Mise, 256 milioni nel decreto sui macchinari innovativi - QdS

Mise, 256 milioni nel decreto sui macchinari innovativi

Michele Giuliano

Mise, 256 milioni nel decreto sui macchinari innovativi

martedì 30 Giugno 2020 - 00:00
Mise, 256 milioni nel decreto sui macchinari innovativi

Consentiranno la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese del Sud e potranno essere richiesti da Pmi e reti d'impresa a partire dal trenta luglio. Le regioni interessate, oltre alla Sicilia, sono Basilicata, Calabria, Campania e Puglia. Il sottosegretario L’Abbate: “Opportunità per il settore dell’agroalimentare”

PALERMO – Tanti, tantissimi i milioni di euro messi a disposizione dal ministero dello Sviluppo Economico con il decreto arrivato proprio in questi giorni. Ben 265 milioni che potranno essere richiesti a partire dal prossimo 30 luglio, per il nuovo bando denominato “Macchinari innovativi”, che ha l’obiettivo di favorire investimenti di piccole e medie imprese e reti d’impresa nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, per sostenere la competitività e la trasformazione tecnologica dei sistemi produttivi nei territori interessati, attraverso l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature innovative.

Le risorse sono messe a disposizione dal Programma operativo nazionale “Imprese e competitività” 2014-2020 Fesr e saranno rese disponibili alle imprese attraverso l’apertura di due distinti sportelli, che verranno aperti a distanza di non meno di sei mesi l’uno dall’altro, e a ciascuno dei quali sarà destinato un ammontare pari a 132 milione e mezzo di euro.

Le domande relative al primo sportello, valutate e gestite da Invitalia, potranno essere compilate a partire dalle ore 10 del 23 luglio mentre l’invio sarà possibile a partire dalle ore 10 del 30 luglio. Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese che, alla data di presentazione della domanda, sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, sono in regime di contabilità ordinaria e dispongono di almeno due bilanci approvati e depositati presso il Registro delle imprese, sono in regola con la normativa vigente in materia di edilizia ed urbanistica, del lavoro e della salvaguardia dell’ambiente, e non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà.

Possono accedere alle agevolazioni anche liberi professionisti iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali riconosciute dal Mise. Ancora, possono beneficiare dell’intervento le imprese, fino a un massimo di sei soggetti co-proponenti, che aderiscono ad un contratto di rete a condizione che tale contratto configuri una collaborazione effettiva, stabile e coerente con gli obiettivi di rafforzamento della competitività e di sviluppo tecnologico connessi alla realizzazione dei programmi proposti.

I programmi di investimento ammissibili devono prevedere spese non inferiori a 400 mila euro e non superiori a 3 milioni di euro. Nel caso di programmi presentati da reti d’impresa, la soglia minima può essere raggiunta mediante la sommatoria delle spese connesse ai singoli programmi di investimento proposti dai soggetti aderenti alla rete, a condizione che ciascun programma preveda comunque spese ammissibili non inferiori a 200 mila euro.

Gli investimenti dovranno essere realizzati esclusivamente presso unità produttive localizzate nel territorio siciliano, e prevedere l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa o di soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare.

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti e del finanziamento agevolato, per una percentuale sul totale di massimo il 75%, da definire in base alle dimensioni dell’azienda: per le imprese di micro e piccola dimensione, un contributo in conto impianti pari al 35% e un finanziamento agevolato pari al 40%; per le imprese di media dimensione, un contributo in conto impianti pari al 25% e un finanziamento agevolato pari al 50%.

Il finanziamento agevolato deve essere restituito dall’impresa beneficiaria senza interessi in un periodo della durata massima di 7 anni.

“Si tratta di una importante occasione da cogliere per le micro, piccole e medie imprese e per le reti d’impresa agroalimentari delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia – dichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’Abbate – Saranno finanziati investimenti da 400mila a 3 milioni di euro che prevedano l’acquisizione di tecnologie abilitanti atte a consentire la trasformazione tecnologica e digitale nonché soluzioni tecnologiche in grado di rendere il processo produttivo più sostenibile e circolare. In questo modo – prosegue L’Abbate – sosteniamo il percorso delle imprese agroalimentari italiane nei principi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork”.

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