Trapani, rifiuti, la sfida della giunta Tranchida in 5 punti - QdS

Trapani, rifiuti, la sfida della giunta Tranchida in 5 punti

Vito Manca

Trapani, rifiuti, la sfida della giunta Tranchida in 5 punti

venerdì 21 Agosto 2020 - 00:00

L’obiettivo è trattare tutto il rifiuto organico prodotto nel territorio, senza doverlo portare fuori. La Società Trapani Servizi ha messo a disposizione degli enti locali il 19% delle quote azionarie

Una sfida in cinque punti. Ed una nuova frontiera. Culturale e sociale, con una campagna d’informazione a tappeto, perché il sistema dei rifiuti non può essere solo un costo, perché ci sono le condizioni per renderlo produttivo. Per fare business. Ma a favore dei cittadini e con la riduzione delle tasse. L’amministrazione Tranchida ha una data per cambiare rotta. Quella del prossimo 15 settembre. La sua società partecipata metterà a regime il trattamento dell’organico: “tipo biotunnel”, in gergo tecnico.

La “Trapani Servizi” è in azione dall’inizio del mese per arrivare al momento della verità senza intoppi. E’ una delle cinque sfide sottolineate nel Documento Unico di Programmazione che accompagna il bilancio di previsione 2020. L’obiettivo dichiarato è di “trattare tutto il rifiuto organico prodotto nel territorio”. Senza doverlo più portare nei siti della Sicilia orientale o fuori dalla Regione. Per fare come “a Bergamo – si legge ancora nel DUP – dove è attivo il primo impianto in Italia, che senza produrre emissioni in atmosfera, immette nella rete il biometano prodotto”.

Dunque, una sfida nella sfida, che punta a risparmiare 900 mila euro nel 2021, per rendere più leggera la “tassa” sui rifiuti, per aprire l’impianto di trattamento meccanico-biologico di contrada Belvedere al resto della provincia e dell’Isola. Non è una terapia d’urto ma una strategia, con la formula del passo dopo passo, degli investimenti, dei progetti, per “una gestione integrata dei rifiuti a 360 gradi”, aggiunge l’amministrazione nel suo DUP. Una gestione che comprende altre quattro frecce all’arco: “Raccolta porta a porta spinta, isole ecologiche distribuite sul territorio”. Ed anche: “Realizzazione di più Centri Comunali di Raccolta in aree maggiormente idonee rispetto a quelle attuali ed a quelle previste”. Qui è necessaria una parentesi. Il CCR in questione è quello del Lungomare Dante Alighieri. Si trova in piena zona balneare. In un’area che doveva essere al servizio delle politiche turistiche e che invece è stata consegnata ad uno sviluppo della città di Trapani senza progetto e soprattutto senza futuro. C’è pure un pezzo di “nuovo” – perché ormai datato dalla sua realizzazione – cimitero comunale. Nel Documento Unico di Programmazione si fa anche riferimento “all’installazione in via sperimentale delle Case del Compost per favorire la riduzione dei rifiuti e la trasformazione eco-sostenibile dell’organico”.

E sulla sfida nella sfida il campo d’azione è chiaro: “Favorire, direttamente in discarica, l’introduzione di processi di produzione di biometano di rifiuti organici provenienti proprio dalla raccolta differenziata porta a porta”. La “differenziata” è poco al di sotto del 65%, meta che l’amministrazione intende raggiungere entro la fine dell’anno. Non si torna indietro, quindi. La città deve sfruttare al meglio la sua condizione privilegiata. Ha una discarica, in contrada Borranea, ed un impianto di TMB. Ed ha uno strumento operativo. La “Trapani Servizi” si è sempre occupata di rifiuti ed ora è aperta anche agli altri Comuni. C’è un pacchetto azionario del 19% che l’amministrazione Tranchida ha messo a disposizione degli enti locali trapanesi che, però, finora, hanno nicchiato. Tutti, o quasi, d’accordo a parole, ma nei fatti continua la fase di studio. E soprattutto non s’intravedono i soldi nei bilancio per comprare le quote. Nel frattempo, la “Trapani Servizi” ha messo le tende nel Polo Tecnologico di Castelvetrano. L’assessore alle Partecipate Ninni Romano spiega come: “Opera a seguito di voltura dell’autorizzazione che era in capo alla Belice Ambiente”. E’ un capitolo del fallimento degli ATO, come quello in questione, messo in liquidazione. Anche il Polo di contrada Airone avrà il suo impianto mobile “tipo biotunnel, per la produzione di compost di qualità”. Il bando è operativo e c’è tempo fino al 15 settembre per presentare le offerte. A disposizione circa un milione di euro.

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