Fondo da 400 milioni per le grandi imprese in grave difficoltà economica - QdS

Fondo da 400 milioni per le grandi imprese in grave difficoltà economica

Elettra Vitale

Fondo da 400 milioni per le grandi imprese in grave difficoltà economica

sabato 09 Ottobre 2021 - 02:30

Iniziativa Mise, bando integrale sulla Gu n.184 dello scorso 3 agosto. Domande entro il 2 novembre, prestito fino a 30 milioni da restituire in 5 anni

ROMA – C’è tempo fino alle ore 12 del prossimo 2 novembre per accedere alla piattaforma dedicata alle domande finalizzata ad accedere al fondo da 400 milioni destinato a sostenere le grandi imprese in difficoltà finanziaria a seguito dell’emergenza Covid-19, promosso dal Ministero dello Sviluppo economico e istituito dal decreto “Sostegni” (D.l. n. 41/2021).

La misura, gestita dall’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, prevede il finanziamento di investimenti, costo del lavoro e capitale d’esercizio attraverso prestiti agevolati alle aziende, di durata quinquennale, che saranno concessi entro il prossimo 31 dicembre. Il bando integrale è consultabile sulla Gazzetta ufficiale n.184 dello scorso 3 agosto.

DESTINATARI

Il finanziamento è rivolto alle grandi imprese che operano sul territorio nazionale, fatta eccezione per le realtà attive nel settore bancario, finanziario e assicurativo. Per presentare domanda è necessario che esse, alla data di presentazione della richiesta:
– Si trovino in una situazione di difficoltà finanziaria temporanea, legata all’emergenza Covid-19 e non, invece, dovuta a condizioni pregresse;
– Presentino concrete prospettive di ripresa;
– Siano iscritte al Registro imprese con sede legale ed operativa ubicata sul territorio nazionale;
– Non rientrino tra le realtà che hanno ricevuto e successivamente non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali incompatibili dalla Commissione europea;
– Abbiano restituito agevolazioni per le quali è stato disposto dal MISE un ordine di recupero;
– Non siano destinatarie della misura interdittiva prevista dall’articolo 9 comma 2 lettera d) del Decreto legislativo n. 231/2001;
– Non abbiano legali rappresentanti o amministratori condannati per una serie di reati, i quali costituiscono motivo di esclusione dalla partecipazione agli appalti e, inoltre, non siano state oggetto di condanne penali o sanzioni amministrative per violazioni in materia di lavoro e legislazione sociale;
– Non siano sottoposte a procedure di tipo liquidatorio.

IMPORTO DELLE AGEVOLAZIONI

Il finanziamento agevolato, come anticipato, dovrà essere restituito entro cinque anni e, in ogni caso, l’importo concesso alla singola impresa o al gruppo di imprese beneficiare non potrà eccedere i 30 milioni di euro.
In particolare, la cifra erogabile non potrà essere superiore al doppio della spesa salariale annua dell’impresa proponente per il 2019 o per l’ultimo esercizio disponibile (compresi gli oneri sociali e il costo del personale che lavora nel sito dell’impresa ma che figura formalmente nel libro paga dei subcontraenti). Nel caso di realtà create a partire dal 1°gennaio 2019, l’importo massimo non potrà superare i costi salariali annui previsti per i primi due anni di attività. Ancora, l’agevolazione prevista non potrà essere superiore al 25 per cento del fatturato totale dell’impresa proponente nel 2019.

FINANZIAMENTO E OBBLIGHI

Le somme erogate in virtù della predetta misura dovranno essere spese dall’impresa esclusivamente destinate a sostenere i costi del personale e investimenti o capitale circolante da impiegare in stabilimenti produttivi ed attività imprenditoriali, oggetto del piano aziendale, localizzati in Italia.
Senza il preventivo consenso di Invitalia, inoltre, è vietato deliberare o effettuare, a decorrere dalla data dell’istanza e fino all’integrale rimborso del finanziamento, operazioni economiche, finanziarie o patrimoniali straordinarie, non previste nel piano aziendale. Affinché le domande vengano considerate ammissibili, è fondamentale che le imprese interessate presentino un piano di rilancio, che sia realistico e credibile, dell’attività o di un suo asset.
In particolare dovranno indicare:
– le azioni che si intendono porre in essere per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività d’impresa;
– le prospettive di collocazione dell’impresa sul mercato, delineando le effettive motivazioni correllate allo stato di difficoltà temporaneo e, ancora, alla capacità di rimborso integrale del finanziamento eventualmente concesso;
– le attività che saranno individuate per ridurre gli impatti occupazionali collegati alla situazione di temporanea difficoltà finanziaria;
– le esigenze di liquidità per il continuo dell’attività, nonché le eventuali ulteriori azioni che si intendono intraprendere con lo scopo di un’eventuale operazione di ristrutturazione aziendale, incluse la cessione o rilevazione dell’impresa o di suoi asset.

PRESENTAZIONE DOMANDE

Come anticipato, le e domande di accesso al Fondo dovranno essere inviate entro le ore 11.59 del prossimo 2 novembre. Le richieste dovranno essere inoltrate attraverso l’apposita piattaforma telematica disponibile sul portale dell’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia (www.invitalia.it).
Gli interessati dovranno registrarsi ai servizi online del portale di Invitalia, accedendo tramite le proprie credenziali Spid. Successivamente sarà possibile generare il modulo della domanda, contenente i dati della società e apporre la firma digitale del legale rappresentante.
L’istanza di accesso al Fondo dovrà essere accompagnata dalla seguente modulistica:
– Piano aziendale di rilancio dell’impresa;
– Dichiarazione sostitutiva sulla spettanza del contributo;
– Modello A1 antimafia;
– Modello B1 antimafia familiari conviventi;
– Dichiarazione antiriciclaggio;
– Dichiarazione casellario giudiziale, carichi pendenti e procedure liquidatorie;
– Dichiarazione di conformità agli originali della documentazione inviata
Con apposito avviso a firma del Direttore generale per gli incentivi alle imprese, il Mise comunicherà l’eventuale esaurimento delle risorse pubbliche disponibili e la chiusura dello sportello telematico per l’invio delle domande.

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