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Gran Bretagna, la Brexit non fa paura: +16mila italiani in sei mesi

Patrizia Penna

Gran Bretagna, la Brexit non fa paura: +16mila italiani in sei mesi

martedì 13 Agosto 2019 - 06:00
Gran Bretagna, la Brexit non fa paura: +16mila italiani in sei mesi

Intanto Corbyn prepara la sfiducia a Johnson: laburisti richiamati dalle ferie

LONDRA – Cancellare tutti i viaggi in programma all’inizio di settembre. È questo l’ordine che lo stato maggiore laburista ha impartito ai propri parlamentari, in vista della mozione di sfiducia che il leader Jeremy Corbyn intende presentare contro il governo.

Secondo quanto riporta il Telegraph, il Labour ha sospeso per due settimane quello che generalmente si chiama “slipping”, il permesso di assentarsi per i voti in aula concesso ai deputati, per poter contare su ogni singolo deputato nel voto di sfiducia al premier Boris Johnson.

La mozione di sfiducia, che potrebbe contare anche sul voto dello Scottish National Party e su quello dei Conservatori pro Ue, i cosiddetti ‘remainers’, potrebbe essere presentata subito dopo il ritorno dei parlamentari dalle ferie estive. In questo modo, ci sarebbero sufficienti tempi tecnici per bloccare l’eventuale no deal, la Brexit senza un accordo, che Johnson intende comunque realizzare il prossimo 31 ottobre.

Le incertezze legate alla Brexit sembrano però non spaventare gli italiani.
Nei primi sei mesi dell’anno si è infatti rafforzata la presenza dei nostri connazionali nel Regno Unito con 16mila nuovi iscritti all’Aire. E di conseguenza si rafforza anche la rete consolare in terra inglese: il 27 agosto aprirà una nuova sede secondaria a Londra, nella zona di Barbican.

Sono questi alcuni dei dati presentati dal Consolato generale d’Italia a Londra: “Il totale dei connazionali registrati oltremanica è salito così a circa 350.000, quello reale – tenuto conto delle stime di un numero più o meno pari di residenti non registrati – a circa 700.000”, scrive ItaliaChiamaItalia.

La sede consolare nella zona di Barbican si occuperà di smaltire gli arretrati e il bando di concorso appena chiuso per l’assunzione di 25 dipendenti in più a tempo determinato e cinque a tempo indeterminato, resa possibile anche dai fondi del decreto Brexit varato dal governo.
Il console generale a Londra Marco Villani ha sottolineato che quella della capitale inglese è la “sede con il più alto numero di connazionali di tutta la rete diplomatico-consolare e la prima per documenti emessi”.

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