Speranza - QdS

Speranza

Pino Grimaldi

Speranza

sabato 03 Aprile 2021 - 00:00

Assieme a fede e carità virtù teologali, da “ Logos” che Giovanni afferma, nel suo Vangelo, fu principio di tutte le cose e dunque permea – per chi crede – il nostro essere dal cosmico al dannoso virus che ci affligge e ne determina vita, morte e quanto tra i due eventi, ineluttabile, accade. Ovunque. Non in Italia.

La fede, è stata distorta in modalità “incrollabile” che ha permesso a quanti 24/24 ore al giorno su tutti i mezzi di informazione blaterano che tutto sarà risolto presto e che basta cantare, esporre bandiere ed attendere- della serie di una canzone della guerra d’Africa che esortava “aspetta e spera che già l’ora si avvicina”- con gioia degli ex d’antan dell’unico partito oggi all’opposizione, e credulità generale: irrazionale.

La speranza, richiama tragicamente il responsabile del ministero della salute che, a parte si possa dire “che di meglio non ne abbiano trovato”, bissa per volere –incompreso!- del supermario nella sua posizione. E se il virus è tragicamente dannoso, lui non è certo secondo per avere ai tempi dell’avvocato del popolo impapocchiato le cose da renderle inestricabili, dannose ,quasi inutili .

Nulla di personale contro questo giovine e tutti i comitati da lui creati ma che non sono riusciti a capire che un anno fa avevano solo da fare l’anagrafe sanitaria chiedendo alle ASl di farsi compilare dai medici di famiglia (siamo tutti schedati!) gli elenchi dei loro assistiti in ordine decrescente di età: dai più vecchi a scendere. Lavoro che in un mese avrebbe consentito di avere data base atti a stabilire, come procedere una volta arrivati i vaccini. Hanno giocarellato, trastullandosi per quando fossero giunti ma senza aver fatto il piano di somministrazione che, se affidato a medici di famiglia e farmacie, avrebbe risolto il problema.
La carità l’hanno intesa come rimborsi, sostegni ed altre magarie arrivati con velocità di neve che cade, senza alcun piano concreto facendola apparire carità di Stato pari a quella degli uomini che è gesto una tantum per mettere a posto la coscienza soprattutto quando essa non è del tutto in sintonia con le massime kantiane: leggi universali per tutti: scordatevele l Ora siamo a celebrare Pasqua 2.0 con molte possibilità di trinare l’anno prossimo.
Il Governo è cambiato, direttore d’orchestra il migliore possibile e non solo per l’Italia, orchestrali grosso modo – tranne qualche lodevole eccezione – lasciati inchiodati nelle loro fila: la musica anche se non più “faccetta nera” non è Mozart forse perché in UK vogliono non suonarlo più perché era razzista e massone.

In passato si organizzavano processioni dei Santi Patroni per scongiurare pestilenze, terremoti e guerre. Molte volte, dicono, aiutavano. Ora asserragliati manco il Papa va in nome di Dio a benedire e scongiurare.
Ma tolto il ministro omonimo, la speranza, la cui forma verbale regge l’infinito futuro, delle tre virtù è quella che ci può far superare il male assoluto di un tempo non immaginato.
Provare non è peccato.

Buona Pasqua.

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