Rifiuti, altri 10 anni di veleni dalla discarica. Bufera sulla Regione dopo il blitz di ferragosto - QdS

Rifiuti, altri 10 anni di veleni dalla discarica. Bufera sulla Regione dopo il blitz di ferragosto

Melania Tanteri

Rifiuti, altri 10 anni di veleni dalla discarica. Bufera sulla Regione dopo il blitz di ferragosto

mercoledì 21 Agosto 2019 - 04:00
Rifiuti, altri 10 anni di veleni dalla discarica. Bufera sulla Regione dopo il blitz di ferragosto

Il rinnovo dell’Aia continua a far discutere e Musumeci annuncia: “Il decreto verrà approfondito”

CATANIA – Il presidente della Regione promette di approfondire, ma è già levata di scudi per bloccare la mega discarica nel Catanese. L’impianto Valanghe d’Inverno, situato tra i Comuni di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia torna infatti a far discutere: in particolare dopo che, nella calda settimana di Ferragosto, gli uffici regionali hanno dato la nuova Autorizzazione Integrata Ambientale alla prosecuzione dell’attività per i prossimi 10 anni.

“Un Decreto scandaloso”, ha commentato immediatamente il sindaco di Misterbianco, Nino Di Guardo che, in una lunga nota ha ribadito la volontà di bloccare, anche a livello giudiziario, la discarica. “Sono certo che la sentenza del Tribunale penale di Palermo – afferma ancora il primo cittadino – metterà chiarezza sulla illiceità dell’Aia del 2009 e che il Giudice amministrativo interessato dal Comune di Misterbianco ne trarrà le conseguenze dichiarandone espressamente la nullità. La decadenza dell’Aia del 2009 comporterà l’automatica decadenza del vergognoso rinnovo di questi giorni”. Che ha comunque carattere carattere “transitorio e non definitivo – spiega Di Guardo – e autorizza esclusivamente il conferimento in discarica della frazione secca degli RSU”.

Di “blitz di Ferragosto”, parla invece la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Jose Marano, che sottolinea come l’Aia sia stata autorizzata nel periodo in cui l’Assemblea siciliana non lavora per le ferie estive. “Il provvedimento, dopo l’ultima conferenza dei servizi, aspettava alcuni chiarimenti visto che il Comune di Motta attraverso un suo dirigente aveva sollevato dei dubbi circa una particella territoriale della discarica, individuata al catasto al n. 131 del foglio 12, che sembrerebbe non apparire nel progetto presentato allo stesso comune e per la quale la Regione Siciliana ha chiesto lumi”, evidenzia la deputata.

“Inspiegabilmente – prosegue – lo stesso dirigente regionale che dovrebbe accertare la regolarità del progetto presentato chiede di verificare al Comune di Motta ma allo stesso tempo emana il decreto DDS n. 981/2019 del 9 agosto con il quale si autorizza la discarica ad operare per 10 anni”.

Aspetto, quest’ultimo, sul quale è intervenuto anche lo stesso Di Guardo che ha ricordato come, sulla legittimità dell’Aia debba ancora pronunciarsi, nel gennaio del 2020, il Tar Catania “in esito – dice – ad un poderoso contenzioso promosso dal Comune di Misterbianco”.

Insomma, una vicenda intricata sulla quale interviene anche il presidente della Regione, Nello Musumeci, che prende le distanze dall’atto firmato dal dipartimento regionale. “Com’è noto – dice Musumeci – è una scelta fatta da altri, prima dell’arrivo del mio governo. Il mio desiderio sarebbe quello di spostarla alcuni chilometri oltre, lontano dai centri abitati. Purtroppo, non tutti i desideri diventano diritti: e i diritti di ognuno sono tutelati dalla legge. Tuttavia, ritengo che il recente decreto adottato dal dirigente del dipartimento regionale Rifiuti su quell’impianto di Valanghe d’Inverno meriti un approfondimento”. Che annuncia avverrà presto.

“Entro il mese di agosto – assicura il presidente – riunirò a Palermo un ristretto gruppo di lavoro che dovrà esaminare ogni aspetto del decreto e riferire in pochi giorni. Alla gente che vive in quei Comuni non si può chiedere per anni di sopportare il fetore proveniente dalla discarica, per colpe, leggerezze o errori compiuti nel passato. Un rimedio va trovato – conclude: la politica indica l’obiettivo, spetta ai tecnici raggiungerlo, nel rispetto delle norme vigenti”.

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