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Volume alto, finisce in sparatoria. Lite sui social sfocia in rissa

redazione

Volume alto, finisce in sparatoria. Lite sui social sfocia in rissa

lunedì 26 Agosto 2019 - 09:30
Volume alto, finisce in sparatoria. Lite sui social sfocia in rissa

A San Giuseppe Jato, nel Palermitano, tre fermi per il ferimento di una coppia. E un'altra rissa che ha portato a tre arresti è scoppiata a Licata dopo un litigio tra due donne su Facebook

Due feriti, per fortuna in maniera non grave, e tre arresti.

Questo il bilancio della lite scoppiata per futili motivi – il volume troppo alto della musica – tra due nuclei familiari a San Giuseppe Jato, nel Palermitano.

E’ successo in via delle Anime Sante, in un gruppo di villette a schiera nella periferia del paese.

Una donna ha impugnato una pistola ad aria compressa caricata a pallini e ha sparato alcuni colpi contro una coppia di coniugi, ferendo la donna di striscio al volto (la donna è stata trasportata dal 118 nell’ospedale Civico di Palermo) e il marito al braccio (l’uomo è stato curato nella vicina Guardia medica).

Non era la prima volta che le due famiglie litigavano per problemi di vicinato.

Anche la sorella della donna che ha sparato è stata fermata dai carabinieri a San Giuseppe Jato: sarebbe stata pronta a sparare con un altro fucile ad aria compressa.

Entrambe sono accusate di tentato omicidio in concorso.

In casa della donna che ha sparato è stato trovato un piccolo arsenale: un fucile e una pistola ad aria compressa, una balestra con frecce e un taser che “spara” scariche elettriche.

Per resistenza a pubblico ufficiale è stato invece arrestato un uomo.

La sparatoria, come detto, si sarebbe scatenata a causa della musica ad alto volume diffusa dai vicini.

Lite sui social rissa autentica a Licata

E un’altra rissa che ha portato a tre arresti è scoppiata a Licata, nell’Agrigentino, per via di due donne che, dopo essersi insultate sui social, hanno coinvolto mariti e figli.

Per difendere “l’onore” di una di loro, infatti, i familiari (di 58, 26 e 23 anni), tutti arrestati, si sono scagliati contro i vicini, colpendo la porta della loro abitazione con una sassaiola e minacciando il padrone di casa, un uomo di 45 anni.

Alla rissa hanno partecipato altri parenti e sono dovuti intervenire dodici carabinieri per portare tutti in caserma, dove i fermati avrebbero causato altri danni.

Il giorno prima della sassaiola, contro la porta dei vicini sarebbero stati esplosi dei colpi d’arma da fuoco e un proiettile s’è conficcato in un pensile della cucina.

Padre e figli sono stati arrestati e posti ai domiciliari.


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