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Pronto soccorso, ok dei sindacati al Piano regionale medici

redazione

Pronto soccorso, ok dei sindacati al Piano regionale medici

giovedì 12 Settembre 2019 - 14:26
Pronto soccorso, ok dei sindacati al Piano regionale medici

Personale non specializzato avviato a un un percorso di formazione retribuito. La Cgil, "non è la soluzione ma serve a superare l'emergenza". Ok anche dal vicepresidente della Commissione Ars Pullara

I segretari regionali della Fp-Cgil e e del settore medici, Gaetano Agliozzo e Renato Costa, commentando il Piano regionale per reperire i medici di Pronto soccorso hanno detto di condividere la scelta di avviare personale non specializzato avviato a un un percorso di formazione retribuito, “coscienti dei limiti ma anche convinti che questa soluzione permetterà di superare l’emergenzialità del momento e ci metterà in condizioni di avere il tempo di operare per la soluzione strutturale del sistema”

“Tra i tanti problemi che affliggono la sanità siciliana – scrivono i due esponenti sindacali in una nota – il Pronto soccorso rappresenta l’epifenomeno di un sistema in crisi: l’assoluta assenza della medicina territoriale (Pta, Pte ecc. sono da noi solo acronimi assolutamente privi di contenuto) determina che il paziente siciliano ha una sola possibilità, rivolgersi al pronto soccorso, anche se ciò significa attese di molte ore e spesso senza neanche la possibilità di avere un posto dove sedersi”.

“Tale enorme richiesta di assistenza grava su pochi medici che eroicamente – aggiungono – continuano a presidiare la prima linea della medicina con spirito di abnegazione, esposti (molto più di altri colleghi) alle aggressioni di gente esasperata dalle attese infinite. Sono oramai innumerevoli i concorsi per le aree di emergenza che vanno deserti, anche quando si offre un impiego a tempo indeterminato. In Sicilia non esistono specialisti in medicina di urgenza e pronto soccorso e l’unica Scuola di specializzazione di Catania formerà 4 specialisti l’anno a fronte di una necessità di circa 300 professionisti”.

“Di fronte a una condizione che sembra priva di soluzione a breve termine, ci viene proposto di condividere un ‘piano straordinario per il reperimento di personale medico per il sistema urgenza emergenza regionale’ che prevede la possibilità di coinvolgere personale medico non specializzato (che grazie alla miope visione di chi ha voluto imbuti formativi alle Scuole di specializzazione è sempre più numeroso) in un percorso di formazione retribuito presso preso aziende o enti del Ssr. Si tratta di un intervento distinto in due fasi: una di 360 ore di formazione (150 di tirocinio e 210 di didattica in 5 mesi) svolta ai sensi dell’art.96 del vigente accordo collettivo nazionale per la Medicina generale, e questa prima fase già adesso permette ai medici non specialisti di lavorare nei Pte e nelle ambulanze, fase successiva che permette al medico provvisto di idoneità di dichiarare la propria disponibilità a proseguire il percorso formativo. Ciò potrà avvenire limitatamente al reale fabbisogno dei medici dell’emergenza, e prevede un tirocinio di 3.000 ore di formazione distribuite in 24 mesi. Per tale motivo viene riconosciuta una indennità di formazione di 22.700,00 euro lorde per anno, come previsto dall’art.2 del DPCM 7 marzo 2007, cioè lo stesso importo degli specializzandi, e con uguale copertura assicurativa”.

“E’ questa la soluzione a tutti i problemi che magicamente saranno risolti? Ovviamente no! Un grande numero di medici non ammessi alle scuole di specializzazione – – continua la nota – lavora in atto presso strutture private, sottopagato, sfruttato e spesso con contratti capestro. La formazione professionale presso strutture del Ssr è un importante arricchimento del processo formativo dl medico. Le tutele e gli istituti riconosciuti a questi tirocinanti sono mutuati dalla disciplina prevista per gli specializzandi. Non si comprende quindi per quale ragione tali tutele, recepite dal corso proposto dalla Regione Siciliana, siamo prive di efficacia e di dignità mentre quando si fa riferimento ai corsi di specializzazione gestiti dalle Università, le stesse siano invece notoriamente adeguate. Non si comprende per quale ragione un tutor sanitario sia inferiore o meno capace di un tutor universitario considerato che ad oggi la gestione della Scuola di Specializzazione è di fatto affidata quasi esclusivamente al personale ospedaliero in servizio nelle Aziende Ospedaliero Universitarie. Il vero problema è avere percorsi formativi universitari adeguati e congrui, razionalizzare le risorse del Ssr, tendere al continuo miglioramento dell’offerta sanitaria e soprattutto di assumersi la responsabilità dei processi decisionali”.

Dal canto suo Carmelo Pullara, vicepresidente della Commissione Sanità all’Ars e capogruppo dei Popolari-Autonomisti, ha affermato che “La scelta della giunta regionale di adottare un piano straordinario per il reperimento del personale medico per il Sistema di emergenza- urgenza regionale è una scelta di buona prassi amministrativa”.

“Sappiamo benissimo – ha aggiunto Pullara – che l’attuale situazione del sistema sanitario nazionale, in attesa delle procedure di mobilità e concorsuali, ha messo in ginocchio il sistema delle aree di emergenza urgenza. Già mesi addietro con una lettera indirizzata al ministro per la salute avevo in maniera dettagliata esposto questa stessa soluzione soffermandomi inoltre sul vantaggio di strutturare gli attuali convenzionati esterni, e utilizzare gli specializzandi per sopperire ai vuoti d’organico”.

E’ stato, inoltre, sottolineato il ruolo fondamentale che deve assumere il Cefpas, quale centro di formazione e aggiornamento dei medici incaricati per i pronto soccorso.

“Leggere dunque che l’Assessorato e la giunta regionale abbiano di fatto percorso quello che era un mio input – continua Pullara – non può che soddisfarmi, soprattutto per il servizio che riusciremo a rendere al cittadino e, principalmente al malato. La sinergia di idee volte a migliorare i livelli di assistenza e di cura non sono una battaglia politica ma un mero scambio di buone prassi tra chi, come me, è oggi parlamentare e l’organo esecutivo”.

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