Siracusa, operai del petrolchimico non tutelati - QdS

Siracusa, operai del petrolchimico non tutelati

Solarino Luigi

Siracusa, operai del petrolchimico non tutelati

giovedì 19 Marzo 2020 - 00:00
Siracusa, operai del petrolchimico non tutelati

Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato lo stato di agitazione dei metalmeccanici della zona industriale. Le Rsu e le Rsa stanno verificando l’attuazione delle misure di prevenzione contro Covid-19

SIRACUSA – Timori da parte degli operai del petrolchimico di Siracusa e dei sindacati per l’emergenza Coronavirus. Infatti, sia gli operai che i sindacati paventano che nella zona industriale non vi siano tutti i requisiti necessari per garantire la sicurezza dei lavoratori dalla diffusione del Coronavirus.

Alcuni giorni addietro il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona, aveva dichiarato: “Il nostro polo industriale, strategico per il Paese, assicura la produzione del 38% dei prodotti petroliferi in Italia, necessari per assicurare i trasporti di derrate alimentari, il riscaldamento, l’energia elettrica, i prodotti per la detergenza, la produzione dei gas medicali per le strutture sanitarie. Le nostre industrie non si possono fermare. Le maestranze e le imprese dell’indotto che assicurano la corretta conduzione e manutenzione degli impianti, lavorano applicando in pieno, con scrupolo e senso di responsabilità, le disposizioni del Ministero della Salute e del Governo”.

In base al protocollo sottoscritto dalle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil con il governo nazionale sulle misure da prendere e far rispettare a tutte le aziende in produzione, per la tutela dei lavoratori dal rischio Coronavirus, le sigle sindacali metalmeccaniche Fim, Fiom, Uilm hanno dato indicazioni alle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) ed alle Rsa (Rappresentanze sindacali aziendali) dei metalmeccanici di tutta l’area industriale del petrolchimico di verificarne la piena attuazione.

Detto protocollo prevede l’adozione di numerose misure a tutela di coloro che lavorano all’interno degli impianti industriali. Tra queste figurano l’informazione che le aziende debbono garantire a tutti i lavoratori circa le disposizioni delle autorità; l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni. L’adozione delle misure di igiene e dei dispositivi di protezione individuale quali mascherine, guanti e liquidi detergenti. Qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative è comunque necessario l’uso delle mascherine, e altri dispositivi di protezione.

Le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno, contestualmente, proclamato lo stato di agitazione dei metalmeccanici della zona industriale “Per tutelarli in tutte quelle situazioni dove vi sia mancanza di sicurezza, difficoltà nell’eseguire le attività con i dispositivi di protezione individuali e l’impossibilità di rispettare le distanze previste dalla normativa. Le Rsu inviteranno i lavoratori ad astenersi dalla prestazione lavorativa e attraverso le strutture sindacali territoriali verrà proclamato lo sciopero indicando ai lavoratori di rimanere a casa fino alla piena attuazione del protocollo”.

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