Lukoil Priolo: ecco cosa ha deciso il Governo Meloni

Il Consiglio dei Ministri approva dl “Salva Lukoil”: sarà amministrazione temporanea

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Il Consiglio dei Ministri approva dl “Salva Lukoil”: sarà amministrazione temporanea

Redazione  |
giovedì 01 Dicembre 2022 - 19:50

Il dl consentirà di sminare il rischio di chiusura della raffineria Isab di Priolo, controllata indirettamente dal colosso russo Lukoil

Via libera del Consiglio dei ministri, secondo quanto si apprende, al decreto legge con le misure a “tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici” che consentirà la salvaguardia della raffineria siciliana Isab-Lukoil, considerata “produzione strategica per il Paese”.

Per lo stabilimento siciliano, sarebbe stata prevista un’amministrazione temporanea, che allontana il fantasma della chiusura.

Sarà amministrazione temporanea Priolo, arriva commissario

Il provvedimento, spiegano fonti di governo, prevede un’amministrazione temporanea, con un commissario che può essere rinnovato due volte, con la formula 12 mesi più 12. Lukoil ha tempo fino a giugno 2023 per avanzare la richiesta di amministrazione temporanea, altrimenti – viene spiegato – il governo può disporre di “procedere d’ufficio”. Il decreto, approvato all’unanimità, ha visto il gioco di squadra dei ministeri dell’Economia, dell’Impresa e del Made in Italy, dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.

Premier Meloni, “bene dl, garantita continuità produzione e indotto 10mila persone”

Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “esprime soddisfazione per l’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge a tutela dell’interesse nazionale nei settori produttivi strategici. Una norma con la quale il Governo interviene, tra l’altro, per garantire la continuità del lavoro nella raffineria Isab di Priolo che impiega con l’indotto circa 10mila persone. Scopo dell’intervento d’urgenza è tutelare al tempo stesso un nodo energetico strategico nazionale e i livelli occupazionali così significativi per la Sicilia e l’intera Nazione”.

Il 5 dicembre scatta l’embargo al petrolio russo

Mancano quattro giorni all’embargo del petrolio russo via mare. La sanzione decisa dalla comunità internazionale nei mesi scorsi rischia di mettere in seria crisi l’operatività della grande raffineria siracusana Isab-Lukoil. L’azienda ha già fatto sapere di non poter andare oltre gennaio 2023 con le scorte disponibili di greggio. Dopo, in assenza di soluzioni, sarà chiusura.

Un decreto legge per impedire la chiusura degli stabilimenti Lukoil

Ad anticipare l’iniziativa del Governo Meloni, come riportano altri quotidiani online locali, è stata l’ex parlamentare nazionale di Forza Italia, Stefania Prestigiacomo.

Una norma generale per inserire le raffinerie fra le infrastrutture critiche di rilevanza strategica nazionale, con la possibilità per lo Stato di porle in amministrazione fiduciaria temporaneamente per garantire la continuità degli approvvigionamenti energetici.

“Oggi – dice la Prestigiacomo – il governo approverà un decreto legge per impedire la chiusura della Lukoil. Temporaneamente lo Stato interverrà nella gestione della raffineria mentre si continuerà a lavorare per individuare una soluzione definitiva che assicuri continuità produttiva e posti di lavoro. Prendiamo atto che – conclude l’ex parlamentare di Forza Italia -, al contrario del governo Draghi, che aveva ignorato o comunque fortemente sottovalutato l’emergenza Lukoil, il nuovo esecutivo di centrodestra ha affrontato seriamente e tempestivamente una crisi economica e politica che rischiava di avere effetti devastanti”.

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