Sicurezza e migranti, alcuni numeri del Viminale - QdS

Sicurezza e migranti, alcuni numeri del Viminale

Serena Giovanna Grasso

Sicurezza e migranti, alcuni numeri del Viminale

venerdì 23 Agosto 2019 - 02:00
Sicurezza e migranti, alcuni numeri del Viminale

Ministero dell’Interno: 22 milioni di progetti Pon contro illegalità e marginalità. Secondo il Viminale si sarebbe ridotto il numero dei migranti, ma non si parla degli sbarchi fantasma. Nell’Isola il 7% degli immigrati sul territorio nazionale

PALERMO – Questo trascorso, è stato un anno soprattutto all’insegna della gestione della sicurezza. Infatti, secondo i dati contenuti all’interno del dossier del Viminale di Ferragosto, l’attività del ministero dell’Interno tra il primo agosto 2018 e il 31 luglio 2019 si è caratterizzata per gli investimenti economici a tutela della sicurezza. In particolare, alla Sicilia è stato riservato il 10% dei 67 milioni di euro destinati all’installazione di impianti di videosorveglianza (esattamente 6,9 milioni di euro), fondi investiti al fine di migliorare il controllo del territorio, con una particolare attenzione ai centri più piccoli, puntando al contrasto di tutti i fenomeni di illegalità, dalla microcriminalità alle grandi piazze di spaccio.

In Sicilia è possibile osservare il quarto investimento maggiormente elevato. In generale, le quote più consistenti sono riservate alle regioni meridionali: infatti, alla Calabria sono andati 12,1 milioni di euro, 9,2 milioni di euro alla Campania e 7,5 milioni di euro alla Puglia.

Oltre ventidue milioni di euro hanno finanziato ventitré progetti in Sicilia nell’ambito del Pon (Piano operativo nazionale) Legalità 2014/2020, destinati ad iniziative di prevenzione e contrasto all’illegalità e alla marginalità. In particolare, i progetti hanno contribuito al sostegno della riqualificazione ambientale, prevenzione della corruzione e inclusione sociale. Mentre, 18 milioni di euro sono stati stanziati a beneficio della nostra regione per i diciotto progetti incentrati sul recupero dei beni confiscati.

Altro snodo fondamentale, al centro dell’attività del ministero dell’Interno, fa riferimento all’immigrazione e al sistema di accoglienza. Secondo il Ministero, durante l’anno preso in considerazione, il numero di migranti sbarcati si è ridotto quasi dell’80% (da 42.700 dell’anno precedente a 8.691). Di conseguenza, si sono ampiamente ridotti anche i dati relativi all’accoglienza: al 31 luglio 2019 è possibile contare complessivamente 105.142 presenze (il 34% in meno rispetto al 2018), determinate perlopiù dai tempi di permanenza eccessivamente lunghi causati da un sistema burocratico non pienamente efficiente. La Sicilia dà accoglienza a 7.360 migranti, il 7% del totale. Mentre la Lombardia è la regione che accoglie il numero di immigrati maggiormente elevato (14.720, corrispondenti al 14% del totale).

Nel corso dell’anno analizzato, si sono ampiamente ridotte tutte le attività “delittuose”: gli omicidi sono passati da 357 a 307 (-14%), le rapine da 29.570 a 24.773 (-16,2%), i furti si sono ridotti dell’11,2% e le truffe hanno registrato un decremento pari al 2,1% (anche quelle ai danni degli over65 hanno subìto un incremento pari all’1,2%).

Si è intensificato il numero di pattuglie impiegate sulle strade (+0,6%), ma si è ridotto il numero di controlli effettuati con etilometro e persuasori (-4,8%). Complessivamente è stato accertato un numero inferiore di infrazioni (-5%), anche se sono cresciute quelle per eccesso di velocità (+6,2%). Si è ridotto il numero di incidenti (-2,8%), ma è cresciuta la quota delle accidentalità che hanno avuto esito mortale (+2,1%).

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