Rifiuti, allarme dai sindacati, soldi a Comuni siciliani o si rischia lo stop alla raccolta - QdS

Rifiuti, allarme dai sindacati, soldi a Comuni siciliani o si rischia lo stop alla raccolta

redazione web

Rifiuti, allarme dai sindacati, soldi a Comuni siciliani o si rischia lo stop alla raccolta

sabato 18 Aprile 2020 - 16:33

“E’ necessario garantire la liquidità ai Comuni per evitare il pericolo di un blocco della raccolta nell’Isola, dato che sospensioni e slittamenti della riscossione della Tari da parte degli enti locali porterebbero a ritardi nel pagamento dei canoni alle imprese che, forza maggiore, sarebbero costrette a interrompere la raccolta e lo smaltimento rifiuti e non pagare le retribuzioni ai lavoratori”.

Cosi i sindacati e le associazioni datoriali interveongono sulla possibilità che le imprese di igiene ambientale della Sicilia, pubbliche e private, possano interrompere i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti quale conseguenza indiretta dell’emergenza coronavirus.

“Già oggi molti comuni stentano a pagare con regolarità i servizi, le aziende vanno in sofferenza e consequenziali sono i ritardi nei pagamenti delle retribuzioni dei lavoratori che in alcuni casi raggiungono le 4 mensilità”, dicono i rappresentanti delle associazioni datoriali di Utilitalia, FiseAssombiente e Confindustria-Cisambiente, Giuseppe Norata, Giancarlo Alongi e Gregory Bongiorno e i segretari regionali della Fp CgilFit Cisl e Uiltrasporti, Gaetano Agliozzo, Dionisio Giordano e Pietro Caleca.

“Non è un caso – sottolineano i sindacati – che la stessa Commissione di garanzia, sull’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, da noi sollecitata sul tema, ha confermato che ‘a fronte di ritardi tali da ledere il diritto costituzionale dei lavoratori a un’esistenza libera e dignitosa, i sindacati sono invitati a trasmettere le note di attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione, indicando con accuratezza il numero delle mensilità attese’, ribadendo il principio secondo cui a determinate condizioni le proclamazioni di sciopero, possono derogare al preavviso minimo e all’obbligo di svolgere comunque le prestazioni indispensabili”.

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