

Salgono a dieci le zone rosse

E sono diventate dieci le zone rosse nell’Isola: da domani novembre fino al tre dicembre, a Bronte, nel Catanese, Cesarò e San Teodoro in provincia di Messina, Misilmeri, nel Palermitano, e Vittoria, in provincia di Ragusa dove la scadenza è stata prorogata, sono stati aggiunti Acate e Comiso, nell’ibleo, Camastra, in provincia di Agrigento, Ciminna, in quella di Palermo, e Maniace, in provincia di Catania, dopo Bronte e al confine con Cesarò, nel Messinese.

La decisione è stata presa dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, d’intesa con l’assessore alla Salute Ruggero Razza, dopo un monitoraggio dei Distretti dell’Osservatorio epidemiologico della Regione e sentiti i sindaci dei Comuni interessati e le Asp.

“Ci aspettiamo – ha auspicato Musumeci – che le misure adottate siano sempre oggetto di controllo. Se viene stabilito dal Dpcm che i presidenti di Regione possano adottare disposizioni più restrittive, infatti, si impone che le verifiche siano esperite dalle prefetture. Altrimenti anche la speranza di limitare il contagio viene meno, esasperando inutilmente le popolazioni alle quali sono stati chiesti dei sacrifici”

Niente zona rossa a Francofonte

Niente zona rossa, dunque, almeno per il momento, a Francofonte, nel Siracusano, dove il Sindaco l’aveva chiesta a Musumeci per fronteggiare l’impennata nei contagi che ha portato a quattro morti in pochi giorni.

Nella vicina Carlentini, il sindaco Giuseppe Stefio ha dato notizia di un focolaio in una casa di riposo e accertamenti sono scattati nel carcere di Augusta dopo la positività di un agente di polizia penitenziaria.

Sono otto al momento i comuni della provincia di Siracusa che hanno deciso di chiudere le scuole per timori di eventuali contagi tra la popolazione studentesca.

Tamponi negativi a Siracusa e Rosolini

Una buona notizia, nella provincia aretusea, viene però dal fatto che sono stati tutti negativi i 759 tamponi eseguiti dall’Asp nell’area del liceo Gargallo su studenti, familiari, personale docente e non docente delle scuole medie inferiori e superiori.

Lo screening, con il metodo drive in, è stato effettuato anche nella vicina Rosolini e 525 tamponi rapidi sono risultati tutti negativi.

Oggi appuntamento a Carlentini dalle 8 alle 17, nell’area dell’Istituto Nervi, e a Noto sul lungomare dalle 9 alle 15; seguiranno Lentini 21 e 22 novembre dalle 8 alle 17 nell’area del Polivalente di Lentini; Pachino/Portopalo sabato 21 dalle 9 alle 15 nell’area della struttura sanitaria di Pachino in via Quasimodo 1; sempre sabato 21 ad Avola dalle 9 alle 17 nel piazzale dell’Istituto Ettore Maiorana; domenica 22 a Francofonte dalle 9 alle ore in piazzale Stadio Comunale.
Per essere sottoposti a tampone basta prenotarsi sulla piattaforma online predisposta dalla Regione Siciliana www.siciliacoronavirus.it.

Grosso focolaio in Rsa Marsala

Intanto sono risultati quasi tutti positivi al coronavirus i quaranta anziani ospiti della casa di riposo di Marsala, “Madonna delle Grazie” e molti di loro sono stati ricoverati nel reparto covid dell’ospedale Paolo Borsellino.
La figlia di una anziana ospite della struttura ha presentato una denuncia per l’accertamento di eventuali irregolarità.

Ripresa l’attività della neurochirurgia a Palermo

Ed è ripresa a pieno regime l’attività del reparto di Neurochirurgia dell’ospedale Cervello di Palermo, dove sono stati riattivati i ricoveri ordinari, urgenti e le attività ambulatoriali (anche in regime Alpi) dopo esser stati sospesi in via cautelare per alcuni casi positivi tra paziente e operatori.

Palermo, no a stazionamento sul litorale

Sempre a Palermo – dove ieri sono state multate trentanove persone perché senza mascherina o per non aver rispettato le regole antiassembramento – il sindaco Leoluca Orlando ha emanato una nuova ordinanza che estende per i giorni 21, 22, 28 e 29 novembre dalle ore 5 alle ore 22 il divieto di stazionamento da Sferracavallo ad Acqua dei Corsari, in tutto il litorale ivi comprese spiagge, coste, aree verdi aperte al pubblico.

“Il perdurare della grave situazione dei contagi – ha detto – e la pressione sulle strutture ospedaliere richiede che proseguano limitazioni parziali, nella speranza che, rispettando tutti queste, si riesca ad evitarne di ben più drastiche e gravi. Confido nella cura che i palermitani vorranno mostrare per la propria salute e quella dei propri cari”.

No a covid-hospital a Cefalù

L’ospedale Giglio di Cefalù, nel Palermitano, starebbe preparando un reparto covid e il sindaco Rosario Lapunzina è tornato a esprimere la propria contrarietà.

Dopo l’emergenza della prima fase pandemica, il piano sembrava accantonato.

“E invece – si legge in un nota del sindaco – diversi concordi segnali delle ultime ore ci dicono che siamo tornati al punto di partenza, o forse ancora più avanti”.

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