Rifiuti in Liechtenstein a caro prezzo, ipotesi smentita, ma il rischio resta - QdS

Rifiuti in Liechtenstein a caro prezzo, ipotesi smentita, ma il rischio resta

Gabriele DAmico

Rifiuti in Liechtenstein a caro prezzo, ipotesi smentita, ma il rischio resta

venerdì 12 Novembre 2021 - 03:30

La Srr di Palermo ha solo raccolto una manifestazione di interesse, ma non c’è alcuna offerta. Senza l’autorizzazione alla vasca 3bis di Bellolampo potrebbe scoppiare una nuova emergenza

PALERMO – I rifiuti palermitani rimarranno in Sicilia e non dovrebbero varcare lo Stretto sui camion della Renkaede per dirigersi verso il Liechtenstein a costi esorbitanti. A confermarlo al QdS è stato il presidente della Srr palermitana, Natale Tubiolo. “Il motivo per il quale abbiamo fatto questa manifestazione – spiega – è stato solo l’aut aut dato dal Governo regionale ad aprile, quando c’era lo spauracchio che Sicula chiudesse e che altre discariche potessero avere altri problemi. Alla manifestazione ha risposto anche questa società del Liechtenstein, che ancora tuttavia non ha formulato nessuna offerta”.

Da aprile ad oggi, tuttavia, le cose sono ben diverse. Almeno nel versante Occidentale dell’Isola, dove grazie ai nuovi interventi sulla discarica di Bellolampo non dovrebbe più esserci la necessità di un invio immediato dei rifiuti fuori dai confini regionali. Nel sito in cui i comuni palermitani abbancano i loro rifiuti, infatti, è in corso di definizione l’autorizzazione per l’utilizzo della terza vasca bis, che darebbe la possibilità agli Enti di poter conferire ancora senza problemi fino ad aprile prossimo. Mese in cui verrà consegnata la prima parte della settima vasca. Insomma, un massiccio intervento di ampliamento al vaglio del dipartimento Acqua e rifiuti della Regione che permetterà di continuare ad abbancare rifiuti su rifiuti. In barba a tutte le direttive europee e nazionali in materia di smaltimento.

“È chiaro – continua Tubiolo – che la situazione rispetto ad aprile è diversa, ma chiuderemo ugualmente il procedimento di acquisizione delle manifestazioni di interesse. Anche perché non possiamo dire che non vale più niente. Dopo di che, se ci sarà un’altra crisi, speriamo mai, utilizzeremo quanto abbiamo raccolto. Diversamente non c’è alcun motivo di utilizzarlo e rimarrà lì, nei nostri cassetti”.

Del resto, che per l’invio dei rifiuti in Liechtenstein fosse tutto già pronto non c’è mai stata nessuna prova: la società del principato, la Renkaede, non ha mai formalizzato nessuna proposta né mai presentato alcun tipo di preventivo. Ha semplicemente mostrato un forte interesse all’affaire della spazzatura siciliana.

“Il 19 ottobre – spiega Tubiolo al QdS – questa società ha fatto un sopralluogo in cui ha visto che a Bellolampo ci può essere una stazione di trasferenza. Ma nulla di più. Ci aveva detto che entro 14 giorni ci avrebbe fatto avere un preventivo: ancora non sappiamo nulla, nemmeno il luogo in cui dovrebbe portare i rifiuti”. Al momento, dunque, nessuna decisione è stata presa. E se verrà rilasciata l’autorizzazione per la vasca 3bis a Rap, non ci sarà motivo di seguire questa contorta e costosa strada secondo Tubiolo.

L’autorizzazione però tarda ad arrivare nonostante il presidente della Srr ci aveva garantito, solamente la settimana scorsa, che il via libera sarebbe arrivato a giorni dalla Regione. “Se ci fosse una nuova crisi, quest’azienda porterebbe oltre lo Stretto solamente i rifiuti della nostra Srr perché nell’avviso abbiamo indicato i nostri quantitativi. Circa 190mila tonnellate annue: una cosa impressionante. Non si è ancora capito come si dovrebbero pagare questi servizi di trasporto e smaltimento se questa strada verrà realmente percorsa. Io non credo che ci siano Comuni che hanno la disponibilità finanziaria per potere pagare queste somme. La Regione ha stanziato quei famosi 45 milioni di euro: sembrerebbero spiccioli nel caso di Palermo e dell’intero ambito palermitano”.

In ogni caso, almeno per la Srr palermitana, l’invio dei rifiuti fuori Regione rimane un’ipotesi lontana. E il presidente Tubiolo ci tiene a ribadirlo: “Non è assolutamente una cosa già fatta”.

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