Covid, Cnr, "Lockdown o 50 mila morti in più prima dell'estate" - QdS

Covid, Cnr, “Lockdown o 50 mila morti in più prima dell’estate”

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Covid, Cnr, “Lockdown o 50 mila morti in più prima dell’estate”

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giovedì 04 Marzo 2021 - 18:57
Covid, Cnr, “Lockdown o 50 mila morti in più prima dell’estate”

Con le nuove varianti del virus i morti potrebbero arrivare a 150.000 già prima dell'estate, se non si procederà adesso con un nuovo lockdown generale nel Paese. Almeno secondo le stime del Cnr.

Se in Italia non si adotteranno misure più drastiche, entro l’estate agli attuali circa 100 mila morti per Covid-19 se ne potrebbero aggiungere altri 50 mila, in una crescita trainata dalle varianti.

È quanto emerge dall’analisi del fisico Corrado Spinella, direttore del Dipartimento di scienze fisiche e tecnologie della materia del Consiglio nazionale delle ricerche, al cui gruppo di ricerca si deve l’algoritmo scova-varianti. Le Regioni la cui situazione preoccupa maggiormente sono Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana.

Considerando dati di tipo diverso, come quelli relativi a mobilità delle persone, ricoveri, decessi e numero di vaccinazioni, il fisico indica che, “se non si adotteranno misure energiche, nell’arco di un paio di mesi a partire da oggi, i morti potrebbero arrivare, prima dell’estate, a un totale di 150.000″.

L’impatto delle varianti del virus

Inoltre, “le varianti stanno facendo crescere i casi fino a due volte di più rispetto alle precedenti ondate. Ci sono zone dove le misure più severe adottate stanno iniziando a produrre effetti in positivo, come l’Umbria, la Provincia di Bolzano e l’Abruzzo“, osserva Spinella.

“L’impatto delle varianti, invece, sta manifestando la sua virulenza in Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna, dove gli interventi di riduzione sono insufficienti per controllare il calo dei casi”.

L’urgenza di un nuovo lockdown

A proposito della campagna di vaccinazione, Spinella osserva che, secondo l’algoritmo, l’attuale tasso “produce effetti trascurabili” e che per contrastare la velocità di contagio delle varianti sarebbe necessario “associare a un aumento delle vaccinazioni anche la restrizione della mobilità“.

“Il ritmo delle vaccinazioni cresce linearmente, il virus cresce esponenzialmente. Se avessimo fatto il lockdown della primavera 2020 all’inizio della seconda ondata, ovviamente la situazione della curva sarebbe stata diversa. I casi – conclude Spinella – sarebbero stati decisamente a un livello più basso e la variante avrebbe trovato una situazione difficile”.

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