Zes, per i Sindacati in Sicilia occorre subito una cabina di regia - QdS

Zes, per i Sindacati in Sicilia occorre subito una cabina di regia

Raffaella Pessina

Zes, per i Sindacati in Sicilia occorre subito una cabina di regia

mercoledì 17 Giugno 2020 - 07:07
Zes, per i Sindacati  in Sicilia occorre subito una cabina di regia

La Cisl, "impostare un progetto strategico". Apprezzamento anche da parte di AnciSicilia che parla di “occasione per investire nell’Isola”. Soddisfatto il M5s all'Ars. Mario Caputo (Fi) presenta un'odg all’Assemblea regionale sull'esclusione della città di Monreale

PALERMO – La notizia dell’istituzione delle Zes siciliane ha ottenuto le reazioni positive da parte delle sigle sindacali e dai partiti, che sottolineano l’importanza del provvedimento per aprire concrete prospettive di sviluppo economico-sociale dell’Isola.

I sindacati chiedono però di passare dalle parole ai fatti e Cisl chiede una cabina di regia che serva anche a verificare quali sono le opere già iniziate che possono subire un’accelerazione ed immaginare già nuove opere.

Il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana (nella foto) ribadisce che bisogna fare in modo che per la concretizzazione delle Zone economiche speciali siciliane “non si pensi soltanto a sgravi fiscali e incentivi, ma – aggiunge – a creare davvero e non sulla carta il sistema infrastrutturale necessario, puntando sulla logistica portuale, e gli assi viari e ferroviari, per attrarre gli investimenti delle imprese”.

La Cisl chiede di impostare un vero e proprio progetto strategico: “Serve una seria programmazione dato che le risorse non mancano; un cronoprogramma a breve tempo; e la sinergia e la concertazione fra le istituzioni e tutte le realtà produttive, economiche, universitarie e le parti sociali dei territori”.

Apprezzamento anche da parte di AnciSicilia che parla di “occasione per investire nell’Isola”.

Ma non tutti sono soddisfatti. Mario Caputo, deputato regionale di Forza Italia e componente della commissione legislativa Attività produttive ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governo regionale di intervenire presso il Ministero competente perché integri le zone siciliane con l’inserimento della città di Monreale. L’esclusione di Monreale per Caputo provocherà una grave penalizzazione per l’intero territorio, “atteso che sono previsti investimenti per decine di miliardi, oltre che agevolazioni per coloro che vorranno investire nelle zone di sviluppo”.
Monreale, per la sua posizione geografica, dista poco meno di dieci chilometri dal porto di Palermo. Nel territorio vi sono attività industriali, artigianali, agricole, prodotti di qualità, una presenza turistica tra le più rilevanti dell’Isola.
“Siamo stati riconosciuti per alcuni monumenti patrimonio Unesco e abbiamo aree territoriali ove insediare attività industriali e artigianali di ogni genere – prosegue Caputo – Non so quanti dei Comuni inseriti possano vantare una tale differenziazione territoriale oltre che un’offerta variegata dal punto di vista imprenditoriale. E come se vi sia stata o una grave disattenzione politica o peggio, una volontà di penalizzare Monreale. È chiaro che mi batterò dal punto di vista politico affinché anche la nostra Città venga inserita in questo straordinario percorso di sviluppo”. Le Zes, nello specifico, saranno due, una per la Sicilia Orientale e una per la Sicilia Occidentale, per un totale di quasi 6 mila ettari, tra aree portuali, retroportuali e aree di sviluppo industriale.

Soddisfatto il Movimento Cinquestelle. “Ancora una volta – è scritto in una nota – questo governo dimostra, con i fatti, di avere a cuore lo sviluppo e il sostegno al Sud Italia. La Sicilia ha bisogno, per un rilancio, di attrarre investimenti e le Zes in questo senso rappresentano un volano in grado di far sviluppare diversi settori quali la logistica, i trasporti ed il commercio. Senza dimenticare il sostegno per accompagnare la transizione ecologica degli insediamenti produttivi, attraverso una drastica semplificazione amministrativa e la possibilità di accedere a forti sgravi fiscali. In particolare le Zes rappresentano una sfida per il catanese. Infatti saranno Zes il porto di Catania con il retroporto, l’Asi, l’interporto e il Maas”.

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