Covid, a Ragusa la campagna “Nessun profitto sulla pandemia” - QdS

Covid, a Ragusa la campagna “Nessun profitto sulla pandemia”

Stefania Zaccaria

Covid, a Ragusa la campagna “Nessun profitto sulla pandemia”

martedì 09 Novembre 2021 - 00:25

Il progetto europeo rilanciato dall’Ust Cisl Rg-Sr per chiedere disponibilità di vaccini per tutti e trasparenza sui costi di produzione

RAGUSA – C’è ancora tanto da fare sulle disparità causate dalla pandemia e l’Ust Cisl Rg Sr lo sa benissimo. E il sindacato conosce bene anche le disparità e le disponibilità disomogenee dei vaccini, così come sottolineato più volte dal progetto europeo “Nessun profitto sulla pandemia”.

“Siamo più coscienti della disparità e della disponibilità estremamente disomogenea dei vaccini – ha sottolineato la segretaria generale dell’Ust Cisl Rg Sr, Vera Carasi -. È quanto abbiamo appreso dopo un anno e mezzo di pandemia che non accenna ancora a concludersi e che, anzi, sembra, almeno stando agli ultimi dati, voglia rialzare la testa in autunno e in inverno”.

È con questi presupposti che l’organizzazione sindacale rilancia in provincia di Ragusa la campagna europea ‘Nessun profitto sulla pandemia’, per chiedere la sospensione dei brevetti sui vaccini anti Covid, campagna nell’ambito della quale la Cisl sta recitando un ruolo molto attivo.

“Non ci sono dubbi – ha aggiunto Carasi – stiamo perdendo tempo in dibattiti spesso inconcludenti e non abbiamo ancora acquisito la piena consapevolezza che la sfida al virus si dovrà giocare a livello mondiale, allargando la garanzia dei vaccini per tutti. Ecco perché sottolineiamo, e lo facciamo in un’area come questa dove la presenza di lavoratori stranieri è diventata, nel corso degli anni, notevole, come rilevano anche i censimenti statistici, che il siero possa essere reso disponibile a tutti a livello globale. Dobbiamo prepararci alle eventuali sfide sanitarie del futuro: tutto ciò rappresenta, oggi, l’aspetto più delicato della triste vicenda Covid che ha ormai assunto le caratteristiche di una crisi umanitaria”.

I punti alla base del movimento – è online una petizione che può essere sottoscritta – sono sostanzialmente quattro: assicurare il diritto alla salute per tutti, garantire la trasparenza sui costi di produzione e sulla sicurezza dei vaccini, salvaguardare il controllo del denaro pubblico e controllare che le grandi aziende farmaceutiche non traggano profitto da questa pandemia a scapito della salute delle persone.

“Se è vero, come è vero, che i finanziamenti pubblici, cioè i soldi dei cittadini, sono stati fondamentali per realizzare i vaccini – ha aggiunto Carasi – non si capisce perché un simile sforzo collettivo debba scontrarsi con gli egoismi di pochi. Ecco perché sospendere i brevetti sui vaccini, oltre ad essere una decisione indispensabile, sarebbe, anche, una misura equa, umanitaria, di giustizia, l’unico modo per aumentare le vaccinazioni dappertutto e rallentare, così, la trasmissione. Sappiamo che il virus non rispetta né confini né divisioni razziali o di classe”.

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