"Dpcm, no a misure restrittive". E tutti invocano lo Statuto Speciale - QdS

“Dpcm, no a misure restrittive”. E tutti invocano lo Statuto Speciale

Raffaella Pessina

“Dpcm, no a misure restrittive”. E tutti invocano lo Statuto Speciale

mercoledì 28 Ottobre 2020 - 00:00

Attiva Sicilia ha presentato all’Assemblea Regionale Siciliana una mozione ad hoc. Pagano (Lega): “Sfruttiamo l’autonomia per salvare le nostre attività”. De Luca: “La soluzione per chiudere alle ore 24 è a portata di mano”.

L’ultimo Dpcm varato dal Governo per frenare il contagio della pandemia non va nella direzione della salvaguardia dell’economia del Paese. Lo sostengono diversi partiti di maggioranza in Sicilia che adesso invocano l’autonomia statutaria, da sempre inapplicata. A cominciare dalla Lega. “Realtà locali come il Trentino si sono opposte alle politiche totalitarie di Conte e compagni – dice Alessandro Pagano deputato siciliano della Lega e vice capogruppo alla Camera, che chiede di riaprire i ristoranti in Sicilia -. Il Dpcm del governo ha dimenticato la realtà siciliana, la cui economia uscirebbe massacrata dalla decisione scellerata di chiudere ristoranti e bar alle 18, orario in cui nel nostro territorio i servizi di ristorazione cominciano ad attrarre clientela. è possibile tutelare la salute dei cittadini senza mettere in ginocchio un intero settore, soprattutto in regioni come la Sicilia”. E così lo Statuto, da tanti anni mai applicato in toto e spesso messo in un angolo come un documento inutile, adesso viene sfruttato per non far affondare le attività già provate da una lunga crisi. A fianco di Pagano si schiera il suo compagno di partito, l’assessore regionale ai Beni Culturali Alberto Samonà che chiede che “Il governo nazionale riapra immediatamente i teatri, i cinema e tutti i luoghi della cultura e modifichi il dpcm Conte nella parte in cui dispone la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18, delle palestre, dei centri culturali e sportivi e delle piscine”.

Samonà chiede che venga riconosciuto il ruolo delle regioni soprattutto quelle autonome come la Sicilia, senza relegarle a “mere destinatarie di provvedimenti calati dall’alto”. Tutti d’accordo nel chiedere la applicazione dello Statuto Autonomo, anche Attiva Sicilia che ha presentato una mozione all’Ars a firma Angela Foti e Matteo Mangiacavallo, che impegna il presidente Musumeci ad intraprendere, nel rispetto dell’articolo 17 dello Statuto speciale siciliano, tutte le iniziative atte a meglio calibrare le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per ciò che riguarda almeno le attività culturali e i servizi di ristorazione: ristoranti aperti fino alle 23 e riapertura di cinema e teatri. “Comprendo la esigenza della tutela della salute pubblica – ha detto Salvino Caputo di Forza Italia – ma è altrettanto importante che gli interventi sull’economia e sulle libertà dei cittadini siano bilanciati, responsabili e non cervellotiche o irrazionali”.

Sulla necessità di riprendere in mano lo Statuto Speciale parla il Sindaco di Messina, Cateno De Luca. “È giunto il momento di usare il nostro Statuto speciale, che ci pone in una condizione di autonomia non solo per quelli che sono i privilegi ma per quelle che sono le prerogative che la Sicilia deve saper rappresentare e utilizzare a cospetto dello Stato centrale. Ribadisco che la nostra Regione è uno Stato nello Stato. Forse chi è al Governo dimentica troppo spesso questo dato di fatto”.

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