Covid, Regioni, l'obiettivo è riaprire tutto in due mesi - QdS

Covid, Regioni, l’obiettivo è riaprire tutto in due mesi

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Covid, Regioni, l’obiettivo è riaprire tutto in due mesi

giovedì 15 Aprile 2021 - 08:39

Oggi la presentazione delle linee guida da parte del nuovo presidente della Conferenza, Fedriga, che parla di "responsabilità" e dice "meglio regole che divieti" chiedendo "risposte per chi protesta"

“Meglio regole rigide da far rispettare che divieti che nessuno rispetta”.

Questa la semplice – per alcuni semplicistica – ricetta di Massimiliano Fedriga, presidente leghista del Friuli Venezia Giulia, al suo esordio come nuovo presidente della Conferenza delle Regioni.

Stamattina infatti presenta al Governo la bozza di linee guida per alcune riaperture, parlando di “linea di grande responsabilità”.

“Per combattere la pandemia – ha aggiunto – le persone devono muoversi con le istituzioni e quindi le istituzioni devono essere in sintonia con la gente”.

“Dobbiamo cercare di capire quali sono i problemi e dove è possibile dare una risposta sapendo che tutto non si può fare” ha detto Fedriga, condannando gli scontri tra manifestanti, in cui erano mescolati esponenti di Casapound e Forza Nuova, e Forze dell’Ordine affermando che gli “atti di violenza sono da condannare senza alcuna giustificazione”.

Insomma, l’ipotesi di riaperture progressive a partire da maggio rilancia le speranze delle Regioni e da oggi, in occasione del vertice con il Governo, prenderà il via quello che può essere considerato il percorso verso “l’uscita dall’incubo”, come ha auspicato lo stesso ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini.

Sul tavolo ci saranno le proposte dei governatori, che spingono per la gran parte a riaperture progressive e alla revisione dei parametri per i colori.

Ma si discuterà anche del tema scuole, con la speranza di poter rivedere in aula tutti gli studenti delle superiori, anche se per l’associazione nazionale presidi questa ipotesi resta “possibile ma improbabile”.

“E’ chiaro che bisogna compiere delle azioni esterne alla scuola, non basta lavorare all’interno”, ha detto il presidente, Antonello Giannelli.

“Se i trasporti saranno, e devono essere, organizzati in modo adeguato – è stato il monito della ministra Elena Bonetti – anche la riaperture delle scuole secondarie di secondo grado potrà essere fatta”.

Inoltre, proprio sulle scuole, in agenda potrebbe esserci anche la possibilità, proposta dal sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, di tenerle aperte in estate per chi non va in vacanza.

Ad auspicare la riapertura delle Superiori è lo stesso premier Mario Draghi, ma sulla decisione peserà la curva dei contagi. Questi, ieri hanno superato i sedicimilamila nuovi casi con 469 vittime.

Ieri sono stati a colloquio con Draghi il portavoce del Comitato Tecnico Scientifico, Silvio Brusaferro, e il coordinatore Franco Locatelli, e venerdì dovrebbe nuovamente riunirsi la cabina di regia del Governo, presieduta dal Premier, sulla situazione epidemiologica.

La riunione si dovrebbe tenere dopo l’ultimo aggiornamento dei dati del contagio del Paese.

Il d-day per la “liberazione”, come l’ha chiamata il presidente della regione Veneto Luca Zaia, potrebbe essere l’11 giugno, quando allo stadio Olimpico di Roma torneranno per la prima volta gli spettatori – soltanto ventimila però – sugli spalti per la gara d’esordio dell’Italia agli Europei contro la Turchia.

E l’annuncio del pubblico all’Olimpico, al 25% della capienza, ha dato il via alle inevitabili richieste di tanti altri settori chiusi ormai da un anno, salvo la breve parentesi estiva: basket, pallavolo e musica live.

“Se è possibile accedere in uno stadio con 16 mila persone per il calcio deve essere possibile anche per un concerto”, ha tuonato Enzo Mazza, ceo della Federazione dell’industria musicale italiana. E, dopo le proteste di ristoratori e partite iva, ieri attori e maestranze dello spettacolo hanno occupato il Globe Theater di Roma.

Due mesi, dunque, nei quali mettere in atto una road map per rialzare le saracinesche di bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, palestre e tante altre attività che da mesi soffrono una crisi senza precedenti.

Con ogni probabilità il primo passo sarà la riapertura dei servizi di ristorazione nelle zone gialle anche nella fascia serale. Il che dovrebbe inevitabilmente essere accompagnato da uno slittamento di una-due ore del coprifuoco che, ad oggi, comincia alle 22.

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