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Aids, ancora due giovani su dieci non usano alcun metodo di protezione

redazione

Aids, ancora due giovani su dieci non usano alcun metodo di protezione

martedì 13 Ottobre 2020 - 00:00
Aids, ancora due giovani su dieci non usano alcun metodo di protezione

Secondo i dati della campagna educational in collaborazione con Anlaids, Associazione per la lotta contro l’Aids. Solo il quarantasei per cento degli under 24 utilizza sempre il preservativo. Il ventun per cento, invece non prende precauzioni

ROMA – Continuare a parlarne: a scuola, con campagne di comunicazione mirate, con un linguaggio adeguato al pubblico di riferimento. Sembra essere questa la strada maestra per far sì che anche i più giovani abbiano le giuste coordinate per approcciarsi senza paura alla propria vita sessuale. A seguito del lancio di “Safeis the new normal” – la campagna educational nata in collaborazione con Anlaids, Associazione per la lotta contro l’Aids per sensibilizzare le persone sul non tornare alle cattive abitudini della normalità prima del Covid-19 – Durex continua infatti a promuovere messaggi volti a sensibilizzare, questa volta i giovanissimi, ad intraprendere comportamenti corretti.

Se da una parte infatti sta migliorando la conoscenza di rischi e buone pratiche tra i giovani, 6 ragazzi su 10 sanno ad esempio riconoscere le principali infezioni sessualmente trasmissibili (I), è anche vero che i comportamenti a rischio imperversano ancora. Un dato su tutti: tra i sessualmente attivi circa 1 su 2, quando fa sesso, usa abitualmente il preservativo e quasi 2 su 5 non adottano alcuna precauzione. È questa la lezione che si può ricavare dall’indagine 2020 dell’Osservatorio “Giovani e Sessualità” svolta da Durex e Skuola.net in collaborazione con E.bi.co. spin-Off accademico dell’Università di Firenze, coinvolgendo 15.254 giovani tra gli 11 e i 24 anni. La prevenzione per alcuni è ancora un tabù.

Il condom, pur essendo riconosciuto come l’unico modo efficace per proteggersi dalle Ist da 3 ragazzi su 4, stenta a entrare sempre nella loro quotidianità: il 16% dei sessualmente attivi non usa alcun metodo di profilassi o contraccezione, il 21% si concentra solo sulla contraccezione (usando soprattutto la pillola anticoncezionale) ma non sulla profilassi, il 17% utilizza il preservativo a intermittenza, solo il 46% lo indossa sempre durante un rapporto. E se questa tendenza, dal punto di vista della sicurezza sanitaria, appare più comprensibile tra chi ha una relazione sentimentale stabile, deve allarmare se ci si focalizza tra chi ha solo relazioni occasionali dove appena il 44% usa abitualmente il preservativo mentre il 21% non prende nessun tipo di precauzione.

Anche crescendo, la maturità circa questi aspetti non migliora: i numeri degli 11-13enni sono allineati a quelli dei teenager più grandi. Uno dei nemici più grandi è però la vergogna. Basti pensare che due terzi dei giovani sessualmente attivi (67%) ancora si imbarazzano a comprare i preservativi: il 28% li acquista nei distributori automatici, lontano da occhi indiscreti; il 35% non si espone e delega il partner, il 4% li ordina online. Solo il 18% va a testa alta in farmacia. Inoltre, il 32% confessa di aver imparato a usarli direttamente facendo sesso, al 26% ha spiegato tutto il partner. Un atteggiamento sicuramente figlio della scarsa abitudine a parlare di questi temi in famiglia: solo 6 su 10 ha affrontato l’argomento ‘prevenzionè con i genitori. La conseguenza è che, per evitare impacci dovuti alla gestione del condom, si lanciano “senza paracadute”: 2 su 3 durante un rapporto si affidano spesso e volentieri al coito interrotto (il 34% qualche volta, il 28% praticamente sempre).

Eppure, in teoria, le conoscenze in materia di sessualità stanno pian piano entrando nel bagaglio mentale dei ragazzi. Sempre più adolescenti e giovanissimi dimostrano di aver chiare le informazioni essenziali.

Messi di fronte a un elenco di malattie sessualmente trasmesse, il 60% le individua tutte, tranne la cistite. Persino i falsi miti attecchiscono sempre di meno. Circa 8 su 10, ad esempio, sanno che alcune Ist possono essere asintomatiche; più di 6 su 10 che certe patologie possono portare all’infertilità; quasi 7 su 10 che il contagio è più facile se non si usano precauzioni; 9 su 10 che è possibile rimanere o mettere incinta anche la prima volta che si fa sesso. Così come è confortante riscontrare che il preservativo venga visto più come strumento di protezione dalle Infezioni sessualmente trasmissibili (la pensa in questo modo l’86%) che metodo con funzioni anticoncezionali (è così per il 71%). E solo 1 su 10 ritiene, invece, che la pillola possa evitare malattie (e il 79%, giustamente, la vede soprattutto come scudo da gravidanze indesiderate). Come spiegare questa distanza tra conoscenze teoriche e applicate? Probabilmente a quell’età spaventa più una gravidanza che una malattia, perché solo il 20% di quelli che usano il preservativo impiegano anche altri metodi contraccettivi.

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