Disoccupazione sale al 9%, dicembre 444mila occupati in meno - QdS

Disoccupazione sale al 9%, dicembre 444mila occupati in meno

redazione

Disoccupazione sale al 9%, dicembre 444mila occupati in meno

martedì 02 Febbraio 2021 - 00:00

La drammatica fotografia arriva dalla stima preliminare dell’Istat: cresce anche la disoccupazione giovanile (29,7%)

Roma (askanews) – Mercato del lavoro in sofferenza a dicembre. Dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere la disoccupazione con il tasso che si colloca al 9% (+0,2 punti) e al 29,7% tra i giovani (+0,3 punti). Tornano, poi, a calare gli occupati, -444mila unità su base annua, e si registra un incremento degli inattivi. È la fotografia che arriva dalla stima preliminare su occupati e disoccupati diffusa dall’Istat.

I livelli di occupazione e disoccupazione sono inferiori a quelli di febbraio 2020 – rispettivamente di oltre 420 mila e di quasi 150 mila unità – e l’inattività risulta superiore di oltre 400 mila unità. A dicembre la diminuzione dell’occupazione (-0,4% rispetto a novembre, pari a -101mila unità) coinvolge le donne, i lavoratori sia dipendenti sia autonomi e caratterizza tutte le classi d’età, con l’unica eccezione degli ultracinquantenni che mostrano una crescita; sostanzialmente stabile la componente maschile. Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58% (-0,2 punti percentuali). Le ripetute flessioni congiunturali dell’occupazione registrate tra marzo e giugno 2020, unite a quella di dicembre, hanno portato l’occupazione a un livello più basso di quello registrato nel dicembre 2019 (-1,9%, pari a -444mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti ( 235mila) e autonomi ( 209mila) e tutte le classi d’età, ad eccezione degli over50, in aumento di 197mila unità, soprattutto per effetto della componente demografica. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 0,9 punti percentuali.

Il numero di persone in cerca di lavoro torna a crescere (+1,5%, pari a +34mila unità) in modo generalizzato e solo per 15-24enni si osserva una diminuzione. A dicembre, il numero di inattivi cresce (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35 49enni, mentre diminuisce tra gli uomini e le restanti classi di età. Il tasso di inattività sale al 36,1% (+0,1 punti).

Nell’arco dei dodici mesi, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,9%, pari a -222mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+3,6%, pari a +482mila).

A dicembre 2020, le ore pro capite effettivamente lavorate settimanalmente, calcolate sul complesso degli occupati, sono pari a 28,9, livello di 2,9 ore inferiore a quello registrato a dicembre 2019; la differenza scende a 2,5 ore tra i dipendenti, per i quali il numero di ore lavorate è pari a 28,0.

Ugl: “Numeri drammatici, investire in politiche attive”

“Allarmano i dati riportati dall’Istat nella stima preliminare per il mese di dicembre 2020. Il tasso di disoccupazione sale al 9% facendo segnare un incremento di +0,2 punti. I disoccupati complessivi sono oltre due milioni con un aumento di 34 mila unità su novembre”. A sottolinearlo, Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl, commentando i dati Istat.

Numeri drammatici – ha aggiunto – che purtroppo non giungono inaspettati. Se non si agisce con prontezza rischiamo un’ecatombe sociale in primavera per effetto dello stop al divieto di licenziamenti. Occorre intervenire subito con misure coraggiose a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali per riattivare il mercato del lavoro e salvaguardare i livelli occupazionali. L’attuale stallo politico non fa bene al Paese. In questa fase più che mai lavoratori e imprese chiedono un Governo forte che sia in grado di varare provvedimenti di lungo periodo. È prioritario investire in politiche attive, adottare un piano industriale e ridurre il costo del lavoro, per sostenere le imprese e incentivare le assunzioni”.

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