Eventi e matrimoni, a chi vanno i contributi a fondo perduto - QdS

Eventi e matrimoni, a chi vanno i contributi a fondo perduto

Michele Giuliano

Eventi e matrimoni, a chi vanno i contributi a fondo perduto

giovedì 08 Aprile 2021 - 00:00

Regione in soccorso a un settore che ha perso fino al 90% del fatturato

PALERMO – Quasi un anno di stop per il settore dei matrimoni. A parte una breve parentesi la scorsa estate, tutti gli operatori hanno dovuto fermarsi: moltissime le cerimonie rinviate, troppe le incertezze per decidere di organizzare il “giorno più bello della vita” a queste condizioni. Una scelta comprensibile, ma che ha portato moltissimi imprenditori a fermare completamente le proprie attività. Per aiutarli, la legge di stabilità approvata dall’assemblea regionale siciliana per il comparto delle attività produttive ha stabilito la possibilità di accedere a contributi a fondo perduto.

Due milioni di euro saranno distribuiti al settore della ristorazione, del wedding, delle cerimonie e della moda. Sempre nell’ambito del settore dell’organizzazione di eventi matrimoniali (wedding planner), di feste e cerimonie previsti 3 milioni di euro che serviranno ai ristori a fondo perduto per compensare i costi per locazioni e utenze sostenuti nel 2020, per un massimo di 30 mila euro a impresa. Infine, sono stati decisi anche ristori per gli esercenti delle sale cinematografiche e attività fotografiche: previsti contributi a fondo perduto, per un totale di due milioni di euro, a valere sui fondi Poc 2014-2020, con privilegio delle imprese che abbiano avuto cali di fatturato di almeno il 50 per cento tra l’inizio e la fine dell’attività svolta nel corso del 2020.

Gli assessorati alle Attività produttive e all’Economia stabiliranno criteri e modalità per l’accesso ai benefici, tra cui l’individuazione della lista dei singoli codici Ateco. Fra le misure adottate anche l’istituzione, in seno al dipartimento attività produttive, di un fondo mutualistico regionale per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

In generale, saranno destinati 30 milioni al credito alle imprese artigiane; i finanziamenti vengono dal fondo gestito dalla Crias per le agevolazioni all’artigianato siciliano. Un piccolo aiuto, considerato che si parla di un crollo del fatturato di circa il 90% per l’industria del matrimonio. E ancora i tempi di recupero sembrano essere lunghi, considerato che molti matrimoni sono stati rimandati a data da destinarsi, e quelli stranieri sono stati del tutto annullati. Chi ha deciso di andare avanti, lo ha fatto in forma ridotta, adattandosi alle regole imposte dall’emergenza sanitaria.

Tutto questo insieme è sintetizzato da cifre drammatiche: l’indotto annuale, di circa 15 miliardi di euro, si è ridotto a soli due. Per aiutare un po’ il settore e le famiglie che si sono trovate in qualche modo costrette a rinunciare anche a causa delle difficoltà economiche, la scorsa estate il governo regionale ha messo a disposizione 3 milioni e mezzo di euro. Il beneficio ha previsto un contributo del 20 per cento delle spese sostenute, fino ad un massimo di 3 mila euro per singolo evento, ed è spendibile per i matrimoni svolti sul territorio regionale sia religiosi, con effetti civili, sia le unioni civili che abbiano avuto luogo dal 15 settembre scorso al prossimo 31 luglio.

Potevano accedere i futuri coniugi, i cui nuclei familiari di origine avessero in totale un Isee di massimo 30 mila euro; ancora, almeno uno dei due fidanzati dovevano essere residenti in Sicilia. Il governo ha deciso di dare avvio all’iniziativa “bonus matrimonio”, perché consapevole di quale sia l’importanza del settore per l’intero mercato economico di alcune regioni del Sud, soprattutto vista la crescente richiesta di location per matrimoni stranieri.

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