Operazione a Forza D'Agrò: 6 indagati per vari reati - VIDEO - QdS

Dagli incendi dolosi agli atti persecutori e allo spaccio: 6 indagati a Forza D’Agro – VIDEO

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Dagli incendi dolosi agli atti persecutori e allo spaccio: 6 indagati a Forza D’Agro – VIDEO

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giovedì 30 Giugno 2022 - 11:59

Numerose le accuse a carico degli indagati dell'operazione in provincia di Messina: incendio, atti persecutori, tentata estorsione, spaccio e possesso di droga.

Nel corso della scorsa notte, i carabinieri del comando provinciale di Messina hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa – su richiesta della Procura della Repubblica di Messina – dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale locale nei confronti di 6 persone. Per gli indagati dell’operazione sono emersi gravi indizi di colpevolezza per i delitti – a vario titolo – di danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori, tentata estorsione, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di droga.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza definitiva, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione.

Operazione a Messina, 6 indagati a Forza D’Agrò: le indagini

L’attività investigativa è stata avviata dall’aliquota operativa della compagnia di Taormina a seguito dell’incendio dell’auto del comandante della stazione carabinieri di Forza d’Agrò, verificatosi nella notte del 31 marzo 2021.

L’incendiò causò la completa distruzione del veicolo di proprietà del sottufficiale, che si trovava in sosta sulla pubblica via vicino all’ingresso della caserma dei carabinieri di Forza D’Agrò.

La visione delle immagini di videosorveglianza avevano da subito consentito di stabilire senza ombra di dubbio l’origine dolosa dell’incendio per mano di un individuo, con il volto coperto, che aveva innescato il rogo per poi darsi immediatamente alla fuga.

La ricostruzione della via di fuga percorsa dall’autore aveva consentito di individuare presto l’abitazione dove il reo aveva abbandonato gli indumenti e la maschera utilizzata per l’azione delittuosa. I carabinieri hanno posto gli oggetti sotto sequestro per le successive analisi di laboratorio e raccolto le dichiarazioni di un testimone.

I reati degli indagati e le misure cautelari

I successivi approfondimenti investigativi, confermati anche da attività tecniche, hanno permesso di stabilire che l’azione delittuosa era stata condotta da tre pregiudicati del luogo. Questi in passato erano stati arrestati dal personale della stazione di Forza D’Agrò, a conclusione di un’attività investigativa risalente al 2012 relativa, tra l’altro, ad alcuni episodi di danneggiamento a mezzo incendio di diverse auto verificatisi in quel centro e nei comuni limitrofi.

Nello stesso contesto, il prosieguo dell’attività investigativa ha permesso anche di accertare la responsabilità degli indagati per:

  • un altro episodio di danneggiamento seguito da incendio, verificatosi nel Comune di Forza D’Agrò nel dicembre 2020, ai danni dell’auto di un architetto dell’Ufficio Tecnico comunale;
  • un tentativo di estorsione ai danni del titolare di un noto ristorante di Forza d’Agrò nell’ottobre 2021. In quella circostanza, il titolare avrebbe denunciato il ritrovamento di una bottiglietta vuota, posta sul parabrezza dell’auto di uno dei dipendenti, con un biglietto manoscritto recante una richiesta estorsiva di 65mila euro;
  • plurimi episodi di spaccio e cessioni di droga di varia tipologia (cocaina, crack, marjuana). In particolare, in più occasioni gli odierni indagati, dopo aver reperito stupefacenti nella periferia messinese o nella vicina provincia di Catania, si sarebbero adoperati per cedere delle dosi ad acquirenti noti dei comuni limitrofi della fascia jonica;
  • diversi episodi di minacce, molestie e intimidazioni perpetrati dagli indagati, tra il 2020 e 2021, finalizzati a porre “atti persecutori” nei confronti dell’allora responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Forza D’Agrò e dei suoi familiari. Pare che il motivo di un tale gesto fosse il mancato rilascio di una concessione edilizia in favore degli indagati.

Al termine delle formalità di rito, 2 degli odierni indagati sono stati condotti al carcere di Messina-Gazzi mentre i restanti 4 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

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