Istat, dall'ultimo anno della lira prezzi aumentati del 40,4% - QdS

Istat, dall’ultimo anno della lira prezzi aumentati del 40,4%

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Istat, dall’ultimo anno della lira prezzi aumentati del 40,4%

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mercoledì 02 Febbraio 2022 - 11:57

E' l'analisi degli andamenti dell`inflazione intercorsi dall'ultimo anno di circolazione della lira (2001) realizzata dall'Istat

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, a gennaio 2022 registra, rispetto alla media del 2001, una crescita del +40,4%. Il primo gennaio 2002 l’euro entrava in circolazione in 11 paesi dell`Unione europea ed è attualmente valuta ufficiale di 19 paesi aderenti all’Unione economica e monetaria dell’Unione europea. E’ l’analisi degli andamenti dell`inflazione intercorsi dall’ultimo anno di circolazione della lira (2001) realizzata dall’Istat.

La classifica degli aumenti

Le divisioni di spesa Ecoicop, ossia la classificazione europea dei consumi individuali secondo l’utilizzo finale, i cui prezzi tra la media annua 2001 e gennaio 2022 hanno avuto la crescita più sostenuta, sono Bevande alcoliche e tabacchi (+91,9%), a causa in particolare dei Tabacchi (+115,1%), e le divisioni di spesa che includono i prodotti energetici, quali Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+86,3%) e Trasporti (+59,3%).

A quest’ultimo proposito l’accelerazione impressa all’inflazione a gennaio 2022 dai Beni energetici regolamentati, che si concentrano nella divisione di spesa Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, è evidente nel confronto con la variazione registrata a dicembre 2021 rispetto al 2001. A crescere meno negli ultimi venti anni sono i prezzi dei Servizi sanitari e spese per la salute (+7,5%), mentre sono addirittura in flessione quelli delle Comunicazioni (-51,4%) che hanno risentito della forte evoluzione tecnologica del settore, con particolare riferimento ai beni, e del progressivo ampliamento delle caratteristiche concorrenziali del mercato con particolare riferimento ai servizi afferenti a questo comparto merceologico.

L’impatto della pandemia sui servizi energetici

L’accelerazione di gennaio 2022 è visibile nelle tipologie di prodotto dell’indice Nic che aggregano i beni e servizi del paniere secondo uno schema classificatorio diverso dalla Ecoicop.
A gennaio di quest’anno, infatti, i prezzi degli Energetici regolamentati quasi raddoppiano la crescita tendenziale registrata a dicembre rispetto al 2001 (da +82,8% a +161,3%).

Va ricordato, però, a conferma dell’alta volatilità dei prezzi di questo comparto merceologico, come a seguito dello shock dovuto alla pandemia nel 2020, i prezzi degli Energetici regolamentati ad agosto 2020 registrassero ancora una variazione rispetto al 2001 pari a +16%, per cui è necessario leggere con cautela il primato ottenuto a gennaio 2022 nella graduatoria delle tipologie di prodotto per variazione rispetto all`ultimo anno di circolazione della lira. A crescere meno rispetto al 2001 sono i prezzi dei Beni durevoli (+6,7%) mentre quelli dei Servizi relativi alle comunicazioni mostrano una flessione pari a -21,7%.

Da notare infine come nel periodo considerato l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia pari +33,9% (6,5 punti percentuali meno dell’inflazione generale), mentre i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una crescita del +43,0%, più alta di 2,6 punti percentuali rispetto a quella dei prezzi del paniere nel suo complesso.

Tra la media annua 2001 e gennaio 2022 l’Ipca registra una variazione un po’ più elevata di quella del Nic e pari a +42,3%. Considerando la variazione registrata dall’Ipca a dicembre 2021 (mese per il quale sono disponibili i dati per un’analisi comparativa con gli altri paesi dell`Ue, alcuni dei quali, va ricordato, non utilizzano l’euro) rispetto al 2001 spicca la forte vicinanza della variazione registrata dall’Ipca in Italia (+42%) con quella dell’Ipca della zona euro (+41,8%).

In Europa

I paesi dell’Unione europea con una dinamica inflazionistica più sostenuta nei venti anni trascorsi sono la Romania (+215,3%), che utilizza il Leu romeno come moneta circolante, l’Ungheria (+116,2%), che utilizza il fiorino ungherese e la Lettonia (+105,8%), che adotta l’euro dal 2014, mentre gli aumenti dei prezzi più contenuti si sono registrati in Irlanda (+32,8%), la cui moneta circolante è l’euro dal primo gennaio 2002, in Danimarca (+34%), che utilizza la corona danese e a Cipro (+36,2%), la cui moneta circolante dal 2008 è l’euro. Tra i grandi paesi che fanno parte sin dalle origini della zona euro, Germania e Francia registrano variazioni (rispettivamente +38,4% e +37,3%) inferiori a quelle dell`area monetaria comune, mentre in Spagna i prezzi crescono negli ultimi venti anni del +51,8%, dieci punti percentuali in più.

L’Unione europea nel suo complesso (nella quale sono attualmente 19 i paesi che adottano l’euro) la variazione dell’Ipca nel periodo considerato è pari a +47,4%.

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