Vaccini, Aifa, AstraZeneca verso la somministrazione agli over-65 - QdS

Vaccini, Aifa, AstraZeneca verso la somministrazione agli over-65

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Vaccini, Aifa, AstraZeneca verso la somministrazione agli over-65

martedì 02 Marzo 2021 - 06:05

Sulla base di nuovi studi presentati. I sovranisti europei dicono sì a Sputnik e Salvini e Berlusconi premono. Da Moderna altri trecento milioni di dosi all'Europa. Ai guariti una sola somministrazione dopo sei mesi

L’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca potrebbe essere allargato ai soggetti con più di 65 anni anche in Italia.

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) potrebbe infatti rivedere l’attuale indicazione che prevede l’immunizzazione con questo vaccino solo per la fascia tra 18 e 65 anni, e questo sulla base dei risultati di nuovi studi presentati.

I nuovi dati che potrebbero far cambiare la linea italiana riguardano un’indagine sul campo effettuata in Scozia e annunciata sulla rivista scientifica Lancet: su poco più di un milione di persone vaccinate, dopo una dose del vaccino AstraZeneca e Pfizer si rileva una riduzione delle ospedalizzazioni del 95% con il primo e 84% con il secondo e si evidenzia una simile efficacia dei due vaccini all’81% sopra gli 80 anni.

L’Aifa, ha spiegato la presidente della Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Agenzia, Patrizia Popoli, “ha detto fin dall’inizio che il vaccino AstraZeneca poteva essere reso disponibile nell’intera popolazione autorizzata dall’Ema”.

Lo scorso 29 gennaio, proprio l’Ema ha autorizzato il vaccino dai 18 anni e senza limiti di età. Rispetto all’età quindi, rileva Popoli, “non sono stati posti dei veri e propri limiti, ma si è suggerito un uso preferenziale nei soggetti meno anziani, che erano stati maggiormente inclusi negli studi clinici”.

“Si era detto fin dall’inizio, tuttavia – ha precisato – che queste indicazioni si sarebbero dovute riconsiderare quando fossero state acquisite ulteriori evidenze dagli studi in corso”.

Quindi, l’apertura della presidente, “la posizione potrebbe essere rivista se i nuovi dati lo consentiranno”.

Da parte sua, l’amministratore delegato di AstraZeneca Italia, Lorenzo Wittum, ha sottolineato come l’estensione dell’età sia “una decisione che deve prendere Aifa con il ministero della Salute, ma in Francia e Germania si sta già valutando questa ipotesi”.

Quanto alla questione del brevetto, AstraZeneca ha ribadito di essere disposta a “cedere le licenze di produzione per far sì che si possa accelerare”.

“È quello che abbiamo fatto negli ultimi mesi – ha detto Wittum -, i venti stabilimenti di produzione non sono solo nostri”.

Una buona notizia, intanto, arriva da Bruxelles, con la Commissione europea che ha firmato con Moderna un secondo contratto per la fornitura di altri trecento milioni di dosi di vaccino.

L’imperativo, comunque, resta quello di aumentare la produzione dei vaccini e utilizzare subito tutti quelli presenti per accelerare le campagne vaccinali a livello nazionale.

E si parla molto dello Sputnik, già utilizzato a San Marino: alcuni Paesi dell’Est Europa stanno aprendo al vaccino russo, per il quale manca ancora il via libera Ema.

La linea di attendere in modo compatto l’autorizzazione a livello europeo prima dell’utilizzo nazionale in emergenza di un nuovo vaccino sembra, quindi, sgretolarsi.

Ad oggi, la Slovacchia ha appena ricevuto il suo primo lotto di Sputnik, mentre l’Ungheria aveva già approvato e iniziato a distribuirlo, e Austria e Repubblica Ceca hanno fatto sapere di essere in trattativa con Mosca.

Si dirà che si tratta in gran parte di paesi “sovranisti” e in questo senso, dunque, non dovrebbe stupire che anche Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, ne chiedano una rapida approvazione.

Ma sul vaccino russo le posizioni di Ema e Aifa sono chiare. Anche oggi i vertici di Aifa, Palù e Magrini, hanno ribadito che una valutAstrAstraZenecaenecaione va fatta accompagnandola a una visita ai siti produttivi.

“I dati sono promettenti ma una valutazione – ha dettto Palù – è prematura”.

“La richiesta di importazione – ha aggiunto Magrini – con i dati ancora incompleti è fuori luogo”.

Per reperire più dosi, un’altra novità potrebbe infine arrivare a breve in Italia. La nuova indicazione dell’Aifa sarebbe infatti quella di somministrare ai soggetti che hanno già contratto il Covid-19 e sono guariti un’unica dose di vaccino dopo sei mesi dalla guarigione.

Il parere dell’Aifa dovrebbe essere ora recepito in una circolare del ministero della Salute.

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