Stagione balneare 2022: le spiagge "off limits" a Palermo e provincia - QdS

Stagione balneare 2022: le spiagge “off limits” a Palermo e provincia

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Stagione balneare 2022: le spiagge “off limits” a Palermo e provincia

Antonio Schembri  |
domenica 15 Maggio 2022 - 09:16

La mappa dettagliata delle spiagge non balneabili, i tratti di costa chiusi per ragioni di sicurezza e alcuni "divieti temporanei"

Inquinamento e ragioni di sicurezza. Se la stagione balneare in Sicilia è ufficialmente avviata, sebbene inizialmente frenata dal maltempo dei giorni scorsi, sono i motivi che anche quest’anno, nel palermitano, tornano a limitare la fruizione della costa.

In applicazione della direttiva comunitaria del 2006 sulla gestione della qualità delle acque balneabili, del decreto legislativo n.116 del 2008 che la ha recepita sul piano nazionale nonché del decreto regionale che obbliga i sindaci a eseguire l’ordinanza di divieto dei tratti di mare e di costa non balneabili, per il territorio costiero del capoluogo siciliano e della città metropolitana poco è cambiato rispetto allo scorso anno.

Cosa prevede l’ordinanza

Riguardo al primo, l’ordinanza sindacale dello scorso 19 aprile vieta ai bagnanti porzioni di litorale per poco meno di 17 chilometri di lunghezza lineare complessiva. Ovvero 12 tratti di mare, da un minimo di 250 metri fino a quasi 7 chilometri, nei quali l’esigenza di tutela della salute pubblica ha fatto già scattare, e notificare per mezzo di segnaletica, il divieto di entrare in acqua fino al 31 ottobre.

Più in dettaglio, lungo la costiera di Palermo il dipartimento attività sanitarie e l’osservatorio epidemiologico della regione hanno monitorato livelli di inquinamento tali da non adibire alla balneazione 8 chilometri di costa.

La mappa delle spiagge e tratti di costa “off limits”

Di questi, sono off limits i 400 metri della spiaggia di Vergine Maria, la borgata marinara situata sotto le falesie del Monte Pellegrino, dove per 5 secoli ha operato la Tonnara Bordonaro, una delle più antiche della provincia. Scarichi e correnti confermano il divieto di balneazione per inquinamento anche su un tratto marino di 250 metri a Barcarello: un segmento di costa a est del porticciolo di Sferracavallo, nell’area marina protetta di Capo Gallo e Isola delle Femmine che si trova a circa un chilometro dall’ingresso nord della Riserva Naturale Orientata di Capo Gallo.

Oltre questo promontorio, divieto confermato a Mondello lungo i 300 metri a ovest del Ferro di Cavallo, il canale di quasi 3 chilometri che dagli anni trenta raccoglie e conduce in mare le acque piovane e che dal 2006 attende una bonifica per la rimozione dei detriti che ne ostruiscono il deflusso. Ma anche quest’anno, come da lungo tempo, è però soprattutto sul litorale est di Palermo, quello che parte dal porticciolo di Sant’Erasmo, riqualificato 3 anni fa e include la zona critica della foce del fiume Oreto, che si registrano i divieti più estesi per ragioni igieniche.

Divieti di balneazione

Il bollino rosso continuerà infatti a riguardare 3 tratti marini consecutivi: il più lungo, 3.700 metri, è quello che corre dalla fine del porto di Sant’Erasmo (a breve distanza dallo sbocco in mare del corso d’acqua palermitano inquinato da scarichi fognari illeciti e discariche abusive) all’inizio del porto della Bandita; a seguire ci sono altri due chilometri e mezzo di mare interdetto fino al Lido Olimpo, a Romagnolo, centro geometrico del golfo di Palermo. La linea costiera vietata ai tuffi si allunga poi di ulteriori 800 metri, corrispondenti allo stesso Lido Olimpo, ad Acqua dei Corsari: una spiaggia sabbiosa molto bella, ma non facilmente fruibile in quanto priva di varchi pubblici.

I cancelli di alcuni residence riservano l’accesso diretto al mare soltanto a chi vi abita. Il divieto di balneazione che grava su tutta questa porzione di litorale, suscita dubbi e controversie da tempo: analisi del ministero della salute di qualche anno fa non hanno infatti più rilevato tracce di inquinamento e di sporcizia tali da giustificare proibizioni.

Divieti di balneazione per cause di sicurezza

La tutela della pubblica incolumità vieta l’ingresso in acqua ai bagnanti lungo quasi nove chilometri di costa palermitana. I tratti individuati sono 6: il porto di Sferracavallo; l’approdo della Fossa del Gallo, con il suo molo a tre bracci, all’interno della riserva di Capo Gallo raggiungibile dall’ingresso di Mondello (a pagamento per quanti non possiedono una barca ormeggiata nel porticciolo e per i non soci di un circolo nautico ubicato vicino l’ingresso); e, ancora, i porti di Mondello e dell’Addaura, sotto il Monte Pellegrino. A questi si aggiungono il tratto che va dal porto di Vergine Maria a quello di Sant’Erasmo (che include il porto di Palermo). Tuffi vietati, infine, sempre per lo stesso scopo preventivo, al porticciolo della Bandita.

Proseguendo lungo il litorale a est del capoluogo, a Ficarazzi sono off limits alla balneazione le acque antistanti l’estuario del fiume Eleuterio, tra le più inquinate del litorale palermitano. Per questa zona palustre, peraltro caratterizzata da piccole e belle nicchie naturali, il problema è lo stesso dell’Oreto: gli scarichi abusivi di aziende agricole e edifici civili, rispetto ai quali la capacità di filtraggio idrico dei pur fitti canneti presenti non basta a ripulire l’acqua avvelenata.

Bagheria

Situazione più dinamica a Bagheria. L’ordinanza emanata neanche due settimane fa dal sindaco Filippo Maria Tripoli, ha stabilito il divieto di balneazione per ragioni di inquinamento lungo i 750 metri ad ovest del piazzale Prime Rocche e i 1.590 metri ad est della spiaggia del Sarello, mentre ha confermato quella della spiaggia dei Francesi per motivi di sicurezza. La novità positiva riguarda però la Plaia, il tratto costiero ubicato nella frazione marinara di Aspra, che quest’anno ritorna balneabile insieme alla Cala Dell’Osta, sul litorale di Mongerbino.

Spiaggia questa vicina all’Arco Azzurro, il geosito reso celebre da una rèclame di cioccolatini di quasi mezzo secolo fa. Rimane invece interdetta per motivi di sicurezza l’altrettanto nota cala dei Francesi.

A Santa Flavia, comune nel quale ricadono 8 chilometri di costiera da Capo Zafferano a Fondachello, sono due i tratti di mare non accessibili ai bagnanti. Il primo riguarda Sant’Elia, la frazione marinara contrassegnata dall’iconica casa bianca lambita dalle onde costruita su una lingua di roccia, dove il divieto si estende su una linea di 600 metri in direzione dello scalo di Porticello.

“Questa zona, che in effetti continua a essere frequentata lo stesso dai bagnanti, specie nei giorni in cui le correnti puliscono lo specchio d’acqua, risente purtroppo sia degli sversamenti a mare dell’adiacente porto peschereccio sia dell’intenso traffico estivo di natanti, da pesca e da diporto”, spiega Giuseppe Sanfilippo, sindaco di Santa Flavia.

L’altro divieto insiste invece sui 300 metri della spiaggia di Fondachello, sul confine con il territorio di Casteldaccia, dove sfociano in mare due torrenti, i valloni Perriera e Cefalà”.

Ma su questo lungo litorale il punto critico resta Porticello. Lo scalo della borgata marinara, principale punto di riferimento della piccola pesca siciliana, non viene dragato da decenni e presenta acque assai inquinate e con diversi relitti sommersi. Qui per il progetto del depuratore, che si iniziò a costruire a fine anni ’80, dal 2014 c’è un finanziamento di 6milioni e 700mila euro.

Un piano adesso nelle mani del Commissario Unico per la Depurazione Maurizio Giugni, con cui – dice Sanfilippo – l’ultimo incontro, qualche giorno fa, ha portato a definire un iter di realizzazione dei lavori sul pennello a mare, distrutto negli anni dalle mareggiate”. La speranza, dicono al comune, è di poter dare il via ai lavori entro la fine dell’anno”.

L’impianto di depurazione (gestito dall’Amap) c’è invece, ma risulta ormai da tempo insufficiente, a Casteldaccia, qualche chilometro più avanti sulla statale 113. “Adesso che la conferenza di servizi ha dato parere favorevole, l’intervento per il suo ampliamento (atteso da lungo tempo), dovrebbe partire il prossimo anno”, commenta il sindaco Giovanni Di Giacinto.

Nell’attesa, il Dipartimento regionale per le attività sanitarie ha confermato per questa estate il divieto di balneazione per cause di inquinamento nel mare di contrada Celso, antistante il sito del depuratore. Sempre lungo la strada settentrionale sicula, le stesse ragioni hanno fatto scattare il divieto a Altavilla Milicia, davanti al Ponte San Michele e sul Litorale della Bruca Altavilla, per un totale di oltre un chilometro di battigia; e, per quanto riguarda Trabia, dalla fine del porto alla zona del Pescatore e lungo la costa antistante lo svincolo autostradale.

Il litorale a ovest di Palermo

Il divieto di balneazione più rilevante è quello che va dal lungomare di Carini alla foce del torrente Ciachea: 5.600 metri di un litorale affascinante che alterna ciottoli e sabbia.

“Una zona per la quale però la non balneabilità scatta regolarmente ogni anno ormai da 30 anni, malgrado esista un depuratore funzionante nella zona della medievale Torre Ciachea: “questo per via degli scarichi dei liquami di 4 comuni (Carini, Capaci, Isola delle Femmine e Torretta) e della Zona Industriale di Carini, che arrivano direttamente a mare tramite un bypass che scarica dentro il torrente Ciachea”– spiega Ambrogio Conigliaro, di Legambiente.

Una situazione che ha determinato 10 anni fa l’avvio di un’inchiesta della Procura di Palermo, al momento ferma e a campionamenti che ogni volta hanno mostrato riscontri impressionanti”.

Divieti temporanei

Infine, i divieti temporanei legati agli effetti sulla salute della ostreopsis ovata, la famigerata micro alga tossica di origine tropicale. “L’anno scorso alcuni casi di febbre e dermatiti sono tornati a verificarsi sulla nostra spiaggia, dice il vicesindaco di Capaci Girolamo Billante – A differenza di anni passati si è però trattato di un divieto rientrato in pochi giorni, una volta che il maestrale ha ripulito l’aerosol marino dalle tossine da questa liberate. A Capaci però l’unico divieto di balneazione confermato è quello che riguarda la zona interessata dal pennello a mare”. Condotta idraulica, questa, attivata a fine anni ’90, ma distrutta dalle mareggiate nel giro di pochi mesi.

Antonio Schembri

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