In Val di Noto la coltivazione di agrumi d’eccellenza si incontra con l’uso sostenibile delle risorse naturali - QdS

In Val di Noto la coltivazione di agrumi d’eccellenza si incontra con l’uso sostenibile delle risorse naturali

Elettra Vitale

In Val di Noto la coltivazione di agrumi d’eccellenza si incontra con l’uso sostenibile delle risorse naturali

sabato 13 Novembre 2021 - 03:50

L’azienda F.lli Solarino applica da decenni tecniche agronomiche bio mantenendo intatta l’autenticità dei prodotti

ROSOLINI (SR) – è una storia lunga oltre un secolo quella della Bioagricola Fratelli Solarino, un’azienda a conduzione familiare che sorge nella Val Di Noto, fra Noto ed Ispica. L’attività agricola siciliana, riconosciuta nel rapporto “Green Italy 2021”, a cura di Symbola, come esempio di eccellenza nel campo delle tecniche agronomiche biosostenibili, ha deciso di fare dell’amore profondo nei confronti della natura la sua cifra distintiva. Già dagli anni ‘60, infatti, la l’etica aziendale è stata pioneristicamente orientata tutta al bio, con lo scopo di valorizzare le caratteristiche tipiche degli agrumi siciliani e di farli conoscere al resto del mondo nella loro essenza autentica. e questa storia tutta made in Sicily ce la siamo fatta raccontare proprio da Monica Solarino, responsabile gestione, vendite e amministrazione.

Come e quando è nata la vostra attività ?
“La Bioagricola F.lli Solarino nasce per volontà del mio bisnonno Luigi, un commerciante di pellami, con lungimirante vocazione all’agricoltura, nel 1901, quando acquistò circa sette ettari di terreni in Val di Noto, adesso la Bioagricola F.lli Solarino, viene gestita da Monica e Giuseppe. Produciamo agrumi di eccellenza: diverse varietà di arance a polpa bionda, pompelmi ‘Star Ruby’, kumquat e limoni. Si tratta di prodotti tipicamente siciliani, ed i nostri mercati di riferimento sono ubicati sia in Italia (in particolare nel nord Italia, dal Piemonte al Friuli al Trentino Alto-Adige), sia all’estero in mercati in cui siamo costantemente presenti”.

Recentemente siete stati menzionati nel rapporto di Symbola “Green Italy 2021”. Qual è il segreto che vi ha permesso di diventare un’eccellenza italiana?
“La risposta è nella chiave di lettura della nostra politica, ovvero l’etica nella conduzione aziendale tramandata da ogni generazione. Mio nonno, per motivi prettamente tecnici, era orientato verso un’agricoltura estensiva, ma con forti orientamenti salutistici e di rispetto, ambientale quando ancora il termine ‘biologico’ era sconosciuto. Nel 1959, mia nonna e i suoi due figli, lungimiranti, iniziarono a convertire la tipologia di conduzione, da estensiva ad intensiva, impiantando nel corso degli anni diversi agrumeti e dando la dovuta importanza al gusto intrinseco di ogni varietà e al miglioramento del rapporto Brix-Acidi. Nel 1996 da pionieri abbiamo aderito al decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 220. Questa nuova modalità di conduzione ci ha permesso di ottenere il riconoscimento ‘Giovanni Marcora European Award Agriculture, Food, Environment’ da parte della Cciaa di Siracusa e il premio ‘Creatività’della Coldiretti”.

Quali sono le tecniche agronomiche innovative che avete introdotto negli ultimi anni per rispettare l’ambiente e, allo stesso tempo, essere competitivi sul mercato?
“Abbiamo principalmente seguito gli orientamenti del mio bisnonno, base degli odierni risultati e, in tal senso, siamo attivi in tantissimi fronti. Non impiantiamo mai nuovi appezzamenti senza aver fatto le analisi dei suoli e delle acque da utilizzare per l’irrigazione; prevediamo scoline e bonifiche ed integriamo il terreno con opportune concimazioni di fondo, impiegando ammendanti provenienti da bovini da ingrasso e non da latte. Inoltre, con l’utilizzo del satellite, scegliamo il tipo di sistemazione geometrica del sesto al fine di avere una costante e comoda lavorazione dell’impianto e, successivamente con lo stesso metodo scegliamo il sistema irriguo, basato su un metodo di sub irrigazione. Ciò consente una grande economia di acqua e un consumo energetico molto contenuto, grazie anche al fatto che le nostre aziende sono fornite di impianti fotovoltaici.
Inoltre, durante la conduzione annuale degli appezzamenti, per una gestione il più possibile ottimale, ci serviamo di droni, centraline ed apparecchiature che ci permettono di controllare sia l’indice Ndvi (Normalized difference vegetation index), che descrive il livello di vigoria delle piante, permettendoci di controllare sia il loro grado di vegetazione sia le integrazioni nutrizionali eventualmente necessarie per le piante manchevoli di nutrimento. Infine, ma non per ultimo, ci occupiamo di usare i cosiddetti ‘insetti utili’ una valida alternativa ai classici pesticidi. Si tratta di animali, naturalmente presenti nell’eco-sistema, che hanno la capacità di contenere e controllare in modo naturale l’azione d’insetti parassiti dannosi per le colture, come ad esempio le coccinelle”.

Cosa ritenete si possa fare per contenere gli effetti del cambiamento climatico, proprio partendo dal vostro settore?
“La risposta non è facile, mi viene in mente quanto diceva mia nonna, ‘quando ti senti male ed hai la febbre, mettiti a letto e riposati, vedrai che passerà’. In buona sostanza, dovrebbe essere innanzitutto ridotta la produttività di molte attività inquinanti. Occorre reinvestire nella piantagione di boschi, nel recupero di quelle superfici abbandonate in cui lo Stato elargisce i contributi del biologico, senza che quest’ultimi diano frutti all’ambiente. Ancora: occorrerebbe ripulire tutti gli alvei dei fiumi e dei torrenti in stato di abbandono, così si eviterebbero esondazioni; creare invasi per le acque per far fronte alla crescente siccità e desertificazione, e poi effettuare bonifiche ambientali in zone trascurate da molti lustri, bloccare la cementificazione dei suoli, e tanto altro ancora. Avere insomma rispetto per qualsiasi cosa, dalla piccola alla grande, contenendo l’usa e getta ed avviando una giusta politica del riciclaggio. Da parte nostra, ci attiviamo, impiegando imballaggi completamente riciclabili che tra l’altro adoperano colori ad acqua, quindi meno inquinanti e riciclabili. è necessario rispettare la terra che ci nutre, come facciamo noi agricoltori biologici, che siamo un po’ i custodi del ciclo della vita. Non dimentichiamo che le piante sono degli esseri viventi, e meritano osservazione ed attenzione, una ad una”.

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