La ghigliottina salva il decreto rave: protesta l'opposizione alla Camera

La ghigliottina salva il decreto rave: protesta l’opposizione alla Camera

Michele Sardo

La ghigliottina salva il decreto rave: protesta l’opposizione alla Camera

Michele Sardo  |
sabato 31 Dicembre 2022 - 11:31

L'escamotage che permette al Presidente della Camera di interrompere le discussioni in aula e di andare subito al voto ha trasformato in legge il decreto rave

C’è voluta la “ghigliottina parlamentare” per salvare il decreto rave che, dopo la votazione della Camera, è diventato “legge” a tutti gli effetti. 183 voti a favore, 116 contrari e un astenuto hanno dato l’approvazione al testo, tra le proteste di gran parte dell’opposizione. I deputati del Pd hanno perfino sventolato una copia della Costituzione per contestare il metodo usato che ha di fatto messo fine al dibattito parlamentare e ha costretto al voto immediato i presenti in aula.

Senza questo provvedimento “estremo”, che non veniva usato dal 2004, è verosimile che il decreto non sarebbe stato trasformato in legge, visto che le bozze scadono dopo 60 giorni e visto che erano iscritti a parlare praticamente tutti i membri dell’opposizione, tranne il terzo polo.

Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha dunque deciso di mettere fine a quello che si palesava un tentativo di ostruzionismo, con un escamotage: “Constatato il numero di interventi e preso atto della impossibilità di un orario condiviso sulla conclusione dell’esame del decreto in scadenza oggi – ha detto Fontana in aula – come annunciato in precedenza, considerato che tutte le fasi del procedimento si sono svolte e tutti i gruppi hanno pronunciato una dichiarazione di voto, mi vedo costretto, nell’esercizio delle mie responsabilità, a porre immediatamente in votazione il decreto legge, al fine di assicurare che la conversione avvenga nei tempi costituzionali”. 

Cos’è la ghigliottina parlamentare

Si tratta di un espediente che permette alla presidenza della Camera di mettere fine all’esame ordinario, e quindi ai dibattiti, avviando l’immediata votazione. Ciò nasce per limitare l’ostruzionismo delle opposizioni che in prossimità della scadenza dei 60 giorni, previsti per convertire i decreti in legge, iscrivono alla discussione tutti i parlamentari delle proprie coalizioni.

Il presidente della camera, quindi, taglia di fatto le operazioni in aula e decide di passare alla votazione, salvando il decreto che sta per decadere.

Nella storia repubblicana è stata “minacciata” parecchie volte, ma di fatto è la seconda volta che viene applicata. La prima ghigliottina la mise in pratica, il 29 gennaio del 2014, l’ex Presidente della Camera Laura Boldrini dopo l’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle sul decreto Imu-Bankitalia che aveva messo a rischio la conversione in legge.

Cosa cambia con la nuova legge

Il nuovo articolo 633-bis del Codice penale introduce nell’ordinamento un nuovo reato che punisce, con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da mille a 10mila euro, gli organizzatori e i promotori di episodi di “invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati” con lo scopo di “realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento” quando dall’invasione “deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica a causa della inosservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti ovvero in materia di sicurezza o di igiene degli spettacoli e delle manifestazioni pubbliche di intrattenimento, anche in ragione del numero dei partecipanti ovvero dello stato dei luoghi”. È stabilita inoltre la confisca delle “cose che servirono o furono destinate a commettere il reato” e di “quelle utilizzate per realizzare le finalità dell’occupazione o di quelle che ne sono il prodotto o il profitto”.

Il decreto sull’ergastolo ostativo

La 663 bis interviene anche sull’ergastolo ostativo, la pena detentiva perpetua, che impedisce alla persona condannata di accedere a misure alternative o ad altri benefici. La legge concede benefici ai detenuti anche ai “non collaboratori” che hanno tenuto in carcere una buona condotta. Sono esclusi gli ammessi al regime del 41-bis.

Il decreto sul Coronavirus

La nuova legge retroattiva la scadenza dell’obbligo vaccinale dal 31 dicembre all’1 novembre 2022 per le professioni sanitarie e il personale che lavora in strutture socio-assistenziali, socio-sanitarie e residenziali, e stabilisce il loro reintegro nel caso in cui siano stati sospesi per inosservanza dell’obbligo. La 663 bis sospende anche le sanzioni a carico degli ultracinquantenni ed elimina l’obbligo del Green Pass per l’ingresso in Rsa, negli hospice, nelle strutture sanitarie e assistenziali e nei reparti di ricovero degli ospedali. Non sarà più necessario, infine, fare il tampone per recarsi nei pronto soccorso.

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