Migranti, per il pm di Agrigento, blocchi in mare poco utili - QdS

Migranti, per il pm di Agrigento, blocchi in mare poco utili

redazione

Migranti, per il pm di Agrigento, blocchi in mare poco utili

giovedì 12 Settembre 2019 - 02:52
Migranti, per il pm di Agrigento, blocchi in mare poco utili

Il sostituto procuratore della Repubblica Salvatore Vella, in un incontro a Vienna sullo "smuggling", il traffico di esseri umani, davanti ai rappresentanti dell'Onu, ha parlato degli sbarchi fantasma. Il magistrato, "Le vittime portano il peso di violenze e torture"

“Sono poco utili e difficilmente attuabili i blocchi navali, cioè i tentativi di bloccare in mare l’arrivo delle imbarcazioni cariche di migranti”.

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, nel corso dell’incontro sullo “Smuggling”, il traffico di migranti, svoltosi a Vienna davanti ai rappresentanti degli Stati delle Nazioni Unite, ha parlato del fenomeno degli “Sbarchi fantasma”.

Vella, riferendo l’esperienza della Procura di Agrigento sul contrasto ai trafficanti di esseri umani, ha detto: “oggi sempre di più un efficace contrasto alle organizzazioni di trafficanti di migranti presuppone una lotta da svolgere sulla terra ferma non in mare, soprattutto nei Paesi di partenza con la necessaria collaborazione dei Paesi di destinazione”.

E questo perché “i Paesi di partenza sono i luoghi in cui si trovano i trafficanti, le loro armi da fuoco, i loro mezzi, le loro basi, le prigioni in cui tengono i migranti, e, soprattutto, i loro soldi”.

Sbarchi fantasma e dati ufficiali del Viminale di Salvini

Alla fine di agosto, il Quotidiano di Sicilia aveva riportato la dichiarazione di Claudio Lombardo, presidente di MareAmico Agrigento, che aveva sottolineato come il numero dei migranti giunto in Italia fosse più che doppio rispetto ai dati ufficiali del Viminale e questo proprio a causa del fenomeno degli sbarchi fantasma.

Il sistema della “nave madre” e dei barchini

Circa diecimila persone e non cinquemila sarebbero dunque giunte in Italia dall’inizio dell’anno con il sistema della “nave madre” e dei barchini studiato dai trafficanti d’uomini e documentato con immagini filmate anche da Frontex.

Vella a Vienna ha spiegato che “le organizzazioni dei trafficanti utilizzano imbarcazioni a poco prezzo” e “il sequestro di questi mezzi è inefficace, perché sono mezzi non utilizzabili per un nuovo viaggio”.

Vella, “Le vittime portano il peso di violenze e torture”

Il magistrato ha sottolineato inoltre come le vittime dei traffici, “portano con se il peso delle violenze subite, delle torture, degli abusi sessuali, delle uccisioni di familiari o di amici”.

L’Odissea dell’Ocean Viking

Continua intanto l’odissea dell’Ocean Viking, nave di Sos Mediterranee e Msf, che, dopo aver fatto sbarcare una donna che stava per partorire e il marito, ha ribadito la richiesta di far scendere anche gli altri 82 soccorsi a bordo.

Così, dopo il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, ieri anche il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha sollecitato lo sbarco.

“Vediamo se il nuovo Governo riapre i porti”: se lo farà “sarà un pessimo segnale”, ha risposto il solito Salvini.

Risale a domenica scorsa il primo intervento della Ocean Viking al largo della Libia: cinquanta persone su un imbarcazione in difficoltà.

La nave è quindi rimasta in zona e due giorni fa ha soccorso altre trenta persone.

Le autorità libiche – competenti sull’area – hanno offerto Tripoli come ‘place of safety’, porto sicuro dove sbarcare gli 84. Offerta respinta dalle ong: “la Libia non è un porto sicuro”.

E il Pd continua a spingere sulla riapertura dei porti alle ong.

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