Rifiuti, Taormina, no all’ennesima rivoluzione - QdS

Rifiuti, Taormina, no all’ennesima rivoluzione

Massimo Mobilia

Rifiuti, Taormina, no all’ennesima rivoluzione

mercoledì 24 Giugno 2020 - 00:01
Rifiuti, Taormina, no all’ennesima rivoluzione

Una sentenza del Tar di Catania ha chiesto all’Ente di fornire valutazioni sulla ditta aggiudicataria. Gli uffici stanno vagliando la posizione della Tekra Spa, ma servirà un altro po’ di tempo

TAORMINA (ME) – Serviranno altri tre mesi di tempo, al Comune, per verificare la posizione della Tekra Srl, società che gestisce il servizio rifiuti nella Perla, dopo essersi aggiudicata il bando settennale nell’ambito dell’Aro taorminese, messa però in dubbio da una sentenza del Tar di Catania che chiedeva all’Amministrazione comunale di fornire le valutazioni tali da escludere illeciti riguardanti la ditta vincitrice.

Nella sentenza depositata dal Tribunale etneo lo scorso 16 marzo, infatti, era stato accolto il ricorso della ditta Onofaro che, oltre a essersi occupata del servizio nella Perla per i quattro mesi antecedenti all’espletamento della gara, era arrivata seconda nella graduatoria. Ricorso basato sulla consapevolezza, da parte della ditta di Naso, che l’aggiudicataria del bando non fosse in regola con tutti i requisiti richiesti. Non sono bastati però i tre mesi che il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, aveva stabilito nell’ordinanza del 18 marzo, dove prolungava il rapporto con la ditta campana di Angri, giustificato tra l’altro dalla necessità di non generare problemi in piena emergenza igienico-sanitaria dovuta al Covid19, e proponendosi di dare le dovute spiegazioni entro il 18 giugno.

Gli approfondimenti non sono ancora del tutto arrivati e il primo cittadino ha dovuto, così, prodigarsi in una nuova ordinanza, con cui ha esteso in forma contigibile e urgente il rapporto con la Tekra per altri tre mesi, fino al 18 settembre, per continuare a garantire le adeguate condizioni igienico-sanitarie nel territorio e per mantenere le azioni già intraprese per incrementare le percentuali di raccolta differenziata.

Nel frattempo, la commissione di gara sta continuando il proprio lavoro per dimostrare che vicende contrattuali antecedenti al bando Aro Taormina e riguardanti la Tekra, non costituiscano ipotesi di grave illecito professionale nell’ambito della gara vinta nella Perla. Il Comune punta a dimostrare la correttezza dell’assegnazione richiamandosi ad altri pronunciamenti del Tar, come in una sentenza data nel 2018 in Lombardia secondo cui “non sussistono i presupposti per l’esclusione di una ditta dalla gara, nel caso in cui sia stata disposta la risoluzione per inadempimento di un precedente rapporto contrattuale, ove tale risoluzione non abbia carattere di definitività”. Oppure a una sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato nel 2016, per la quale “non ogni inadempimento pregresso, per quanto grave e tale da aver condotto alla risoluzione di un precedente contratto d’appalto, giustifica l’esclusione dalla partecipazione a gare successive, in assenza di una esplicita valutazione prognostica della stazione appaltante, circa la capacità del concorrente di eseguire in maniera corretta le prestazioni oggetto del nuovo affidamento”.

Insomma, Palazzo dei Giurati vuol bloccare l’ennesima rivoluzione sulla gestione dei rifiuti, garantendo continuità a un servizio che comunque, dopo anni di incertezze e avvicendamenti, ha finalmente raggiunto ottimi risultati. La raccolta differenziata porta a porta, in atto ormai da poco più di un anno, ha dato i frutti sperati proprio con l’avvento della Tekra, mantenendosi costantemente sopra il 60%. Nel 2019 Taormina aveva chiuso con una media del 61,6%, posizionandosi al 157esimo posto su 390 Comuni siciliani e a un tiro di schioppo dalla 127esima posizione, che rappresenta il limite minimo dei Comuni virtuosi con differenziata sopra il 65%.

Numeri in aumento nell’anno in corso, che esentano la Perla dal dover pagare le salatissime multe regionali destinate alle città incapaci di raggiungere percentuali ottimali nella differenziazione dei rifiuti. Un percorso che permette al Comune anche di poter abbassare le aliquote sulla tassazione della spazzatura.

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