Le Vibrazioni in concerto in Sicilia, l'intervista esclusiva a Francesco Sarcina - QdS

Le Vibrazioni in concerto in Sicilia, l’intervista esclusiva a Francesco Sarcina

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Le Vibrazioni in concerto in Sicilia, l’intervista esclusiva a Francesco Sarcina

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mercoledì 24 Novembre 2021 - 12:39

Il cantante delle Vibrazioni racconta l'origine della sua passione per la musica, il rapporto con la Sicilia - dove si aprirà la tournée - e come avere successo oggi.

In esclusiva per il Quotidiano di Sicilia, Francesco Sarcina, voce delle Vibrazioni, si è raccontato presentando anche le prime tappe del tour che partirà proprio dalla Sicilia.

Francesco, finalmente dopo due anni si ritorna sul palco. A partire da domani infatti, sarete in Sicilia con tre live che inaugurano la vostra nuova tournée nei teatri insieme al maestro Beppe Vessicchio. Un progetto che doveva iniziare prima dello scorso Sanremo e che poi, causa pandemia, è stato posticipato ad ora. Cosa ci puoi dire di questo nuovo lavoro?


“Quello con il maestro Vessicchio, era un progetto che doveva partire già dal 2019. Credo sia stato il tour più rinviato della storia (ride, ndr). Purtroppo a causa della pandemia alcune tappe sono saltate, ma in ogni caso attraverseremo l’Italia da Sud a Nord, partendo proprio dalla vostra Sicilia”.


A proposito di Sicilia, qual è il rapporto con la nostra isola?


“Con la Sicilia c’è un rapporto meraviglioso. Il vostro è un pubblico caldo che ci fa sentire sempre a nostro agio come se fossimo a casa nostra. Siamo ben felici di poter iniziare il tour proprio dalla Sicilia”.


Quando e come è nata in te la passione per la musica?


“Siamo una famiglia di musicisti. Mio padre suonava, ricordo che spesso da bambino volevo utilizzare la sua chitarra e lui me lo impediva. Questo ha acceso ancora di più in me la passione per la musica, perché sappiamo tutti che se vieti una cosa ad un bambino la voglia di poter “trasgredire” alle regole diventa superiore. In casa si ascoltava molta musica dei più grandi artisti italiani e questo ha rafforzato la mia passione”.


C’è qualche tema che non avete ancora toccato nei vostri pezzi e che vi piacerebbe poter toccare in futuro?


“In realtà no. Abbiamo realizzato tantissimi brani toccando svariati argomenti, compreso quello della regione. Non c’è un tema in particolare che non abbiamo trattato, anche perché mammano che mi passa qualcosa per la testa la scrivo. Forse, l’unico tema importante che non abbiamo ancora trattato è quello della pandemia, ma credo sia meglio così. Ormai la gente è stanca di sentire le solite cose e non vede l’ora di uscire da questa brutta situazione. La musica durante il periodo pandemico è stata sicuramente un’arma in più, distraendo nel limite del possibile molte persone. Il nostro settore è stato, però, tra quelli più colpiti. Nonostante tutto abbiamo continuato a far musica, delle volte anche gratuitamente, per il bene collettivo”.


Ci sono altri progetti futuri che bollono in pentola?


“I progetti imminenti sono quelli di recuperare e completare il tour in questa stagione. Successivamente, ho già alcune idee in testa che per adesso, per scaramanzia, preferisco non svelare. Sicuramente vi terrò aggiornati”.


Qual è il consiglio che ti sentiresti di dare ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere?


“C’è da dire che negli ultimi anni è cambiato il modo di fare musica. Un tempo prima di arrivare a esibirsi su un palco c’era bisogno di tanta gavetta. Oggi grazie ai social e ai talent se diventi un fenomeno virale sei catapultato magari in maniera più veloce. Questa può essere un’arma a doppio taglio perché si rischia di presentarsi sul palco senza avere troppo da dire o da raccontare con i brani e quindi si rischia di scomparire facilmente. Quello che posso consigliare ai giovani è di studiare e di fare appunto tanta gavetta. Sicuramente ci saranno delle porte che verranno sbattute in faccia, ma tutto ciò servirà a rafforzarsi”.


Antonio Licitra

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