L’ironia è un’arma formidabile - QdS

L’ironia è un’arma formidabile

Carlo Alberto Tregua

L’ironia è un’arma formidabile

mercoledì 14 Aprile 2021 - 00:00

L’ironia è una danza di parole. Deve essere leggera coma una libellula. Ma i recettori devono essere intelligenti. Diversamente l’ironia scorre come l’acqua sul marmo senza lasciare traccia.
L’ironia è diversa dal sarcasmo. La prima inizialmente significava finzione, ma poi ha assunto un significato diverso e cioé una dissimulazione del proprio pensiero, che lascia intendere il vero senza dirlo chiaramente. Significa anche deridere scherzosamente ma bonariamente fatti ed atti che accadono.
Il sarcasmo, invece, è spesso ispirato da animosità, dalla voglia di offendere e di umiliare, un abuso della causticità.
L’ironia fa sorridere, fa pensare naturalmente coloro che hanno sensibilità e si rivolgono di solito ad altri con fare positivo, rilevando quante cose belle vi sono nell’Universo e come noi ne possiamo godere minimizzando quelle brutte e cattive.


Anche di fronte alla morte si può mantenere questa leggerezza di pensiero, immaginando il mondo dell’immateriale che, a nostro modesto avviso esiste, e nel quale trova rifugio il nostro spirito (o anima, o mente) quando si stacca dal corpo che necessariamente deve cessare dopo un certo periodo in cui è vissuto su questa Terra.
Nessuno ha mai saputo cosa accadrà, ma non può essere autorizzato a pensare che vi sia il nulla o che non ci possa essere un’esistenza gradevole.
Si può essere ironici verso fatti e circostanze che ci capitano, ma prima bisogna esserlo nei confronti di se stessi, evitando di pensare cose sproporzionate alla nostra piccola esistenza e cercando di valutare con equilibrio e buonsenso quello che ci capita.
Sappiamo bene che l’ironia fa arrabbiare gli altri, soprattutto chi è sprovveduto di cultura e di ingegno, mentre ciò non dovrebbe capitare perché essa è un po’ come la cipria, leggera quasi impalpabile, che copre non coprendo, ma che migliora l’aspetto di chi se la pone sulla pelle.

L’ironia è un’arma formidabile che sapevano usare i grandi personaggi del passato. Fra i politici, Giulio Andreotti. Ad esempio: “Meglio tirare a campare che tirare le cuoia”. Quando gli dissero che Craxi era una volpe, rispose fulminante: “Anche le volpi finiscono in pellicceria”. E poi, diceva sempre che “I politici hanno poche idee spesso sbagliate e confuse”.
L’ironia viene usata anche dai maestri, come ricordava Friedrich Nietzsche (1844-1900) cominciando, anche in questo caso, a ridere di se stesso. Per usarla occorre padronanza del linguaggio e una solida cultura, oltre che una pungente cognizione della realtà.
Giorgio Forattini, per esempio, ha messo alla berlina decine e decine di personaggi soprattutto politici. Achille Campanile fu un altro maestro di ironia; non possiamo dimenticare il grande Marcello Marchesi con il suo “Malloppo”.
Ci sovviene una frase celebre di Jean-Jacques Rousseau (1712- 1778): “Nier ce qui est. Expliquer ce qui n’est pas” (Negare ciò che è. Spiegare ciò che non è).


Altri ironici personaggi del passato sono stati grandi attori come Antonio De Curtis (Totò), che con l’espressione del viso, o degli occhi, o della bocca, di fatto diceva tutto il peggio che si potesse dire su altre persone. O il grande Vittorio Gassmann o Nino Manfredi e soprattutto Alberto Sordi che ha caratterizzato con grande ironia personaggi di ogni genere, mettendo alla berlina tipi diversi di italiani che, soprattutto in quell’epoca, si sentivano qualcuno mentre erano solo qualcosa.
Quando veniamo aggrediti non fisicamente, se riusciamo, dovremmo rispondere con un sorriso, con una parola arguta, con una frase leggera seppure piena di contenuti. Smonteremmo così il nostro aggressore, il quale si troverebbe impreparato e sarebbe sorpreso di una tale reazione.
Mantenere sempre saldezza dei nervi e avere il senso delle proporzioni. Se a questi requisiti si aggiunge l’ironia, ci troveremo giustamente armati per fronteggiare chi non ha capito la vita.

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