Ex Provincia Trapani, la patata bollente degli istituti scolastici - QdS

Ex Provincia Trapani, la patata bollente degli istituti scolastici

Vincenza Grimaudo

Ex Provincia Trapani, la patata bollente degli istituti scolastici

venerdì 02 Luglio 2021 - 00:00

Come ogni anno torna puntuale il problema dell’abbattimento dei costi degli affitti e dell’edilizia scolastica. Al momento sulla graticola ci sono due scuole, una a Marsala e l’altra ad Alcamo

TRAPANI – Le casse dell’ex Provincia di Trapani sono all’asciutto e anche il settore della scuola ne deve pagare le conseguenze. Come ogni estate torna puntuale il problema dell’abbattimento dei costi degli affitti e più in generale dell’edilizia scolastica. Al momento sulla graticola ci sono due istituti, uno a Marsala e l’altro ad Alcamo seppur per motivi diversi.

Nella cittadina lilibetana tiene banco la carenza di aule all’Istituto tecnico-professionale agrario e alberghiero “Abele Damiani” dopo che una parte dell’istituto di via Trapani è stato dichiarato inagibile. Sono in cerca di allocazione 16 aule dove fare didattica e laboratori, dopo che una larga parte dell’immobile che attualmente ospita l’istituto è stato interdetto all’uso scolastico a causa di criticità sismiche. Una prima soluzione prospettata dal Libero Consorzio sarebbe quella di prendere in affitto un immobile in contrada Cuore di Gesù, a 13 chilometri dall’istituto di via Trapani, mal collegato con i mezzi pubblici; poi si vorrebbe collocare dei prefabbricati a uso aule nel Podere Badia, dove i ragazzi svolgono le proprie esercitazioni pratiche di agricoltura.

I sindacati però si oppongono ad entrambe le ipotesi: “Il Libero consorzio comunale di Trapani – affermano il segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello e il segretario generale Uil Scuola Trapani Giuseppe Termini – ha finora individuato soluzioni inaccettabili per sopperire alla mancanza d’aule all’Istituto tecnico-professionale agrario e alberghiero ‘Abele Damiani’ di Marsala.

L’ipotesi di prendere in affitto un immobile a 13 chilometri di distanza dall’attuale sede è da scartare non solo per i cattivi con i mezzi pubblici, ma anche perché la normativa prevede che le sedi di un’istituzione scolastica devono essere raggiungibili in maniera rapida per non ostacolare l’esercizio delle attività didattiche. Pensare poi a dei prefabbricati prefigura la volontà di creare una sorta di ‘baraccopoli’ sprovvista di laboratori, fondamentali per un istituto tecnico e professionale”. Ecco perché la Uil propone di trovare delle soluzioni condivise per ridurre i disagi ai 350 studenti, di cui 89 con disabilità.

Secondo l’organizzazione di categoria in realtà questa soluzione già ci sarebbe: “All’interno del perimetro dove si trova l’istituto di via Trapani – concludono Tumbarello e Termini – esiste un altro immobile attualmente in comodato d’uso gratuito all’università, con un numero limitato di studenti. Si potrebbe pensare di rimodularne l’uso. Mi auguro che questa o altre proposte possano essere discusse in un tavolo tecnico, in modo da trovare una soluzione urgente entro l’inizio del nuovo anno scolastico”.

Ad Alcamo invece si parla sempre dei locali in affitto di viale Europa all’istituto “Allmayer”, che l’ex Provincia da tre anni oramai vorrebbe dismettere. Di recente c’è stato un incontro ma non si è deciso nulla e si è rinviata la questione. L’ex Provincia continua a sostenere che ci sarebbe la mancata erogazione del contributo regionale che era stato previsto da una legge del 2020 per consentire la prosecuzione della locazione.

A sua volta il governo regionale ha evidenziato che il contributo derivava da risorse europee, che però, come comunicato dagli uffici europei, non potevano essere utilizzati per gli affitti. Il sindaco Domenico Surdi ha sostenuto che si continua ad assistere da anni ad un “continuo balletto di competenze” che impedisce di fare chiarezza e di giungere alla risoluzione definitiva.

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