Il robot domestico “Nao” ci consiglierà come risparmiare sulla bolletta elettrica - QdS

Il robot domestico “Nao” ci consiglierà come risparmiare sulla bolletta elettrica

redazione

Il robot domestico “Nao” ci consiglierà come risparmiare sulla bolletta elettrica

venerdì 08 Novembre 2019 - 00:00
Il robot domestico “Nao” ci consiglierà come risparmiare sulla bolletta elettrica

Alla Fiera internazionale sulla sostenibilità ambientale presentate le ultime innovazioni di Enea. A Livorno parte la sperimentazione dei lampioni intelligenti che taglieranno i consumi del 70%

ROMA – Un robot domestico che “dà consigli” su come risparmiare Energia e ridurre le bollette, una casa ‘smart’ con sistemi intelligenti di gestione dei consumi e della sicurezza, ma anche un filato per tessuti hi-tech, realizzato con gli scarti di fibra di carbonio, da utilizzare per applicazioni automotive. Sono alcune delle tecnologie innovative che Enea presenta a Ecomondo, la Fiera internazionale sulla sostenibilità ambientale in corso fino ad oggi a Rimini.

Nello stand Enea saranno in mostra altre soluzioni per la smart home, la smart city, l’economia circolare, il trasferimento tecnologico e il risparmio energetico con il progetto ES-PA, che punta a ridurre i consumi di Energia nella Pubblica amministrazione. Il robot presentato a Ecomondo si chiama Nao e, grazie a un sistema di sensori all’interno dell’abitazione e alle due telecamere di cui è dotato, è in grado di monitorare gli ambienti e di “comunicare” eventuali malfunzionamenti dei sistemi elettrici, termici o perdite d’acqua e di gas, in collegamento all’impianto domotico.

Nel campo della smart home, l’innovazione tecnologica Enea si basa su sensori in grado di monitorare i consumi, ma anche di segnalare effrazioni alla sicurezza e controllare le condizioni di salute delle persone all’interno delle abitazioni.

Un esempio è il progetto avviato nel quartiere romano di Centocelle: nelle case di 10 famiglie sono stati installati sensori e un’interfaccia sullo smartphone, che hanno permesso di interagire con i sistemi domotici e di tenere sotto controllo consumi elettrici e termici. “I modelli smart messi a punto da Enea intervengono su tutti i livelli, dalla singola abitazione, agli edifici fino all’intero contesto urbano”, sottolinea Mauro Annunziato, responsabile della divisione Smart Energy dell’Enea.

“Alla base della smart city c’è un sistema di sensori e interfacce che permettono l’interconnessione di reti di illuminazione pubblica, trasporti ed edifici. Questi nuovi servizi consentono di migliorare la qualità della vita e di rendere la città più sostenibile inclusiva e sicura”, aggiunge Annunziato.

A livello di smart city, Enea collabora con il Comune di Livorno alla realizzazione del primo modello su scala urbana, che consentirà risparmi energetici fino al 70%, oltre a un taglio della CO2 di oltre 1.400 tonnellate annue. Gli interventi prevedono l’adozione di tecnologie, come il lampione ‘intelligente’ che trasforma l’illuminazione pubblica in un hub digitale in grado monitorare traffico e qualità dell’aria, garantendo al contempo l’abbattimento dei consumi di energia e una diffusa rete wi-fi pubblica.

Presso lo stand Enea è esposto un campione di filato per tessuti hi-tech realizzato dagli scarti di lavorazione della fibra di carbonio, per i rivestimenti interni delle automobili. Frutto di un brevetto depositato da Enea e Università di Bergamo, il filato può essere integrato con circuiti elettronici per sfruttarne le capacità di riscaldamento e di connessione elettrica.

Questo nuovo materiale da recupero ha un costo inferiore del 50% rispetto a quello in fibra di carbonio vergine e permette una notevole riduzione dell’impatto ambientale, grazie all’utilizzo di scarti destinati altrimenti allo smaltimento in discarica. Nel 2018 il mercato mondiale delle fibre di carbonio si è attestato su un valore di quasi 3 milioni di dollari, con una quota europea pari al 27%.

Bioplastica dagli scarti e toner sostenibili tra le altre novità

RIMINI – Tra le cinque eco-innovazioni di Enea premiate alla 23a edizione di Ecomondo – oltre al robot Nao e ai lampioni intelligenti, di cui parliamo nell’articolo sopra – ci sono anche la bioplastica da scarti dell’industria casearia, il toner per stampanti 3D ottenuto dalla plastica dei rifiuti elettrici e un sistema di compostaggio hi-tech.

Vaschette per formaggi e bottiglie per il latte sono i primi contenitori per alimenti in bioplastica 100% biodegradabile e compostabile realizzati da Enea in collaborazione con la start-up pugliese EggPlant grazie al progetto “Biocosì”. Il progetto ha permesso di mettere a punto un innovativo processo che punta a riciclare circa l’80% degli scarti della produzione industriale di burro e formaggi, attraverso il recupero differenziato di tutte le componenti del siero e a produrre bioplastica per la conservazione degli alimenti.

Si chiama, invece, Compostino, il sistema smart e low cost per il monitoraggio, la sicurezza e l’igienicità del processo di compostaggio. Utile per le imprese costruttrici di macchine compostatrici, per le Pa che gestiscono gli impianti, per le scuole, i condomini, gli autoproduttori di compost e per gli artigiani “digitali”. Si compone di un sistema hardware basato sulla piattaforma open source Arduino, di un network di sensori di controllo e monitoraggio dei parametri del compost, un sistema di sonde costruite con stampanti 3D e una rete di trasmissione wireless dei dati.

Infine, un toner per stampanti 3D ottenuto dalla plastica presente nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), con costi inferiori rispetto al polimero maggiormente impiegato come filo di alimentazione, vale a dire l’Acrilo-Butadiene Stirene (ABS) vergine, che ha un costo di vendita tra i 20 e 50 €/kg. I polimeri rappresentano più del 50% del peso della plastica presente nei Raee ma sono ancora in gran parte destinati al recupero energetico, alla discarica o in alternativa alla vendita a costi molto bassi (0,1-0,25 €/kg). Questo progetto risponde alle nuove esigenze previste dall’attuale normativa che prevede l’obbligo di recuperare in termini di materia e di energia, dal 75 all’85% in peso di un dispositivo Raee inviato a trattamento.

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