Interpol, il Covid-19 ha fatto prosperare i cyber attacchi in 50 paesi del mondo - QdS

Interpol, il Covid-19 ha fatto prosperare i cyber attacchi in 50 paesi del mondo

redazione

Interpol, il Covid-19 ha fatto prosperare i cyber attacchi in 50 paesi del mondo

mercoledì 05 Agosto 2020 - 00:00

La pandemia di Covid-19 ha favorito un aumento degli attacchi informatici in circa 50 paesi, che hanno preso di mira governi e istituzioni sanitarie, come ha reso noto l’Interpol. Nel periodo tra gennaio e aprile, l’organizzazione internazionale per la cooperazione di polizia, con sede a Lione, ha rilevato quasi 907 mila e-mail di spam, 737 incidenti causati da malware e 48 mila collegamenti Url dannosi, “tutti legati al coronavirus”.

Questi dati sono stati raccolti dall’Interpol in un sondaggio condotto tra aprile e maggio tra i suoi 194 paesi membri. Alla richiesta dell’Intrepol hanno risposto 48 paesi, il 42% in Europa, il 19% in Asia, il 17% in Africa, il 12% in America e il 10% in Medio Oriente. Anche i “partner privati”, come le società di sicurezza, hanno fornito informazioni. “I criminali informatici stanno sviluppando e aumentando i loro attacchi a un ritmo allarmante, sfruttando la paura e l’incertezza causate dall’instabile situazione economica e sociale a causa del Covid-19”, ha detto il segretario generale Jürgen Stock. “La crescente dipendenza nel mondo dal web sta anche creando nuove opportunità (di attacchi), con molte aziende e individui che non si assicurano che le loro difese (online) siano aggiornate”, ha sottolineato Stock, secondo il quale sono stati identificati diversi tipi di attacchi. Quasi i due terzi dei paesi partecipanti al sondaggio, ad esempio, hanno denunciato frodi o phishing per recuperare dati personali, con i criminali che “si presentano come governi o autorità sanitarie”.

La seconda tecnica più criticata dai paesi esaminati è la distribuzione di malware accompagnata da una richiesta di riscatto, con una “evoluzione nella scelta degli obiettivi” per “massimizzare il danno e il guadagno finanziario”. Pertanto, il numero di attacchi alle infrastrutture sanitarie, con richiesta di un riscatto, è aumentato, con un picco notevole durante le prime due settimane di aprile. “I gruppi multipli” di criminali “che erano inattivi negli ultimi mesi” hanno ripreso il servizio, ha spiegato l’Interpol.

Anche la registrazione di nomi di dominio utilizzando parole chiave come “coronavirus” o “Covid” è “aumentata”, collocandosi al terzo posto tra le tecniche fraudolente più citate dai paesi contattati. Questi siti illegittimi hanno cercato di attirare gli utenti di Internet “alla ricerca di apparecchiature mediche o informazioni sul coronavirus” per, tra le altre cose, recuperare i propri dati personali, secondo l’Interpol, che ha appurato infine una massiccia diffusione di informazioni false.

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