In Sicilia lo spettacolo dal vivo muore, ecco come salvarlo - QdS

In Sicilia lo spettacolo dal vivo muore, ecco come salvarlo

Pietro Crisafulli

In Sicilia lo spettacolo dal vivo muore, ecco come salvarlo

lunedì 19 Ottobre 2020 - 00:05

Luigi Tabita (Cgil), ammortizzatori per i lavoratori e un tavolo urgente con Enti locali, Teatri pubblici e privati, impresari e operatori del settore. La "falsa ripartenza" e gli ammortizzatori sociali. Il trenta la protesta a Palermo

“Nei giorni scorsi abbiamo fatto un’assemblea on line e la disperazione si poteva toccare con mano”.

L’attore catanese Luigi Tabita è il responsabile del Dipartimento artiste e artisti della Slc Cgil di Catania, il maggiore dei sindacati dello spettacolo della Sicilia orientale. E racconta del confronto sulle prospettive di ripresa e indennità che si è svolta su una piattaforma on line anche per pianificare la manifestazione regionale di Cgil, Cisl e Uil che si svolgerà a Palermo – e in contemporanea in venti altre città italiane – la mattina del trenta ottobre.

“Dopo tre mesi di fermo assoluto per il lockdown – ha detto – e un’estate definita a livello nazionale di ‘falsa ripartenza’, le condizioni per i lavoratori del settore degli spettacoli dal vivo sono infatti ancora insostenibili per il numero limitatissimo di spettatori per le rappresentazioni al chiuso. In Sicilia orientale è stato fatto qualcosa, anche grazie alla sinergia con il Comune di Catania vista la disponibilità dell’assessore Barbara Mirabella che per la creazione del Summer Fest, si è sempre confrontata con noi. Un esempio di buone prassi”.

Buone prassi a Catania

“E’ stata – aggiunge – una boccata d’ossigeno per gli artisti. Poi ci sono stati alcuni coraggiosi produttori privati, purtroppo pochi, e lo Stabile di Catania che continua a fare una programmazione con un coinvolgimento limitato di attori, con piccoli progetti, letture qualche giorno e senza importanti investimenti”.

“Il manifesto di Cgil, Cisl e Uil – spiega Tabita – in vista delle manifestazioni del trenta ottobre riunite sotto il titolo ‘L’assenza spettacolare’, sottolinea come a livello nazionale, per le misure anti-covid, la quasi totalità dei lavoratori del settore dello spettacolo ha perso il lavoro e numerose imprese hanno chiuso. Per questo occorre un tavolo di confronto urgente per il settore dello spettacolo dal vivo per fronteggiare un processo finora devastante. Nell’assemblea di qualche giorno fa sono emerse situazioni disperate e sono immediatamente necessari ammortizzatori per i lavoratori dello spettacolo e nuove forme di sostegno e incentivo per tutta la filiera”.

Incentivi per i privati coraggiosi

Tabita parla di incentivi anche ai privati, con una premialità per coloro i quali hanno avuto il coraggio d’investire in una stagione così difficile, con produzioni non limitate a qualche giorno o con una manciata d’attori.

Tra questi, in Sicilia orientale, ci sono stati gli spettacoli presentati nelle Gole dell’Alcantara, “Inferno” di Dante e “Odissea” di Omero, che hanno fatto registrare peraltro il tutto esaurito, e un altro il “Colapesce”

L’esponente della Cgil commenta favorevolmente anche i punti sottoscritti nei giorni scorsi da quaranta associazioni nazionali di spettacolo dal vivo “che sostanzialmente ricalcano la piattaforma presentata il tredici ottobre dai sindacati confederali”.

I punti qualificanti

I punti possono essere così condensati:

  • Riformulazione, per le imprese della filiera dello spettacolo e degli eventi, profit e non profit, dell’art.25 del Decreto Rilancio commi 4 e 5 per contributo a fondo perduto, con estensione della base di calcolo parametrata a tutto il 2019.
  • Attuazione di misure di defiscalizzazione e di decontribuzione a tutte le imprese del settore spettacolo ed eventi, profit e non profit, fino al ripristino delle condizioni pre-Covid. – Estensione immediata dell’aliquota 10% per tutti gli elementi della filiera dello spettacolo ed eventi e dell’aliquota al 4% per prodotti video-fonografici, prodotti culturali destinati al pubblico come già previsto per il mondo dell’editoria e corsi di formazione alla musica e alle arti. Inoltre Iva pari a zero per i soggetti per cui non è prevista la detrazione
  • Nuovi bandi Extra Fus per tutta la filiera dello spettacolo e degli eventi – Estensione di tutti gli ammortizzatori sociali, della Naspi per i lavoratori autonomi a gestione ex Enpals e per gli intermittenti anche in costanza di rapporto lavorativo e proroga degli assegni agli intermittenti e autonomi, sino alla fine dello stato di emergenza.
  • Riconoscimento di contributi previdenziali per ogni mese di fermo lavorativo parametrati ad una media dei quattro anni precedenti e di contributi reali per le prestazioni non svolte ma già contrattualizzate o annunciate o già andate in prova e poi cancellate.
  • Innalzamento del tetto limite di spesa e aumento della soglia per il credito d’imposta (Tax Credit e Art Bonus) di almeno il 30% rispetto all’attuale.
  • Azzeramento, fino al ripristino delle normali attività dei canoni di affitto in spazi comunali, delle tariffe di conduzione spazi (utenze, rifiuti, altro) e dei costi per le pratiche autorizzative: bolli, diritti di segreteria, tasse governative

Tavoli anche a livello regionale

Ma Luigi Tabita sottolinea come occorrano anche tavoli a livello territoriale, soprattutto per sollecitare i teatri pubblici.

“A Catania – ha sottolineato – coinvolgendo l’assessore Barbara Mirabella potremmo, con la mediazione degli enti locali, creare un confronto tra operatori del settore da una parte e dall’altra Comune, Città metropolitana, e poi lo Stabile etneo, il teatro Massimo Bellini, le strutture private e gli impresari. Lo stesso vorrebbe, nella Sicilia occidentale, la mia omologa a Palermo, l’attrice Consuelo Lupo”.

“Ripeto – conclude – la situazione è disperata: il sindacato ha dovuto aiutare molti iscritti che non riuscivano ad andare avanti. Ma quel che è più grave è che si sta facendo morire d’inedia un settore portante della nostra Comunità. Ricordiamoci che l’articolo nove della Costituzione, come abbiamo scritto sul nostro manifesto del tredici ottobre, ‘La Repubblica promuove lo sviluppo della Cultura’. Comportiamoci, dunque, tutti di conseguenza”.

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