Il Ponte avversato che stupidità! - QdS

Il Ponte avversato che stupidità!

Carlo Alberto Tregua

Il Ponte avversato che stupidità!

martedì 26 Gennaio 2021 - 00:00

No ai commissari, sì ai dirigenti

È notizia di questi giorni che fra Danimarca e Germania è in costruzione un lunghissimo tunnel realizzato con caratteristiche tecniche innovative. è lungo 17,6 Km, dentro il quale scorrerà un’autostrada a doppia carreggiata e binari per i treni, probabilmente ad alta velocità.
Si trova nel Mar Baltico e collegherà appunto la Danimarca con la Germania. Potrà essere percorso in sette minuti di auto ad un’andatura di 110 km l’ora. Il progetto costerà 3,4 miliardi e l’ultimazione è prevista entro il 2029. L’opera sarà finanziata dalla Danimarca, anche con fondi europei, il cui traffico sarà direttamente immesso nella rete di infrastrutture tedesche, sia stradali che ferroviarie.
Poi, vi è la costruzione del tunnel dell’Oresund, che collega Copenaghen a Malmo, in Svezia. Anche qui si risparmieranno 160 km (o un’ora di traghetto) quando le due nazioni saranno raggiungibili da un mezzo o dall’altro, in una quindicina di minuti.

Ma torniamo al tunnel innovativo fra Danimarca e Germania. Esso non sarà scavato sul fondo del mare, bensì sarà una sorta di ‘tubo’ precostruito che di volta in volta verrà posato sul fondo. Costituito da elementi modulari prefabbricati di cemento; ogni modulo è lungo 200 metri e largo circa 40, alto 9 metri e pesa 73 mila tonnellate. Ci vorranno 89 elementi per collegare le due sponde.
Perché vi abbiamo descritto i due tunnel? Perché è ovvio che è sempre più necessario collegare i territori mediante infrastrutture per auto e treni. Questa necessità è risultata ormai evidente a tutti i governanti dei Paesi avanzati, tranne che a quelli italiani, che continuano ad avversare la costruzione del Ponte sullo Stretto, di appena 3,3 km di lunghezza.
Si tratta di una posizione mentale retrograda che noi evidenziamo da almeno trent’anni.
Presidenti e vicepresidenti del Consiglio, capi partito ed altri personaggi, hanno più volte promesso la costruzione del manufatto, ma stolidamente hanno perduto di fronte alle ignoranti posizioni ideologiche di questo o quel partito, di questa o quella fazione che non capisce l’essenzialità dell’opera.
Il peggio della questione è che essa non è stata inserita nel Piano di Resilienza e Ripresa, che ha abbondanti risorse per poterlo costruire.
Peraltro ricordiamo che esiste già un contratto a suo tempo firmato fra lo Stato italiano e la società Webuild, ex Salini Impregilo, ed anzi alcune opere sono già state effettuate.
La cosa che sorprende è il silenzio di gran parte di deputati e senatori siciliani e calabresi. Non sappiamo se sia conseguente ad interessi personali o all’incapacità di guardare lontano onde capire l’essenzialità del Ponte per lo sviluppo economico e turistico delle due Regioni.
È chiaro che le linee ad alta velocità che dovessero arrivare a Reggio Calabria e le altre che partissero da Messina verso Catania e Palermo, senza il collegamento stabile dello Stretto, vedrebbero vanificarsi gli effetti, costringendo i passeggeri a scendere dal treno sulle rive italiche per risalirvi sulle rive siciliane e viceversa.
È inconcepibile come tutto ciò tarpi l’intelligenza di questi parlamentari che, pur di portare a casa il loro stipendio, tacciono in modo servile.

La questione del Ponte si connette con i cantieri bloccati e con l’inutilità della legge sulla semplificazione, che di fatto non ha prodotto alcun risultato.
I cantieri continuano a restare fermi perché (colpo di genio) in tale legge è previsto che per sbloccarli bisogna nominare i commissari. Si tratta di un marchingegno tutto italiano che implica la necessità di operare continuamente in modo straordinario per fare l’ordinaria amministrazione.
Chiediamo cosa ci stiano a fare i dirigenti pubblici dei dipartimenti preposti proprio alla realizzazione delle opere pubbliche. La nomina dei commissari è la confessione palmare dell’incapacità di questa Pubblica amministrazione di fare funzionare le attività: normalmente!
Ma allora, se il Governo e le Regioni non sono soddisfatti dei propri dirigenti, perché non li licenziano e li sostituiscono con altri capaci? è un potere ed una responsabilità che essi hanno. Non esercitarlo è un comportamento irresponsabile.

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