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Trasporti, l’assessore Messina, il governo Conte vuol penalizzare la Sicilia

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Trasporti, l’assessore Messina, il governo Conte vuol penalizzare la Sicilia

mercoledì 10 Giugno 2020 - 19:48

“Se dovessero passare gli articoli 198 e 203 del ‘Decreto Rilancio’, la Sicilia, come altre regioni italiane, rischia di avere un danno incalcolabile. Quegli articoli danneggiano le compagnie aeree ‘low cost’ che da anni portano avanti, con difficoltà, una politica che punta sulle tratte aeree da e per la Sicilia”.

Lo afferma l’assessore regionale al turismo Manlio Messina in un videomessaggio pubblicato nella sua pagina Facebook.

“Abbiamo come siciliani già subito un primo danno con la cancellazione di due tratte fondamentali da parte di Alitalia, il Trapani-Roma e il Trapani-Milano – aggiunge Messina – e questo è solo l’inizio di un continuo danno che si perpetuerà ancora sulla Sicilia. E’ inaccettabile che il governo Conte voglia e possa equiparare le altre compagnie aeree alle stesse condizioni di Alitalia, è una vergogna inaccettabile”.

“Stiamo parlando – sottolinea Messina – di una compagnia aerea fallita, che ha ricevuto tre miliardi dai soldi dei contribuenti e che cancella voli fondamentali per i cittadini siciliani e per lo sviluppo economico-turistico e territoriale della Sicilia. Non solo Alitalia riceve soldi dallo Stato, quindi dai cittadini, che paga una compagnia che sta in piedi ma che dovrebbe essere fallita, ma chiediamo pure alle altre compagnie di operare come ed adeguarsi a una compagnia fallita”.

“Quegli articoli 198 e 203 del Decreto Rilancio – sottolinea l’assessore Messina – devono essere cancellati se no si rischia la fine dei voli low cost da e per la Sicilia. E’ già assurdo che un biglietto aereo Alitalia ce lo faccia pagare anche 900 euro, una vergogna”. “Al governo Conte, che non vuole il Ponte sullo Stretto, e costringe i siciliani a usare l’aereo – dice Messina – chiediamo di ravvedersi in tempi brevi perché faremo le barricate con i nostri parlamentari, sto inviando una nota molto forte al premier e al suo governo. Le compagnie ‘low cost’ a queste condizioni rischiano di fallire e hanno già annunciato tagli qualora dovessero passare gli articoli”.

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