Rifiuti, Musumeci “Con il voto segreto non andremo più in Aula” - QdS

Rifiuti, Musumeci “Con il voto segreto non andremo più in Aula”

Raffaella Pessina

Rifiuti, Musumeci “Con il voto segreto non andremo più in Aula”

venerdì 08 Novembre 2019 - 08:00
Rifiuti, Musumeci “Con il voto segreto non andremo più in Aula”

Durissimo il M5s, "Il Governatore come un bimbo che, se non può vincere una partita, va via con il pallone". L'esecutivo intende proseguire con l’esame del testo martedì prossimo, ma Pd e Movimento ribadiscono, "il ddl in aula non può rimanere e deve tornare in Commissione”

Riforma rifiuti, Nello Musumeci non molla: “Noi vogliamo andare avanti con lealtà e con grande coerenza”, ha dichiarato il Presidente della Regione a margine di un vertice di maggioranza tenutosi mercoledì sera al termine della seduta d’Aula, dopo la solenne bocciatura dell’articolo 1 della contrastata legge di riforma dei rifiuti. Bocciatura avvenuta peraltro con voto segreto, a dimostrazione che vi sono pezzi della maggioranza che non gradiscono il testo esitato in commissione. L’indicazione emersa dal vertice è quella di presentare emendamenti di riscrittura per gli articoli controversi e di proseguire con l’esame del testo martedì prossimo.

Muro contro muro tra governo e opposizione

“Faremo di tutto affinché questa riforma importante possa andare avanti” ha detto il capogruppo di #Db, Alessandro Aricò. Gli uffici dell’Ars hanno spiegato che il testo rimane in Aula e che l’art.1 bocciato non inficia il resto del ddl, perché si trattava di norme di principio. L’opposizione non intende tornare sui propri passi.”Abbiamo già chiesto il rinvio in commissione, perché quel testo non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti – ha detto il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo – se il governo ritiene di andare avanti noi faremo la nostra parte, proseguendo la battaglia”. Stessa musica per il M5s.

Musumeci, abrogare il voto segreto

Poi, Musumeci ha fatto sapere che il governo regionale non andrà più in Aula fino a quando non sarà abrogato il voto segreto. “Ho già chiesto ai rappresentanti del centrodestra nella Commissione regolamento all’Ars di richiedere la formale convocazione dell’organo per procedere di conseguenza. Ho già anticipato la volontà del governo al presidente del Parlamento Miccichè”, ha detto lapidario il Presidente.

M5s, Musumeci come un bambino che porta via il pallone

“Musumeci – hanno ribattuto duramente i deputati regionali del M5s – la smetta di fare come il bambino prepotente che quando non può vincere la partita porta via il pallone, impedendo ai suoi compagni di giocare. Abolizione del voto segreto o paralisi di sala d’Ercole è un aut aut inaccettabile in un contesto democratico, specie se si ricorda che proprio Musumeci e il suo gruppo, nella scorsa legislatura, votarono contro l’abolizione di questa modalità di voto“.

“Il flop della legge sui rifiuti – ha aggiunto il capogruppo Francesco Cappello – non è che la ciliegina sulla rancida torta di fallimenti di un esecutivo che sta portando a fondo la Sicilia“.

M5s, il ddl di Musumeci non piace neppure ai suoi

“La nostra idea non cambia – ha detto il deputato Cinquestelle Giampiero Trizzino – Il ddl in aula non può rimanere, torni in commissione e si discutano gli emendamenti. Prima del voto finale è passato l’emendamento che scardinava la distribuzione degli ambiti per provincia anche coi voti della maggioranza. È evidente che l’impianto di Musumeci non piace neppure ai suoi compagni di partito”.

Legambiente, in aula la disfatta totale di questa legge

Intanto ieri mattina è stata disdetta la seduta della commissione Ambiente dell’Ars che si sarebbe dovuta riunire per un approfondimento del disegno di legge sui rifiuti: ieri il voto in Aula, con la soppressione dell’art.1, ha fatto venire meno l’accordo sulla gestione dei lavori. Gianfranco Zanna di Legambiente ritiene che in Aula vi sarà la disfatta totale di questa legge. “Lo ribadiamo per l’ennesima volta e lo diciamo da due anni – ha detto Zanna – la Sicilia non ha bisogno di una nuova legge di 40 articoli, basterebbe abrogare la legge 3 del 2013, quella voluta da Crocetta e dall’assessore Marino, che ha fatto tanti guasti in Sicilia e riprendere la legge 9 del 2010, che non è una brutta legge, apportando modifiche di aggiornamento e di correzione. Basterebbe, quindi, una legge di pochissimi articoli per cominciare, finalmente, ad avere una gestione virtuosa dei rifiuti”.

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