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La Sicilia è zona rossa ma Modica non ci sta

Stefania Zaccaria

La Sicilia è zona rossa ma Modica non ci sta

martedì 19 Gennaio 2021 - 00:00
La Sicilia è zona rossa ma Modica non ci sta

Alla luce dei dati confortanti sui contagi, il sindaco Ignazio Abbate ha scritto al presidente della Regione per chiedere che tutta la provincia iblea diventi “gialla”: la situazione è sotto controllo

MODICA (RG) – La Sicilia è zona rossa. La nuova “colorazione” ha fatto dell’Isola una zona off limits, al pari della Lombardia e della provincia autonoma di Bolzano. Nonostante il presidente della Regione Sicilia avesse invocato la necessità di arginare il più possibile il contagio chiudendo l’Isola per tutto ciò che era possibile, alcuni amministratori non si sono dimostrati d’accordo. Anzi.

Il sindaco di Modica, Ignazio Abbate infatti, alla luce dei dati che ormai da diverse settimane arrivano dai vari punti screening della provincia di Ragusa, ha deciso di scrivere al governatore e all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, per chiedere ufficialmente di rivedere la propria posizione e cambiare il colore del territorio ibleo passandolo almeno ad arancione se non a giallo.

“Invito il presidente della Regione e l’assessore – si legge nella missiva inviata – a rivedere la propria posizione e a emettere un’ordinanza che faccia uscire la provincia di Ragusa dalla zona rossa perché è palese che i danni che la zona rossa provocherà alle famiglie e alle aziende non sono assolutamente giustificabili dalla situazione epidemiologica attuale. Chiediamo un atto di responsabilità che porti a rivedere la ‘colorazione’ del territorio ibleo anche per dare il giusto riconoscimento ai cittadini iblei che hanno dato dimostrazione di grande senso di responsabilità e senso civico, partecipando oltre ogni aspettativa agli screening di massa in modo da consentirci l’isolamento degli asintomatici. In questo modo siamo riusciti a bloccare la curva dei contagi che da diverse settimane è in netta discesa”.

I dati provenienti dai tamponi rapidi effettuati in questi giorni sono confortanti. “A dirlo non è il sindaco di Modica o i cittadini frustrati e arrabbiati sui social, a parlare sono i numeri – ha sottolineato il primo cittadino Abbate – Il 30 novembre in provincia di Ragusa si registravano 2306 positivi, oggi sono 745 (-70 per cento). Allora c’erano 100 ricoverati di cui 17 in terapia intensiva. Oggi contiamo 28 ricoveri (- 75 per cento circa) con 7 in terapia intensiva (18 a Ragusa e 10 a Vittoria). A Modica negli screening di massa sempre a novembre risultava positivo l’1 per cento di coloro che si sottoponeva ai test contro lo 0,35 per cento di oggi. A questi che si sono consolidati nelle ultime settimane, aggiungiamo che nella giornata di domenica 17 gennaio in provincia si sono effettuati 4464 tamponi con 21 positivi (0,47 per cento). Con numeri molto più importanti altre zone d’Italia sono state classificate come arancioni o addirittura gialle. Di certo non sono numeri da peggiori della Nazione”.

“L’emanazione dell’ultima ordinanza – ha aggiunto Abbate – viene vista come una mortificazione del senso civico di alcune comunità siciliane che si trovano ad essere punite per colpe altrui e che in questo modo si allontanano inevitabilmente dalle istituzioni”.

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