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La Fraternità di Biagio

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La Fraternità di Biagio

Giovanni Pizzo  |
venerdì 13 Gennaio 2023 - 10:36

Biagio Conte è il simbolo di chi prova a migliorare la situazione, di chi si mette in gioco per aiutare la folla di poveri e sofferenti che la società del consumismo spesso ignora: il ricordo.

Fratello Biagio si è spento come un cero pasquale in via Decollati, nella sua Casa degli Ultimi per gli Ultimi. Già il nome della strada dice tutto dal punto di vista antropologico del significato della sua Missione terrena.

Diseredati, senza tetto, alcolisti e assuntori di droghe, ex prostitute, immigrati, tanti, una umanità esclusa e sofferente. Ed in questo mondo, che ha una paura folle della sofferenza, Biagio Conte si è caricato sulle spalle il loro dolore e lo ha portato con stimmate evidenti, senza sconti, denunciando con la cruda realtà della sua vita che il Re del Benessere, che lui aveva abbandonato sulle orme di San Francesco, era nudo.

Biagio è Palermo, una città imperiale ormai decaduta, che sotto la tavola dei suoi fasti nasconde un esercito di poveri ed esclusi, come testimoniano le statistiche INPS delle social cards. E mentre su questo esercito di esclusi, dal lavoro e dalla società moderna, c’è chi fa fortune di consenso, Biagio da solo si caricava le loro necessità basiche, di quelli che non possono nemmeno andare a un patronato per richiedere il reddito di cittadinanza. Vestiti, pasti caldi, un tetto per difendersi dalla pioggia e dal caldo torrido delle strade palermitane, una semplice coperta. Biagio Conte andava al sodo, al cuore della povertà umana e spirituale di un mondo che si volta dall’altro lato, nessuno si esimi, quando vede la sporcizia di chi vive sotto un portone e puzza di urina.

Il nostro modello occidentale, di chi lavora, guadagna e spende, produce frotte di esclusi, che in questo meccanismo vengono stritolati e scartati come pezzi difettosi, come sfridi della società del consumo. E tutto questo scarto del mondo Biagio Conte lo recuperava, mostrandocelo come portavoce della loro sofferenza. Chiedeva senza vergogna, senza soste Biagio Conte, spesso ricevendo visite di cortesia senza costrutto morale. Pensiamo allo spreco dei milioni per quattro fotografie a Cannes e invece le richieste inevase di quest’uomo santo e laico.

Mattarella ha posto un monito a coloro che si mostreranno davanti a una salma che chiede ancora, con lo spirito che ha lasciato, e che ha pervaso grandi pezzi di umanità palermitana. Non fiori e passerelle, ma opere di bene. Una sfida ardua per la Chiesa, per la cosiddetta Società Civile, per la politica. Fratello Biagio ha fatto più lui da solo per gli ultimi, con la forza della fede, che Stato, Regione, Comune messi insieme.
È uno Stato Civile, una società civile, una politica civile, quella che ha lasciato sulle spalle di un solo uomo, come Simone di Cirene, la pesantissima Croce di un’umanità sofferente? È questa la domanda che la vita terrena di Biagio Conte lascia.

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