Fieg, anni complicati per l’editoria ma il settore è in via di ripresa - QdS

Fieg, anni complicati per l’editoria ma il settore è in via di ripresa

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Fieg, anni complicati per l’editoria ma il settore è in via di ripresa

Valerio Barghini  |
sabato 02 Luglio 2022 - 06:30

Andrea Riffeser Monti presidente Federazione italiana editori giornali (Fieg) è il protagonista del Forum del QdS. Si diffonde una maggiore fiducia nei confronti del lavoro giornalistico.

Intervistato dal direttore Carlo Alberto Tregua, il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, risponde alle domande del QdS.
Presidente Riffeser, tracciamo un bilancio di questi quattro anni di guida della Fieg…
“Diciamo che è stato un quadriennio in cui si è visto davvero di tutto. La partenza non è stata delle più incoraggianti. Quasi contestualmente alla mia nomina, infatti, si è insediato il primo Governo gialloverde della storia della Repubblica. A ricevere l’incarico di sottosegretario con delega all’Editoria è stato il grillino Vito Crimi, che fin da subito ha iniziato una campagna di demonizzazione della carta stampata. Molti ricorderanno il botta e risposta tra il senatore e me proprio di questi tempi, quattro anni fa. Crimi ha manifestato in un’intervista la volontà di tagliare i fondi all’editoria e io ho replicato al sottosegretario che, ironia della sorte, quell’intervista l’aveva rilasciata proprio a un quotidiano di carta. Gli ho suggerito, in maniera anche ironica, prima di parlare, di ascoltare la canzone di Fabrizio Moro, ‘Pensa’ e di stare ad ascoltare i suggerimenti di chi il settore lo ha vissuto, lavorandoci, per più di quarant’anni. Dopodiché Crimi avrebbe potuto prendere delle decisioni, anche dopo solo poche settimane di Governo. Ma la mancanza di intermediazione tra politico e cittadino è sempre stato uno dei punti cruciali del programma dei 5stelle, che dei giornalisti non si sono mai fidati. E se pensiamo che soltanto quattro anni fa Grillo viaggiava a percentuali attorno al 35 per cento, significava il 35 per cento di italiani che non si recava più in edicola a comprare un quotidiano e che si affidava unicamente alla rete”.

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