Ventisette anni fa la Mafia uccideva il giornalista Beppe Alfano per le sue inchieste su Cosa nostra - QdS

Ventisette anni fa la Mafia uccideva il giornalista Beppe Alfano per le sue inchieste su Cosa nostra

Patrizia Penna

Ventisette anni fa la Mafia uccideva il giornalista Beppe Alfano per le sue inchieste su Cosa nostra

mercoledì 08 Gennaio 2020 - 16:22

Corrispondente del quotidiano “La Sicilia” di Catania, venne assassinato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) l’8 gennaio del 1993 a soli 47 anni per quello che i suoi articoli stavano producendo sull'opinione pubblica. Il governatore Musumeci: "C'è bisogno di verità perché si faccia giustizia". Il presidente di AnciSicilia Orlando: "Grande esempio di impegno sociale"

PALERMO – Ventisette anni fa a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, la mafia uccideva Beppe Alfano, corrispondente del quotidiano “La Sicilia” di Catania.
Alfano venne assassinato l’8 gennaio del 1993 a soli 47 anni per le sue inchieste giornalistiche su Cosa Nostra. Aveva raccontato la guerra tra cosche nel Messinese, gli affari per i maxi-appalti per i lavori pubblici, gli scandali legati alle frodi di produttori agrumicoli che intascavano illegalmente i fondi europei.

Anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha voluto ricordare il giornalista: “A distanza di 27 anni ancora – ha detto – oggi Beppe Alfano continua ad essere un esempio alto di giornalismo d’inchiesta e di impegno sociale. Un impegno pagato a caro prezzo ma che è ancora vivo nella passione e nel coraggio che ha saputo trasmettere a tanti giovani e a tanti giornalisti”.

L’ex Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha voluto ricordare su Twitter lo spessore intellettuale e morale di Alfano “che denunciò gli intrecci tra mafia, politica inquinata e comitati d’affari, nonostante intimidazioni e avvertimenti. Ricordiamolo per onorare il suo impegno, per fare piena luce sull’omicidio, perché raccontare la verità non sia più anticamera di morte”.

Il Presidente della Regione, Nello Musumeci, chiede che giustizia sia fatta: “Nonostante le condanne per mandante ed esecutore – ha detto – a 27 anni dall’assassinio di Beppe Alfano non è stato ancora chiarito il contesto nel quale sia maturata la sua condanna a morte. C’è tanto bisogno di verità perché si faccia giustizia!”.

Tag:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684