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Reddito disponibile: Sicilia in coda con Calabria e Campania

Serena Giovanna Grasso

Reddito disponibile: Sicilia in coda con Calabria e Campania

martedì 11 Giugno 2019 - 00:03
Reddito disponibile: Sicilia in coda con Calabria e Campania

Istat: nell’Isola media di 13 mila €. 15 mila € la distanza che separa Ragusa da Milano (11.780 e 26.760 €). Valori inferiori ai 16 mila € in tutte le province meridionali e del Lazio, ad eccezione di Roma

PALERMO – Siamo ancora inesorabilmente dentro la crisi: non è possibile mettere la parola fine alla recessione economica iniziata nel 2008.
La Sicilia continua a confermare l’arretratezza economica che l’ha contraddistinta da sempre. Secondo i dati contenuti all’interno del rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile), recentemente diffuso dall’Istat, la nostra regione detiene il terzo reddito disponibile procapite più contenuto a livello nazionale: infatti, con un reddito medio pari 13.033 euro, nel 2017 ci siamo collocati appena al di sotto di Calabria (12.425 euro) e Campania (13.017 euro).

Purtroppo, siamo ben lontani dagli oltre 22 mila euro di Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Lombardia (oltre 9 mila euro di meno). A livello provinciale, è pari a quindicimila euro lo scarto che separa Milano (26.760 euro), la regione con il reddito medio più elevato a livello nazionale, e Ragusa (11.780 euro), la provincia siciliana con il reddito medio più basso. Proprio Ragusa è la quinta provincia in Italia per reddito più basso.
Valori inferiori si osservano solo in altre province meridionali: il più basso in assoluto si trova a Crotone in Calabria (10.693 euro), a seguire rileviamo Vibo Valentia (11.403 euro), Caserta (11.680 euro) e Foggia (11.758 euro). In generale, sono le province meridionali ad avere i redditi più contenuti: dobbiamo scorrere fino al ventiseiesimo posto per scorgere una provincia estranea al Mezzogiorno ed è Frosinone con 14.145 euro.

Dobbiamo contare 43 province prima di trovarne una settentrionale: nello specifico si tratta di Rimini con 16.430 euro. Sono ben quattro le province siciliane che si collocano tra i primi dieci redditi più bassi in Italia: oltre alla già citata Ragusa, troviamo al sesto posto Trapani (12.004 euro), ottavo e nono Agrigento ed Enna (rispettivamente 12.291 euro e 12.309 euro).
Messina è la provincia più ricca della Sicilia: infatti, con 14.666 euro si colloca al trentottesimo posto. A Catania e Palermo si rilevano redditi medi assai più contenuti (rispettivamente 12.570 euro e 13.630 euro).
Le divergenze tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno restano elevate, come conseguenza di diverse condizioni del mercato del lavoro, delle caratteristiche strutturali socio-economiche dei territori a confronto, dell’azione redistributiva dello Stato e degli Enti locali.

L’indicatore rappresenta infatti una stima delle risorse a disposizione delle famiglie, derivanti dal complesso dei redditi da lavoro, che rappresentano il capitolo più significativo, e da capitale, dei proventi delle attività di autoconsumo e dei trasferimenti netti che affluiscono alle famiglie.
A livello nazionale il reddito medio disponibile procapite è pari a 18.200 euro, nel Nord-Ovest è di 21.500 euro, 8 mila euro in più del valore medio del Mezzogiorno (13.510 euro). Un reddito procapite superiore ai 19 mila euro si osserva in tutte le province del Nord Italia, in quelle più interne della Toscana e nella città metropolitana di Roma (20.600 euro); sotto i 16 mila euro si trovano solo i territori del Meridione e le province del Lazio, eccetto Roma.

Una marcata differenza separa anche le città metropolitane dalle province più piccole della stessa regione: ad esempio, Bologna e Rimini si staccano di circa 9 mila euro (rispettivamente 25.362 euro e 16.430 euro), mentre oltre 8 mila euro separano Milano da Brescia (rispettivamente 26.760 euro e 18.297 euro).

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