Zaki libero, ma le accuse restano. Il padre, "Grazie all'Italia" - QdS

Zaki libero, ma le accuse restano. Il padre, “Grazie all’Italia”

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Zaki libero, ma le accuse restano. Il padre, “Grazie all’Italia”

mercoledì 08 Dicembre 2021 - 06:28

In febbraio nuova udienza per lo studente arrestato dal governo egiziano per "propaganda per il terrorismo" per post su Fb scritti mentre studiava nell'Università di Bologna. Soddisfatto Draghi

Lo studente egiziano Patrick Zaki, che ha studiato nell’Università Alma Mater di Bologna, sarà scarcerato anche se non è stato assolto dalle accuse.

Zaki è accusato di minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento alle proteste illegali, sovversione, diffusione di false notizie, propaganda per il terrorismo per alcuni suoi post su Facebook.

Al momento non è ancora uscito dal carcere perché “le procedure formali richiedono un po’ di tempo”.

La nuova udienza del processo è stata fissata per il primo febbraio.

“Vi siamo molto grati per tutto quello che avete fatto” ha detto il padre George ai due diplomatici italiani presenti a Mansura, dopo la notizia.

Soddisfazione è stata espressa dal premier Mario Draghi, ha fatto sapere Palazzo Chigi, aggiungendo che la vicenda è stata e sarà seguita con la massima attenzione da parte del Governo italiano.

“Non me l’aspettavo e all’inizio ero un po’ sotto shock. Non siamo abituati a ricevere buone notizie sul processo, ma oggi sono molto contento per lui, la sua famiglia e per tutti quelli che hanno portato avanti la campagna per la libertà di Patrick”.

Lo ha detto Rafael Garrido Alvarez, amico prima di tutto ma anche ex compagno di studi di Patrick Zaki,

“Ho veramente tanto da dirgli, mi manca molto. Vorrei raccontargli del master e abbracciarlo forte. Patrick è un carissimo amico e purtroppo si sarebbe dovuto laureare con noi, ma non è andata così”, prosegue Garrido Alvarez, sottolineando di aver sentito nelle ore successive alla notizia “i nostri amici e compagni e tutti non vediamo l’ora di vedere Patrick a Bologna”.

Garrido Alvarez spiega quindi che in questi giorni forse non sarà possibile parlare al telefono con Patrick, che “ha bisogno di stare un po’ con la sua famiglia e vorrà averli vicini. Ma il prima possibile troveremo un modo per sentirci”.

L’amico di Patrick conclude dicendo che se Patrick dovesse tornare a Bologna “sicuramente faremo qualcosa, ma bisogna aspettare perché il processo continua, non è stato assolto e a febbraio ci sarà una nuova udienza”.

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