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Precipitano anche in Sicilia gli incassi da multe alle auto

redazione

Precipitano anche in Sicilia gli incassi da multe alle auto

martedì 03 Marzo 2015 - 16:00
Precipitano anche in Sicilia gli incassi da multe alle auto

Crollo del 31,3% a Palermo. Poi Catania, Siracusa e Trapani

PALERMO – Conducenti più ligi alle regole o meno controlli? A Palermo il Comune, nello scorso anno, ha perso un terzo degli incassi da sanzioni per le infrazioni al Codice della strada: rispetto al 2013 ha incassato il 31,3% in meno, collocandosi al 51° posto della classifica italiana dei capoluoghi di provincia, stilata dal Sole 24 ore. Nelle casse comunali sono confluiti in tutto 14,5 milioni e l’importo medio delle contravvenzioni è stato di 36,7 euro.
Scende nella classifica italiana anche Catania, al 53/mo posto, con incassi minori del 34,7% e importi medi di 35,7 euro. Meno multe anche a Siracusa (70° posto, -20%), Trapani (77° posto, -21%), Messina (81^ e -15,5%), Ragusa (82^ e -11,2%), Agrigento (95^ e -25,8%), Caltanissetta (97^ e -28,1%) ed Enna (sestultima con -40,8%).
A livello nazionale in controtendenza vi è Milano (+6,2%) con importi medi (176 euro per patentato) di molto superiori alla seconda classificata, Firenze, con incassi in flessione del 3,5% e con importi medi di 140 euro. Taranto è ultima con un importo medio di 0,2 euro, come quello di Isernia. Il meno 30,8% registrato a Bologna stacca il capoluogo emiliano dal terzo posto, soppiantato da Parma che perde un po’ meno (-14,2%) con importi medi (118,1 euro). Roma è al ventunesimo posto con incassi (-23,8%) e importi medi (65,3 euro). Napoli al 35° con 46,9 euro a patentato.
Gli anni d’oro per le casse locali, quando gli automobilisti indisciplinati davano una grossa mano per far quadrare i conti e finanziare qualche spesa in più, secondo il Sole 24 Ore, sono lontanissimi. Tra 2010 e 2012 i verbali hanno prodotto in modo più o meno stabile 1,5 miliardi all’anno, cioè il 20% in più di quanto si riesce a raccogliere oggi (1,2 miliardi) e dal 2008, cioè da quando esiste il cervellone del ministero dell’Economia che monitora in tempo reale le entrate e le uscite degli enti pubblici, non si era mai scesi così in basso, complice anche la riduzione del traffico dovuta alla crisi.

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